Don Juan, la nuova produzione della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto firmata da Johan Inger, coinvolge un parterre di teatri e festival di assoluto rilievo. La coreografia, per tutti i sedici danzatori della Compagnia, nasce dal desiderio di Inger di confrontarsi con Don Giovanni, mito paradigmatico antico e ancora contemporaneo. La commedia originale di Tirso de Molina, Molière, Bertolt Brecht e l’opera teatrale di Suzanne Lilar sono solo alcune delle fonti d’ispirazione. Inger, e il drammaturgo Gregor Acuña-Pohl, hanno così potuto consultare venticinque diversi testi ispirati al personaggio.

Dopo l’anteprima del 6 ottobre al Festival Aperto di Reggio Emilia e la premiere del 9 a Ferrara, dal 14 è in scena a Parigi al Théâtre National de Chaillot. La tournée proseguirà al Festspielhaus St. Poelten (il 24) e, dal 29 ottobre al 1° novembre, al Teatro Metastasio di Prato.

Nella creazione troviamo tutti i personaggi della storia, da Donna Elvira a Donna Anna a Zerlina e Masetto. Il Don Juan può essere considerato un Kammerspiel, con sua capacità di sottolineare sfumature ed emozioni e, nel caso di questa creazione, la danza diviene lente d’ingrandimento dei singoli caratteri svelando, in modo sottile ma evidente, il mondo interiore delle donne e degli uomini in scena.

Ancor più importante è la connessione con la contemporaneità, disegnando un mondo abitato da un personaggio che attraversa il percorso della propria solitudine senza sfuggire a quella superficialità che sembra proprio caratterizzare i nostri giorni. Sullo sfondo si illuminano temi rilevanti tra i quali, certamente, la complessità del dialogo tra generi.

Inger interpreta in modo originale soprattutto Leporello e il Commendatore. Il primo non è più il servitore di Don Giovanni, ma rappresenta l’altro aspetto della sua persona mettendo in scena la dicotomia libertà/senso di colpa, esaltata dal disegno luci di Fabiana Piccioli. L’ispirazione, per citarne alcuni, viene da Dorian Gray di Wilde e Fight Club di Palahniuk. Attraverso una lettura innovativa psicoanalitica e freudiana, viene riscritta la relazione – ai nostri tempi difficilmente inquadrabile – di Don Giovanni con la figura del Commendatore; quest’ultimo è sostituito dall’introduzione di una “Madre”.
Don Giovanni diviene un essere umano che, probabilmente, ha subìto il grande trauma dell’abbandono materno ed è quella la figura che incombe sul protagonista. In ogni incontro con l’altro il serial lover cerca la madre e, per questo, non può impegnarsi in nessuna relazione o situazione.

Sulla partitura originale di Marc Álvarez, creata per l’occasione e di potenziale esecuzione dal vivo con orchestra, i  sedici danzatori di Aterballetto raccontano il Don Juan in un atto unico, immersi in uno spazio scenico, curato da Curt Allen Wilmer, senza connotazioni definite dal punto di vista geografico o storico: un labirinto di strutture mosse a vista dai danzatori. Diversamente dai costumi che sono molto connotati, grazie all’invenzione visiva di Bregje van Balen.

Didascalie immagini
Alcuni scatti durante  Don Juan
foto © 2020 Celeste Lombardi 
courtesy Aterballetto 

Don Juan

coreografia Johan Inger
musica originale Marc Álvarez
dramaturg Gregor Acuña-Pohl
scene Curt Allen Wilmer (aapee) con estudiodeDos
costumi Bregje van Balen
luci Fabiana Piccioli
assistente alla coreografia Yvan Dubreuil

danzatori Saul Daniele Ardillo, Estelle Bovay, Adrien Delépine, Martina Forioso, Clément Haenen, Arianna Kob, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Sandra Salietti Aguilera, Roberto Tedesco, Hélias Tur- Dorvault, Thomas Franciscus Van De Ven, Minouche Van de Ven, Serena Vinzio

produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
coproduttori Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Regio di Parma, Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, Centro Teatrale Bresciano, Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Metastasio di Prato, Festspielhaus St. Poelten, Fondazione Cariverona – Circuito VivoTeatro (Teatro Ristori di Verona, Teatro Comunale di Belluno, Teatro Salieri di Legnago, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro delle Muse di Ancona), Associazione Sferisterio Macerata

Dove e quando

  • Fino al: – 01 November, 2020