Dopo l’esperienza di Eden della scorsa estate – progetto premiato con il D&D per originalità dalla critica italiana – il Festival Bolzano Danza 2021 si riappropria della sua tradizionale struttura ed essenza ripartendo dagli archetipi. Con il titolo Swan, simbolo per antonomasia del balletto, si identifica un’edizione incentrata sulle riscritture dei classici del repertorio ballettistico e musicale degli ultimi tre secoli e il direttore artistico, Emanuele Masi, illustra un Festival di riletture e di ridefinizioni: “L’apertura con la nostra ‘compagnia associata’ Gauthier Dance di Stoccarda ci porta da subito nel vivo delle tematiche messe in campo quest’anno con quattro riscritture contemporanee del Lago dei cigni.

Pilastri di questa edizione sono poi le commissioni originali dei remakes de La morte del cigno di Mikhail Fokin e Camille Saint-Saëns e il ritorno di artisti ‘amici’ come Olivier Dubois e Alessandro Sciarroni, nonché la presenza di opere di due ‘maestre’ come Maguy Marin e Lucinda Childs. Peculiare, essendo il Festival costola della Fondazione Haydn, il rapporto con la musica dal vivo, sfociato nella coproduzione Requiem (Sià Karà), un lavoro che unisce l’estro del coreografo franco-tunisino Radhouane El Meddeb al compositore associato della Haydn Matteo Franceschini: una riscrittura del Requiem mozartiano per dieci danzatori della cubana MiCompañía, una quarantina di elementi dell’Orchestra Haydn e live electronics”.

Venerdì 16 l’inaugurazione nella Sala Grande del Teatro Comunale con la prima nazionale di Swan Lakes, appunto, con la Gauthier Dance di Stoccarda. Gli archetipi e le antitesi che porta con sé – uomo/animale, amore/tradimento, bene/male – hanno ispirato nei secoli molti autori. Così a Eric Gauthier, fondatore e direttore artistico dell’istituzione tedesca, è venuta l’idea di proporre a quattro star della danza mondiale di ripensarlo a otto mani: non uno Swan Lake bensì quattro diversissimi Laghi dei cigni di circa venti minuti ciascuno. La canadese Marie Chouinard ha ideato il suo Le Chant du cygne: le Lac per otto danzatrici su una composizione elettronica originale di Louis Dufort con sentori di Čajkovskij. L’israeliano Hofesh Shechter si è concentrato sul cigno nero, l’energia negativa. Il suo Swan Cake perde la purezza e sonda nel sommerso su una partitura battente creata dallo stesso coreografo. È stato invece attratto dalla trasformazione per incantesimo uomo/animale lo spagnolo Cayetano Soto e dall’istinto, elemento universale e sovraculturale che non può essere adulterato. Infine il “coreografo associato” alla Gauthier Dance Marco Goecke, unico nel gruppo a ritornare a Čajkovskij senza alterazione, nel suo Shara Nu declina al maschile l’antico mito del cigno.

Invece, con Swan Lake The Game questa sera al Parco dei Cappuccini, un gioco in cui ciascun spettatore contribuirà alla scelta del finale del Lago dei cigni. Portando il pubblico su una piattaforma virtuale – Hotel Nite – ogni spettatore (graficamente una libellula) attraverso device sceglie e influenza la visione collettiva. Costruendo una propria narrazione, l’utente individuerà una storia da seguire al termine della quale, rispondendo a delle domande, farà delle scelte che influenzeranno la visione generale: chi sarà il cigno nero? Come finirà la storia? Per la prima volta a Bolzano Danza sarà possibile sperimentare il Game in un formato cinema sotto le stelle con la possibilità di votare dal proprio cellulare e a maggioranza scegliere gli snodi cruciali di questo Swan Lake fuori dagli schemi.
In programma prosegue poi fino al 30 luglio con un totale ventinove appuntamenti di cui cinque prime assolute, dieci prime nazionali e quattro coproduzioni del Festival.

Artisti ‘amici’ di Bolzano Danza saranno protagonisti con nuovi lavori e brani cult. Ecco dunque l’articolata presenza di Olivier Dubois, il ritorno di Alessandro Sciarroni con due distinti lavori, di Lali Ayguadé e di Mattia Russo e Antonio de Rosa, ovvero Kor’sia. A loro si deve la nuova Giselle nata a Madrid nel 2020 coprodotta da Bolzano Danza che proietta la vicenda della contadinella impazzita per amore ai giorni nostri. Relazioni liquide e mediate dalla tecnologia per la prima nazionale di domenica scorsa.
Sempre questa sera al Teatro Comunale un altro debutto italiano: Come Out, la pungente creazione di Olivier Dubois per il Ballet de Lorraine sull’omonima partitura di Steve Reich rimaneggiata da François Caffenne. La coreografia di massa è un atto di resistenza alla vita e alle sue deviazioni, avvolta nel colore rosa (Teatro Comunale). Olivier Dubois sarà inoltre interprete del suo provocatorio duetto performativo Prêt à baiser su La sagra della primavera di Stravinsky nell’anno in cui ricorrono i cinquant’anni dalla morte del compositore (domani alla Fondazione Antonio Dalle Nogare) nonché autore e interprete di una sua Morte del cigno dal titolo Swan Blast in prima assoluta al Festival (Teatro Studio, sempre oggi).
La tradizione coreografica si perpetua anche nel lavoro ormai blockbuster di Alessandro Sciarroni Folk-s, riappropriazione in chiave performativa-contemporanea dello Schuhplattler, il ballo tradizionale tirolese. Già presentato al Festival cinque anni fa come site specific a Museion, sarà ora ospitato nella Sala Grande del Teatro Comunale (24 sabato).

Il Leone d’Oro 2019 della Biennale di Venezia è autore del Dialogo Terzo: In a landscape per CollettivO CineticO sull’omonima partitura di John Cage: un gioco di crescendo e dissolvenze con l’hula hoop dal sapore meditativo è stato accolto sabato 17 nella cornice della terrazza della Cantina Kettmair di Caldaro con vista sui vigneti.
Di ritorno si tratta anche per l’artista di punta della scena catalana Lali Ayguadé, al Festival con la sua ultima creazione Hidden, coprodotta da Bolzano Danza con TemporadaAlta di Barcellona. Parte conclusiva della trilogia sull’identità di cui Bolzano ha ospitato tutte le tappe, Hidden mostra attraverso il teatrodanza pregnante e dinamico caratteristico della coreografa l’inconscio, e come il presente sia influenzato dal passato (Teatro Studio, lunedì 26).
Coreografa di riferimento del panorama europeo e mondiale da oltre quarant’anni Maguy Marin è stato protagonista domenica 18 al Teatro Studio nel riallestimento del suo storico Duo d’Eden a opera dell’italiana MM Contemporary Dance Company di Michele Merola, un passo a due sospeso di rara bellezza che vede mescolarsi uno nell’altro i corpi dei due interpreti.

Altra icona del secondo Novecento, Lucinda Childs, è presente al Festival con Tempo Vicino, creazione del 2009 per il Ballet de Marseille ora ripreso dalla compagnia con un nuovo cast e presentato nell’ambito della serata plurale Childs/Carvalhho/Lasseindra/Doherty commissionata alla compagnia dal Théâtre de la Ville e dal Théâtre du Châtelet in prima nazionale a Bolzano Danza. Qui la fondatrice del postmodern Lucinda Childs si unisce alla stella nascente irlandese Oona Doherty, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2021, all’icona queer del voguing francese Lasseindra Ninja e all’universo pittorico dell’artista portoghese Tania Carvalho (giovedì 22 al Teatro Comunale).
Caposaldo della letteratura musicale, il Requiem di Wolfang Amadeus Mozart trova nuova linfa nella riscrittura per orchestra e live electronics dell’Associated Artist della Fondazione Haydn Matteo Franceschini per una creazione globale in prima assoluta al Festival che coinvolge il coreografo franco-tunisino Radhouane El Meddeb, la cubana Micompañia, l’Orchestra Haydn guidata dalla bacchetta del Maestro Jean Deroyer e un gruppo di amatori del territorio (Teatro Comunale, mercoledì 28).
Rimanda al passato e a un one-man-show d’eccezione, Best Regards di Marco D’Agostin, un assolo che è una lettera danzata d’addio e di riconoscenza per l’istrione della scena, fondatore dei DV8, Nigel Charnock scomparso prematuramente nell’agosto del 2012 (Teatro Studio, giovedì 29).

Per la prima volta al Festival, Club Guy & Roni, gruppo olandese che ha fatto dell’interdisciplinarietà la propria traccia e di una fisicità libera e violenta un linguaggio distintivo, sarà al Festival con il lavoro Tetris_mon amour dove la musica elettronica ad alti decibel incontra la passione per il video game Tetris che ha segnato diverse generazioni e naturalmente la coreografa Roni Haver (Teatro Comunale, venerdì 30 luglio).
Jocob Gomez, partendo dalla sua autobiografia – ha cinque sorelle – appronta un quintetto femminile dal titolo Meohadim, dove movimento, canto e recitazione raccontano contraddizioni e similitudini di vita (Teatro Studio, venerdì 23).

Al Parco delle Semirurali, martedì 27 andrà in scena il divertente Graces di Silvia Gribaudi, spettacolo vincitore del Premio Danza&Danza “miglior produzione italiana 2019”. Le tre Grazie del Canova, qui declinate al maschile, dispiegano un’indagine sulla bellezza. “Se nella classicità – si domanda la Gribaudi – la bellezza era armonia delle forme, nella nostra quotidianità dove ritroviamo questa armonia?” L’autrice torinese presenta inoltre al Festival la sua versione della Morte del cigno, Peso Piuma (lunedì 26 al Parco dei Cappuccini) preceduto il 23 e 24 luglio (Centro Trevi) dall’installazione esperienziale Swan-Vr moving bodies.
Infine, mercoledì 28, per il tradizionale appuntamento a Museion, che suggella la felice collaborazione tra il Festival e la prestigiosa istituzione cittadina dedicata all’arte contemporanea, è stata invitata la performance Untitled 2021 di Maria Hassabi, artista cipriota, attiva a New York, artefice di una pratica coreografica basata sulla posa scultorea e la dilatazione temporale inserita nell’ambito della personale di Jimmy Robert, artista che si è sovente riferito alla danza sia nelle sue performance, sia nelle sue opere verbo-visuali. In mostra ci saranno tra gli altri il suo Plié del 2020 e Veneer riferito al Trio A di Yvonne Rainer.
Ogni ulteriore dettaglio e informazione al sito ufficiale
Titolo evento
Teatro Comunale – Teatro Studio e in altri luoghi di Bolzano e dintorni
Data fine:30 July, 2021
Sito web:https://www.bolzanodanza.it/it/
Dettagli
Didasclie immagini
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un artista della Gauthier Dance
foto di Jeanette Bak - Swan Lakes, immagine locandina
- Swan, un coreografia di Mattia Russo e Antonio de Rosa
- Bolzano Danza (banner)
- In a landscape una coreografia di Alessandro Sciarroni
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coreografia della della serata plurale
Childs/Carvalhho/Lasseindra/Doherty, foto di Pitsfoto - copertina del libretti dei workshops 2021
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una coreografia di Graces
foto di Pitsfoto
In copertina
Bolzano Danza 37ᵃ edizione
(locandina)
Il Festival Bolzano Danza è organizzato e promosso dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con il supporto di: Provincia Autonoma di Bolzano, Città di Bolzano, MiC, Alperia e Institut Français.
Gli organizzatori ringraziano per la collaborazione Museion, Cantina Kettmeir, Fondazione Antonio Dalle Nogare, Stagione estiva Don Bosco, la rete “Swan never die”.