Sarà per campanilismo fiorentino, ma una mostra su i Macchiaioli per noi è sempre motivo di interesse convinti che il movimento meriterebbe maggiore studio e approfondimento, non fosse altro perché precedente all’Impressionismo, essendo stato il primo esempio di un gruppo di anime indipendenti capaci di rivoluzionare il tradizionale concetto di estetica ottocentesca.

Vale la pena ricordare che “Impressionismo” arriverà solo nel 1874 (tratto da “Impression, soleil levant” di Claude Monet esposto alla prima mostra del movimento parigino) dodici anni dopo la pubblicazione del termine “macchiaiolo” su la Nuova Europa, fra l’altro usato in senso dispregiativo – in un articolo non firmato – però definiva “giovani artisti che si sono messi in testa di riformare l’arte partendo dal principio che l’effetto è tutto”.

Una portata innovativa straordinaria, opera di quei dodici giovani che, pur non essendo tutti toscani, elessero sede della loro avventura Firenze che, nella seconda metà dell’Ottocento, era considerata una delle capitali culturali più attive in Europa, punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutto il Vecchio continente e, da molti, ritenuta come seconda patria.

Nel 1850 sulle rive dell’Arno erano cinquantamila gli abitanti, una città a misura d’uomo, ma al tempo stesso polo culturale (bei tempi…) e, in nessun altro angolo del mondo, a cinque minuti di calesse dal centro era possibile bearsi di quello scenario già fonte d’ispirazione rinascimentale.

Tornando al percorso espositivo “Macchiaioli: storia di una rivoluzione d’arte” inizierà dalle opere di Serafino de Tivoli e di Filippo Palizzi, precursori della rivoluzione macchiaiola, e si confronteranno con un lavoro giovanile di Silvestro Lega, dallo stile ancora purista, per giungere alle espressioni più mature della Macchia con Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, Cristiano Banti, che si allontanano definitivamente dalla tradizionale pittura di paesaggio italiana, ma anche dalla lezione della scuola francese di Barbizon – particolarmente incline a indugiare in tendenze formalmente raffinate e legate al romanticismo – per scegliere un approccio più asciutto e severo, cogliendo impressioni immediate dal vero.

Non mancheranno i dipinti a soggetto risorgimentale, con i soldati di Giovanni Fattori, né tantomeno quelli firmati dai protagonisti del gruppo dopo gli anni sessanta, quando la ricerca macchiaiola perde l’asprezza delle prime prove e acquisisce uno stile più disteso, aperto alla più pacata tendenza naturalista che andava diffondendosi in Europa. La mostra si chiude con una riflessione sull’eredità della pittura di Macchia.

Per tutta la durata della rassegna, è in programma una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti. Una mostra “family friendly”, con una sala didattica ad accesso libero per le famiglie, un percorso per i bambini, un kit didattico in omaggio da ritirare in biglietteria appositamente creato per la visita dei più piccoli. Inoltre, all’interno di Palazzo delle Paure, un’opera ad “altezza bambino” attenderà i giovani visitatori per un’esperienza immersiva.
Accompagnerà la mostra l’omonimo catalogo edito da Skira.
Didascalie immagini
- Giovanni Fattori, Soldato a cavallo, anni sessanta, Olio su tavola, 13 x 36 cm, Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
- Cristiano Banti, Scena romantica, Olio su tavola, 24,5 x 38 cm, Collezione privata
- Vincenzo Cabianca, L’ombrellino, 1858-1859, Olio su tela, 31 x 24 cm, Carpi, collezione Palazzo Foresti
- Serafino De Tivoli, Villa Salviati, 1856, Olio su tela, 67 x 94 cm, Carpi, collezione Palazzo Foresti
- Silvestro Lega, Il corsetto rosso, 1890 circa, Olio su tela, 50 x 40 cm, Carpi, collezione Palazzo Foresti
- Raffaello Sernesi, Punta Righini – Castiglioncello, Olio su tavola, 16,5 x 33,5 cm, Collezione privata
In copertina
Giovanni Fattori, La lettera al campo, 1873-1875, Olio su tavola, 16,6 x 34,5 cm, Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Orari:
Lunedì chiuso
Martedì – venerdì: 09.30 – 19.00
Sabato domenica e festivi: 10.00-19.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Dove e quando
Evento: Palazzo delle Paure – Piazza XX Settembre, 22 – Lecco
- Date : 04 October, 2019 – 19 January, 2020