Il mese appena concluso ci ha trasferito caldo estremo e afa e, secondo fonti, nell’ultima settimana, in Europa sarebbero stati oltre milletrecento i decessi legati alle eccessive temperature. Cifre vere o gonfiate, ma, tra la cronaca di ieri, sbalordisce la notizia di un bracciante morto mentre stava raccogliendo angurie nel mantovano con ipotesi di malore per il caldo. Al di là del negazionismo climatico – rifiuta il consenso scientifico sul riscaldamento globale di origine antropica basandosi su interessi economici o ideologici – per chi scrive è fuori discussione che la Terra stia reagendo agli abusi inflitti. Del resto, non c’è più sordo di chi non vuol sentire, ne abbiamo esempio lapalissiano con il nostro Parlamento attualmente impegnato nell’esame di una riforma del sistema elettorale quando i problemi reali del Paese (aumento dell’indigenza, sanità, stagnazione pluriennale dei salari, fuga di giovani e professionisti) sommati all’elevato debito pubblico, all’immobilismo burocratico e alla grave crisi demografica, sembrano non esistere.
Se non fate uso “dell’analgesico” campionato mondiale di calcio, continuiamo a ribadire il valore sanifico della cultura.
Firenze, 1° luglio 2026
Cinzia Colzi