Ha debuttato ieri sera al Teatro del Maggio, “Cenerentola”, rilettura contemporanea del balletto in un atto sulla celebre partitura di Sergej Prokof’ev, titolo che accompagnerà il pubblico durante il periodo festivo (assieme a La Bohème di Giacomo Puccini e al Concerto di Natale del 22 dicembre). Questa produzione fiorentina – realizzata con il Nuovo BallettO di ToscanA diretto da Cristina Bozzolini, con la coreografia di Jiří Bubeniček che firma anche regia, drammaturgia e scene – è già stata “prenotata” da altri nove teatri: da Lucca a Cagliari, da Legnago a Ravenna fino a Cremona, Vicenza, Siena, Sassari e Bolzano.

Forse non è scontato ribadire come l’Orchestra del Maggio, diretta da Giuseppe La Malfa, abbia fatto la differenza. Al di la del pathos della musica eseguita in teatro rispetto alla base registrata, il valore dei singoli orchestrali ha permesso, alla note del musicista ucraino, di esaltare efficacemente l’idea drammatica in quanto, la partitua, ha numerosi spunti lirici e amorosi a cui sussegue un’ironia declinata in un’orchestrazione sia brillante e ritmica, ma anche melodica. La musica, infatti, caratterizza coì con efficacia la Cenerentola prima maltrattata, poi la ragazza dai sogni a occhi aperti e, infine, la fanciulla innamorata.

Per il suo lavoro, Jiří Bubeniček si è ispirato alla fiaba dei fratelli Grimm, una riscrittura cruda e carica di elementi simbolici rispetto alla versione popolare e più addolcita di Marcel Perrault. Il coreografo ha immaginato Cenerentola una ragazza coraggiosa, determinata, sognatrice e mossa da un senso di giustizia. Umana in un mondo di fiaba, reso sulla scena dal continuo alternarsi di drappi, nappe e cuscini, costumi coloratissimi, sipari che compongono ambienti morbidi, ma caduchi, nei quali la dolcezza dei sogni svanisce in un attimo per il dolore, e le angherie, che la vita impone di affrontare.

Bubeniček, ha spiegato: “In fondo il sogno è il cuore di questa storia e queste creature sono un po’ come gli unicorni, tornati così di moda: creature di luce che racchiudono il sentimento della nostalgia, della tenerezza per un tempo perduto ma anche pronti a elargire doni ai puri di cuore. Cenerentola crede talmente al sogno da realizzarlo”.
Matrigna e sorellastre, ma anche lo spirito della madre scomparsa che guida la protegge nel percorso di crescita. Cenerentola andrà al ballo solo per divertirsi senza sapere che là incontrerà il suo principe e… la scarpetta, ma, al posto del classico decolleté, simbolo femminilità, Bubeniček sceglie di far indossare alla protagonista una scarpa da ginnastica dorata.

Praghese, figlio di due artisti circensi, insieme al fratello gemello Otto, Jiří Bubeniček è stato uno dei più carismatici artisti della scena ballettistica mondiale. Purista classico, ma con attacco contemporaneo, eclettico e curioso, Bubeniček ha iniziato presto a sperimentarsi come coreografo e, a oggi, ha già creato lavori per compagnie di tutto il mondo, mostrando una chiara propensione per le coreografie narrative e drammatiche.

È la prima volta che affronta un titolo del repertorio con una compagnia “indipendente” come il Nuovo BallettO di ToscanA e, al riguardo, Bubeniček ha sottolineato: “Lavorare con questa compagnia mi ha fatto sentire come in famiglia e questa sensazione di armonia è molto importante per fare un buon un lavoro. I danzatori mi hanno seguito riuscendo a portare sul palcoscenico una storia senza tempo seppur saldamente legata alla contemporaneità, che affronta temi universalmente validi come la speranza di poter cambiare il corso della propria vita”.

Bene la Compagnia di ballo, compagine di natura artistica spiccatamente contemporanea alla quale, questa Cenerentola, è andata a pennello.