Il messaggio sembra arrivare forte e chiaro dal titolo scelto per l’edizione 2017 della rassegna internazionale più seguita al mondo: la 57ª Biennale di Venezia. L’Esposizione Internazionale d’Arte si chiamerà infatti “Viva Arte Viva”.
A sceglierlo Christine Macel, curatore capo del Centre Pompidou di Parigi e terza donna alla guida della curatela della mostra internazionale di arte contemporanea per eccellenza.
Biennale arte venezia 2015 foto andrea mancaniello 6
Dal 13 maggio fino al 26 novembre 2017 la famosa kermesse internazionale, che aprirà le sue porte nella laguna, ai Giardini e all’Arsenale, darà forma e voce – come dal 1895 – a una delle rassegne artistiche più attese.
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Definita dallo stesso Presidente Paolo Baratta come “un poema epico” – perché così pensata dalla curatrice – la 57ª edizione della Biennale di Venezia vede quest’anno 120 artisti invitati, di cui ben 103 nuovi nomi, e 4 Paesi presenti per la prima volta: Antigua e Barbuda, Kiribati, Nigeria, Kazakistan (per la prima volta da solo).
Nove capitoli o famiglie di artisti, con due primi universi nel Padiglione Centrale ai Giardini e sette altri universi che si snodano dall’Arsenale fino al Giardino delle Vergini.
Biennale arte venezia 2015
Una lode all’arte che vive e che si trasforma, che celebra sé stessa e che si apre al mondo, in un viaggio alla scoperta dell’interiorità dell’artista, uomo e fautore del suo tempo. Energia e creatività, inno alla scoperta e alla ri-scoperta, fiducia nel dialogo e nella partecipazione: questa sembra essere la prossima Biennale.
Biennale arte venezia 2015
Christine Macel ha immaginato una mostra aperta e ottimista che punta a grandi risultati e che mira al coinvolgimento attivo del visitatore, messo di fronte a un dialogo fortemente partecipativo con gli artisti, che intende parlare della loro fatica e del loro mestiere, della formazione e del metodo, delle ragioni positive e negative del “fare arte” oggi.
Viva Arre Viva è così un manifesto all’arte vista come atto di resistenza, di liberazione e di generosità.
Un atto politico.
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Mantenendo la storica suddivisione della Biennale in padiglioni – il cui numero non ha mai cessato di crescere dalla fine degli anni ’90 – ognuno dei nove capitoli o famiglie di artisti vuole raccontare la complessità del mondo, un tentativo verso l’estroversione e verso l’altro per arrivare allo spazio comune, attraverso le opere – circa 800 – e gli artisti, emergenti o meno.
L’intento è che la visita si possa concludere dopo una vera e propria esperienza, un percorso mai sterile e un viaggio. Un viaggio verso l’Itaca, come quella raccontata da Konstantinos Kavafis, che augura agli artisti e ai visitatori un cammino “lungo, fertile in avventure e in esperienze”.
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Partendo dal Padiglione degli artisti e dei libri fatto di azione e inattività, pigrizia e impegno, pro e contro del fare arte, si passa al Padiglione delle Gioie e delle Paure costruito attorno a emozioni e sentimenti; si giunge poi al Padiglione dello Spazio Comune dove al centro viene posto il concetto del collettivo, la costruzione di una comunità che va oltre l’individualismo e gli interessi specifici. Il quarto, Padiglione della Terra, riunisce utopie e sogni che ruotano attorno all’ambiente, al pianeta o ancora al mondo animale. Altro è il Padiglione delle Tradizioni che si riferisce alle tradizioni respinte sin dal XVIII secolo dai Lumi che si ripresentano oggi sotto forma di fondamentalismi e conservatorismi, generando rifiuto e nostalgia nei confronti dei tempi passati e supposti come migliori. Il Padiglione degli Sciamani vede protagonisti i tanti “artisti-sciamani”, animati da una visione interiore che assumono una nuova dimensione in un’epoca in cui si afferma un bisogno di attenzione e spiritualità.  A quest’ultima si contrappone nel Padiglione Dionisiaco la carnalità del corpo femminile, della vita e del piacere al centro di diverse opere di artiste donne. Ma non solo: la musica, la danza, il canto visti come chiavi per accedere a questa dimensione, in cui nuovi stati di coscienza si rivelano possibili. Nel Padiglione dei Colori si parte, invece, dal dato scientifico che i colori non esistono in sé ma sono il risultato di un processo del cervello e dell’occhio che decodifica la realtà diventando la fonte dell’emozione soggettiva. A chiudere il percorso il Padiglione del Tempo e dell’Infinito che racconta il tempo come flusso e continuità incessante di cambiamenti, per arrivare alla morte, una riflessione sullo scorrere degli attimi e sulla perdita irrimediabile.
Biennale arte venezia 2015
Le novità: gli artisti saranno messi a nudo, non solo attraverso le opere scelte una per una (Macel ha infatti proceduto alla selezione di ogni singola opera), ma anche attraverso l’intero corollario di eventi che circondano la biennale, primo fra tutte Tavola Aperta, incontri settimanali che porteranno gli artisti a pranzare con il pubblico in due spazi, ai Giardini e all’Arsenale, con lo scopo di creare un incontro nuovo e originale. Ci sarà poi il Progetto Pratiche d’Artista, che raccoglie un insieme di brevi video realizzati dagli artisti stessi, e La Mia Biblioteca che permetterà agli artisti di riunire in una lista le loro letture preferite, offrendo agli stessi una fonte di reciproca conoscenza e d’ispirazione per il pubblico.
Biennale arte venezia 2015
Un viva all’arte che richiama la fiducia e la positività, l’energia e l’immortalità dei percorsi – e forse anche – l’immortalità di alcuni artisti che hanno attraversato i famosi padiglioni pieni di speranza e visione, come avrà fatto – nel 1972 – il giovane artista greco Jannis Kounellis che si affacciava alla sua prima Biennale inconsapevole di quello che sarebbe stato negli anni e rimasto per sempre.

Chissà se anche questa 57ª edizione non ci porti grandi novità!
Viva all’Arte viva.

Dettagli

Scatti del 2015 durante l'anteprima stampa
della passata edizione (56ª Esposizione
Internazionale d’Arte)
foto © 2015 Andrea Mancaniello

Panorama veneziano Panorama veneziano Panorama veneziano Scorcio veneziano Ingresso all'Arsenale Ingresso all'arsenale Scorcio veneziano Scorcio veneziano Scorcio veneziano

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Date: 20170513 - 20171126