“(…) La grande finestra del mio studio è aperta nella notte. In quel nero rettangolo passano i miei fantasmi e con loro amo conversare. Mi incitano a essere forte, indomito, eroico, mi sussurrano segreti e misteri che forse ti dirò. Moltissimi non crederanno e me ne duole per loro, perché chi non ha immaginazione vegeta in pantofole: vita comoda, ma non vita d’artista...”
Alberto Martini da “Vita d’artista” (1939-1940)

Alberto Martini (Oderzo 1876 – Milano 1954) simbolista, esponente dell’arte fantastica, tra i precursori del Surrealismo, definito dalla stampa inglese “Italian pen-and ink genius” in occasione della mostra londinese del 1914, è tra i grandi protagonisti del panorama artistico di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento.

Pittore, ma, soprattutto, illustratore di opere letterarie, la predilezione per il disegno ha forse parzialmente limitato la sua fama anche se, le sue visionarie invenzioni, le sue originali quanto misteriose creazioni nate nel clima decadente del tempo, hanno sollecitato l’immaginario di artisti, musicisti, autori di fumetti e registi che a lui si sono ispirati (da Dylan Dog ad Alfred Hitchcock), imponendo ora una nuova attenzione sulla sua arte.

Nel settantesimo anniversario dalla scomparsa, la città natale e sede della Pinacoteca a lui dedicata con il più grande patrimonio di opere e materiali documentari dell’artista, grazie alla Fondazione Oderzo Cultura, è divenuta centro propulsore e cardine di un anno di celebrazioni, tra i grandi eventi della Regione del Veneto, che avranno il loro vertice nella mostra “Le Storie straordinarie. Alberto Martini ed Edgar Allan Poe” in programma dal 27 settembre nella città trevigiana, l’antica Opitergium, a Palazzo Foscolo.

Curata da Paola Bonifacio e Alessandro Botta con il coordinamento scientifico di Carlo Sala, sarà un percorso con oltre centoventi opere, tra dipinti, disegni e volumi, prestate da musei, importanti collezionisti e dagli eredi di Martini: opere in molti casi inedite o mai esposte prima d’ora.

Un corpus espositivo sull’artista mai così consistente, che aiuterà a scoprire l’universo martiniano e a seguirne la maturazione, con un occhio di riguardo al suo mondo onirico e al “lato oscuro” della sua arte: quello che lo porterà – focus centrale dell’esposizione – a dar vita alla famosissima serie di illustrazioni a china dei racconti fantastici di Poe, diffusi in Europa soprattutto nella traduzione francese di Charles Baudelaire del 1856, che tanto colpirono l’immaginazione degli artisti del tempo.

Alcuni mirati confronti proposti in mostra, con Gaetano Previati, Illemo Camelli, James Ensor e Édouard Manet e le loro interpretazioni dei racconti di Poe, consentiranno di cogliere l’originalità e la forza visionaria della serie, realizzata da Martini tra il 1905 e gli anni Trenta, e le anticipazioni surrealiste di questo lavoro nell’apertura alla dimensione dell’inconscio.

Una dimensione che ben si evidenzia anche nei sorprendenti e vari autoritratti che chiuderanno la mostra, riuniti insieme per la prima volta: specchio dell’io più profondo, ma anche della dualità dell’artista. L’io e il suo doppio.

Previsti anche numerosi eventi collaterali: un percorso temporaneo con i “Best of” della Pinacoteca, una mostra di fotografia contemporanea ispirata a Martini, teatro, cinema, letteratura che si estenderanno anche a altri importanti centri in Italia, prima tra tutti Milano, dove Martini scelse di trascorrere l’ultima parte della sua vita e che ebbe sempre un ruolo importante nella geografia martiniana, quindi Treviso e Venezia con esposizioni e iniziative di primo piano e poi altri luoghi ed eventi in Italia e all’estero promosse dalla Fondazione Oderzo Cultura, con l’organizzazione generale di Villaggio Globale International.

Dal 2 ottobre il Castello Sforzesco ospiterà la mostra “Alberto Martini. La Danza Macabra” una selezione di circa sessanta rari disegni conservati nel Gabinetto dei Disegni e nella Raccolta delle Stampe A. Bertarelli del Castello milanese, intorno al tema della Danza macabra: un soggetto variamente indagato da Martini in alcuni lavori nodali della sua carriera, come l’Albo della morte e le cartoline della Danza macabra europea pubblicate dall’Editore Longo di Treviso in occasione del primo conflitto mondiale.

Ai lavori martiniani saranno affiancati nel progetto espositivo curato anch’esso da Paola Bonifacio e Alessandro Botta, esempi di grafica europea dedicati al tema della Totentanz nei secoli: dalle grafiche quattro-cinquecentesche di Michel Wolgemut e Hans Holbein fino alle opere di Ottocento, inizi Novecento di Rops, Ensor, Previati e Russolo.

Ospite d’onore nella prestigiosa sede milanese e “ambasciatore” delle collezioni opitergine sarà il celebre e grande Autoritratto di Martini del 1911, realizzato a tecnica mista: prestito eccezionale della Pinacoteca di Oderzo, tra le opere-capolavoro più iconiche dell’artista dalla cui donazione ha preso il via la galleria opitergina.

A Treviso, dove la collaborazione tra la Fondazione Oderzo Cultura e i Musei Civici di Treviso ha già portato, nel 2022 – in occasione delle Giornate martiniane – all’apertura al pubblico di una sala monografica dedicata a Martini al Museo Bajlo, si celebrerà l’anniversario interrogandosi sulla modernità della sua lezione, attraverso la rilettura in chiave contemporanea dei principali temi della poetica martiniana.

A Venezia, l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee – ASAC, nell’ambito del progetto per l’avvio di un centro di ricerca sulle arti contemporanee, sta programmando un percorso specifico per giovani studenti e ricercatori, dedicato all’illustrazione e alla grafica in relazione alla figura di Alberto Martini, con l’obbiettivo di proiettare l’artista opitergino nell’oggi e di verificare alla luce della sua eredità i nuovi codici espressivi.

Infine, a Garda con una selezione di illustrazioni del fondamentale ciclo della Divina Commedia e all’estero, in Belgio e in Francia dove si stanno definendo appuntamenti ed esposizioni per rinnovare la fama e la conoscenza da parte del pubblico dell’artista nato a Oderzo.

Dettagli

Le Storie straordinarie. 
Alberto Martini ed Edgar Allan Poe
dal 27 settembre 2024 al 25 marzo 2025
Oderzo (TV), Fondazione Oderzo Cultura, Palazzo Foscolo

Alberto Martini. La Danza Macabra
dal 2 ottobre 2024 al 19 gennaio 2025
Milano, Castello Sforzesco, Salette delle Grafica

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa Villaggio Globae International)

  1. Logotipo delle celebrazioni martiniane
  2. Alberto Martini, Nel sonno, 1906, olio su tela, 110 x 115,5 cm
    Milano, Galleria d’Arte Moderna
    © Comune di Milano – tutti i diritti riservati – Galleria d’Arte Moderna di Milano
  3. Alberto Martini, Ligeia, 1907-1908, penna, pennello e inchiostro su carta, 354 x 248 mm
    Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni
    Comune di Milano © tutti i diritti di legge riservati
  4. Alberto Martini, Autoritratto – Biglietto da visita, 1914, litografia, 155 x 200 mm
    Oderzo, Fondazione Oderzo Cultura
  5. Alberto Martini, L’impareggiabile avventura di un certo Hans Pfaall, 1905, penna, inchiostro di china su cartoncino, 256 x 182 mm
    Oderzo, Fondazione Oderzo Cultura
  6. Alberto Martini, Albo della Morte, l’anarchico
    Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni
    Comune di Milano © tutti i diritti di legge riservati
  7. Alberto Martini, Il Bacio, 1915, litografia, 638 x 547 mm
    Oderzo, Fondazione Oderzo Cultura

In prima pagina:
Alberto Martini, L’uomo che crea, 1928, olio su tela, 103 x 78 cm, Rovereto, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
© Archivio Fotografico e Mediateca Mart