Faust apre il libro magico consegnatogli dagli studenti di Cracovia, il “Clavis Astartis Magica”, ne estrae un laptop e digitando sulla tastiera evoca i sei demoni infernali.
La Semperoper di Dresda propone un nuovo allestimento del Doktor Faust di Ferruccio Busoni, nella stessa città in cui ebbe luogo la prima assoluta del 1925.
È un’opera non facile da portare in scena, con una trama tenue e intrisa di sovrannaturale e di simbolismo. Keith Warner, alla sua terza opera infernale alla Semperoper dopo Berlioz e Gounod, ne dà una lettura particolare e la trasforma in un viaggio nel tempo, una veloce escursione attraverso le diverse epoche della Storia.
1 doktorfaust ohp foto-jochen quast 196
Il sipario iniziale si alza su una scena rinascimentale (en passant, l’epoca del presunto Faust storico) e da lì si procede nel susseguirsi delle epoche umane. La scena della cattedrale gotica si svolge durante la Grande Guerra, con soldati in divisa d’epoca. Il senso cronologico è accentuato da nutrite processioni di comparse che sfilano come marionette (d’altra parte il Faust di Busoni s’ispira anche ai Faustpuppenspielen, tradizionali spettacoli tedeschi di marionette), da Gesù Cristo a Che Guevara, dagli antichi filosofi greci agli astronauti. Sfugge il senso dell’operazione. Anche perché col progredire dello spettacolo si vira verso un registro più leggero, quasi farsesco. La disputa fra gli studenti protestanti e cattolici diventa una contrapposizione fra un gruppo di borghesi in giacchetta e un gruppo di figli dei fiori appena usciti da Hair. Finché non arriva Mefistofele vestito da petroliere texano e offre un joint a Faust; non ci si meraviglia che poi gli appaia Elena di Troia.
2 doktorfaust foto-jochen quast 152
In tutto questo si perde molto del senso fantastico e grandioso del Faust busoniano e anche l’anelito del protagonista a trascendere i limiti della condizione umana si banalizza e perde di forza. Lo spettacolo riacquista un minimo di gravità nel finale, nonostante che anche qui Mefistofele si presenti spingendo una branda da ospedale. Da notare che il finale proposto in questo spettacolo non è quello ‘standard’ composto da Philipp Jarnach dopo la morte di Busoni nel 1924, ma quello realizzato nel 1984 da Antony Beaumont che lascia una traccia di speranza a conclusione di una vicenda così oscura.
Imponenti le scene approntate da Tilo Steffens, con una foresta di colonne che salgono e scendono dal soffitto secondo le esigenze della rappresentazione. Il colpo d’occhio è ulteriormente ravvivato dagli sfarzosi costumi di Julia Müer e dalle luci di John Bishop.
3 doktorfaust ohp foto-jochen quast 086
Le migliori notizie arrivano dal lato musicale della serata.
La Staatskapelle Dresden, sotto la direzione di Tomáš Netopil che già aveva diretto il Doktor Faust a Monaco nel 2008, suona con precisione e profondità. Il capolavoro busoniano è quasi un unicum nel panorama operistico e propone una sequenza di quadri, innervati e uniti da una partitura che racchiude diversi mezzi e forme musicali. E l’orchestra restituisce tutta il senso incantato, a tratti irreale, della musica di Busoni. Ammaliante per potenza lirica la Sarabanda dell’intermezzo sinfonico fra il primo e il secondo quadro.
4 doktorfaust foto-jochen quast 276
Lester Lynch, sorretto da solidi mezzi vocali, domina un ruolo complesso e pieno di sfide. Dolente e intenso quando soccombe a Mefistofele e sigla il patto infernale, la resa di un’anima in preda al tormento, che sa di firmare la sua dannazione ma non può evitarla. Meritati i festeggiamenti finali che il pubblico gli tributa. Il tenore inglese Mark Le Brocq impersona un camaleontico Mefistofele, cangiante deus ex machina della vicenda, ben padroneggiando la tessitura piuttosto estesa della parte. Manuela Uhl, unico ruolo femminile del dramma di Busoni, restituisce gli accenti della Duchessa di Parma, sedotta da Faust il giorno stesso delle sue nozze con il duca, con voce solida e gesto ispirato. Eccellenti anche i comprimari e i balletti che animano alcuni passaggi puramente musicali dell’opera.
Alla fine applausi vivaci per i protagonisti della serata.

Dettagli

Doktor Faust
Ferruccio Busoni (1866-1924)
Poema per musica in due prologhi, un intermezzo e tre quadri.
Libretto di Ferruccio Busoni

Versione Beaumont (1984)

In tedesco con sottotitoli in tedesco e inglese

 

  • Direttore: Tomáš Netopil
  • Regia: Keith Warner
  • Assistente alla regia: Anja Kühnhold
  • Scene: Tilo Steffens
  • Video: Manuel Kolip
  • Costumi: Julia Müer
  • Luci: John Bishop
  • Coreografie: Karl Alfred Schreiner
  • Assitente coreografie: Patrick Teschner
  • Maestro del coro: Jörn Hinnerk Andresen

 

  • Doktor Faust: Lester Lynch
  • Wagner: Michael Eder
  • Mephistopheles: Mark Le Brocq
  • Il duca di Parma / Megäros: Michael König
  • La duchessa di Parma: Manuela Uhl
  • Il cappellano di corte / Gravis: Magnus Piontek
  • Il soldato / Naturalista: Sebastian Wartig
  • Un tenente / Beelzebú: Jürgen Müller
  • Primo studente di Cracovia: Eric Stokloßa
  • Secondo studente di Cracovia: Bernhard Hansky
  • Terzo studente di Cracovia: Allen Boxer
  • Teologo / Levis: Tilmann Rönnebeck
  • Giurista / Asmodus: Stephan Klemm
  • Primo studente di Wittenberg: Gerald Hupach
  • Secondo studente di Wittenberg: Khanyiso Gwenxane
  • Terzo studente di Wittenberg: Alexandros Stavrakakis
  • Quarto studente di Wittenberg: Aaron Pegram
  • Quinto studente di Wittenberg: Benjamin Glaubitz
  • Un timido: Martin Schubert

Sächsischer Staatsopernchor Dresden
Sächsische Staatskapelle Dresden

(foto © Jochen Quast) (foto © Jochen Quast) (foto © Jochen Quast) (foto © Jochen Quast) (foto © Jochen Quast)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo:
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 20170506