La guerra in Ucraina continua, spettacolarizzata dal morboso “minuto per minuto” rendendo secondaria persino la morte e connotandone, sempre più, la dimensione economica, politica e il ruolo delle Nazioni Unite nella partita globale.
In questo caos di equilibri geopolitici, con il tasso di inflazione europeo che ha superato il dato del 1991, l’unica cosa positiva annotabile oggi in Italia, è l’aver finalmente tolto – dopo averlo procrastinato fino all’inverosimile – lo stato di emergenza per pandemia e sarà compito della Storia, in futuro, palesare molte verità.

Una classe dirigente malata di protagonismo inizia, volente o nolente, a restituire dignità a un Popolo tenuto sotto dichiarato ricatto. Nonostante ogni difficoltà, confidando in una drastica riduzione di Decreti Legge, DPCM, ricorsi alla “fiducia”, proviamo a cercare una briciola di ottimismo in azioni rispettose, in modo cristallino, del dettato costituzionale fortificati dalla serena consapevolezza di come la Cultura ci possa garantire, in ogni momento, una pausa serenatrice di foscoliana memoria.

Cinzia Colzi

Firenze, 1° Aprile 2022