Se n’è andato lo scorso 31 ottobre dopo aver tagliato a fine agosto il traguardo dei novant’anni sir Sean Connery, attore indimenticabile che ha saputo infondere carisma e simpatia naturali agli innumerevoli personaggi incarnati nell’arco di una fortunata carriera durata quasi mezzo secolo.
Entrato nel mito pronunciando, primo sullo schermo, la celebre battuta – ‘Il mio nome è Bond, James Bond‘ – l’attore scozzese, temendo di restare intrappolato nel personaggio dell’agente segreto 007 accettò fin dall’inizio anche ruoli ben diversi, dimostrando grande versatilità. Alfred Hitchcock per primo lo volle in Marnie, Sidney Lumet in La collina del disonore lo diresse per la prima delle loro cinque volte insieme, John Huston lo mise sul trono de L’uomo che volle farsi re, John Boorman lo scelse come protagonista del fantascientifico Zardoz, fino a Brian De Palma che offrendogli la parte dell’incorruttibile Jimmy Malone nel suo The untouchables – gli intoccabili gli fece conquistare l’unico Oscar, arrivato con la prima e sola candidatura. La classe e il fascino dell’uomo, uniti a indubbie capacità recitative, costruirono l’immagine di ironica autorevolezza che portò Sean Connery a prestare il volto a personaggi carismatici come il sovrano berbero Mulay Ahmad al-Raysuni in Il vento e il leone di John Milius o il monaco Guglielmo da Baskerville ne Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud; un’iconica dote essenziale per dare corpo anche a ruoli da non protagonista che necessitavano un’immagine di inattaccabile prestigio, come il padre di Indy in Indiana Jones e l’ultima crociata di Steven Spielberg o il maestro d’armi Ramirez mentore del protagonista in Highlander – l’ultimo immortale di Russell Mulcahy.
Tra i tanti titoli di una notevole filmografia, rendiamo omaggio all’arte di Sean Connery con 1855 – La prima grande rapina al treno di Michael Crichton.

Terza regia per il grande schermo dello scrittore autore di Jurassic Park, il film tratto dal romanzo La grande rapina al treno dello stesso Crichton è ispirato a fatti realmente avvenuti. 1855: l’Inghilterra è a fianco di Francia, impero ottomano e Regno di Sardegna contro l’impero russo nella guerra di Crimea e una volta al mese la banca Hundleston & Bradford trasferisce in treno un carico di lingotti d’oro, da Londra a Folkestone, che cambiati in valuta servono a pagare lo stipendio ai soldati.

Tra i tanti che hanno messo gli occhi sulle preziose spedizioni Edward Pierce, elegante e ricco truffatore ben introdotto in società, è il solo ad avere l’ardire d’immaginare una rapina sul treno in corsa, simbolo tangibile della rivoluzione industriale e ritenuto perciò inattaccabile. Complici abilità e destrezza di un gruppo ristretto di borseggiatori da strada, tra cui l’esperto scassinatore Robert Agar e l’attrice Miriam, hanno inizio le operazioni preliminari per ottenere le chiavi della cassaforte.

Girato in Irlanda e in interni nei londinesi Pinewood Studios, 1855 – La prima grande rapina al treno è una commedia brillante dai toni ironici e quasi comici, nonostante la materia originale di eventi anche drammatici. In questo contesto Sean Connery, nel ruolo protagonista di Edward, dimostra il suo essere commediante di razza perfettamente a suo agio in qualsiasi registro, dalla commedia al dramma, regalando al personaggio lo scanzonato disimpegno di un affascinante canaglia.

Al suo fianco nei panni di Robert Agar il canadese Donald Sutherland, altro ottimo attore capace di passare dal dramma Il giorno della locusta di John Schlesinger al grottesco M.A.S.H. di Robert Altman, fino a Il Casanova di Federico Fellini. Sulla sintonia di un cast ben assortito è costruito il divertimento di un film articolato su diversi ostacoli alla realizzazione del colpo che nella realtà storica dei fatti non ci furono, solo alcuni rinvii dopo i quali la rapina risultò facile da portare a termine.

La magia dell’arte cinematografica dà sempre la possibilità di rivedere i volti più amati, assicurandogli imperitura longevità, così anche a Sean Connery rivolgiamo un arrivederci che non sarà mai inappellabile e definitivo come quelli della vita.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Sean Connery: con Tippi Hedren in Marnie / con Christopher Lambert in Highlander – l’ultimo immortale / con Harrison Ford in Indiana Jones e l’ultima crociata
  3. Londra 1855: partenza dei mensili spostamenti d’oro su rotaie
  4. Ben introdotto tra i banchieri Edward pianifica il colpo
  5. Sean Connery regala il suo carisma a Edward Pierce
  6. Donald Sutherland è Robert Agar / Lesley-Anne Down è Miriam

© 1978 United Artists Corporation

IN COPERTINA
Sean Connery e Donald Sutherland sono i complici Edward Pierce e Robert Agar
© 1978 United Artists Corporation

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The great train robbery
  • Regia: Michael Crichton
  • Con: Sean Connery, Donald Sutherland, Lesley-Anne Down, Alan Webb, Malcolm Terris, Robert Lang, Wayne Sleep, Michael Elphick, Gabrielle Lloyd, Pamela Salem, George Downing, James Cossins, John Bett, Peter Benson, Janine Duvitski, Brian de Salvo, André Morell, Donald Churchill, Brian Glover, Noel Johnson, Peter Butterworth, Patrick Barr, Hubert Rees, Agnes Bernelle, Frank McDonald, Joe Cahill, Cecil Nash, Susan Hallinan, Oliver Smith, John Altman, Paul Kember, Geoff Ferris, Jenny Till, Craig Stokes
  • Soggetto: Michael Crichton dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: Michael Crichton
  • Fotografia: Geoffrey Unsworth
  • Musica: Jerry Goldsmith
  • Montaggio: David Bretheron
  • Scenografia: Maurice Carter
  • Costumi: Anthony Mendleson
  • Produzione: John Foreman per Starling Productions Ltd
  • Genere: Commedia
  • Origine: Regno Unito / USA, 1978
  • Durata: 110′ minuti