Il Novecento è stato in Germania un secolo contradditorio, multiforme ed estremo. Una lunga stagione contraddistinta dalla rapidità del progresso scientifico e tecnico, dalle fratture radicali della società e della politica, dalle convulsioni delle due guerre mondiali, culminata con la riunificazione del Paese. Questi tratti contrastanti caratterizzano anche le manifestazioni artistiche tedesche del ventesimo secolo, un secolo di avanguardie, movimenti e grandi individualità. Prendendo spunto da una frase di Wassily Kandinsky del 1911, questo vasto spettro artistico sembra oscillare fra due poli: “grande realismo” e “grande astrazione”, la rappresentazione e il suo contrario. Questi due elementi, che talvolta si oppongono e talvolta si mischiano, formano il leitmotiv che unisce le quasi mille e ottocento opere della collezione del Dipartimento di Stampe e Disegni del Museo Städel di Francoforte.

La mostra “Grande realismo e grande astrazione” presenta fino al 16 febbraio 2020 un centinaio fra le principali di queste opere, che spaziano dal 1910 alla fine degli anni ottanta. Una selezione che rimanda con forza la qualità della collezione del Museo e le tappe più importanti del suo sviluppo temporale. Vi si possono ammirare semplici schizzi a matita, vividi pastelli, acquerelli e persino monumentali collage. Il disegno assume un ruolo particolare nel ventesimo secolo. Mezzo di ricerca, strumento di invenzione e di sperimentazione. Nell’età moderna il disegno acquisisce indipendenza e autonomia e diviene, soprattutto in tempi di controllo statale e di oppressione, un veicolo del libero pensiero. Nella sua diversità si riflette anche la complessità della cultura e della società del secolo scorso, in perenne e rapido cambiamento.

La mostra riunisce opere di una quarantina di artisti e si apre con alcuni magistrali disegni di Max Beckmann (1884-1950) e Ernst Ludwig Kirchner (1880-1938), che offrono un’ampia panoramica sull’opera di questi due grandi maestri del novecento germanico. Il percorso prosegue con le opere dei membri del gruppo di artisti “Die Brücke”, tra cui Erich Heckel (1883-1970), Karl Schmidt-Rottluff (1884-1976) e Emil Nolde (1867-1956). Dopo l’Espressionismo e le sue tendenze astratte, sono presentati disegni di Rolf Nesch (1893-1975), Werner Gilles (1894-1961) e Ernst Wilhelm Nay (1902-1968), così come gli acquerelli di Paul Klee (1879-1940), le cui opere oscillano tra la fedeltà al soggetto e l’astrazione. Anche nella Germania divisa del dopoguerra, questa tensione fra rappresentazione e non-rappresentazione fu caratteristica di molti artisti. Si può ben vedere nelle opere di “Arte Informale”, ma anche nelle tendenze neo-espressioniste e nella Pop Art, come dimostrano le opere di Karl Otto Götz (1914-2017), Joseph Beuys (1921-1986), Gerhard Richter (*1932), Georg Baselitz (*1938), A. R. Penck (1939-2017), Sigmar Polke (1941-2010) e Anselm Kiefer (*1945).