Un maestoso edificio ottocentesco oggi in stato di trentennale degrado e abbandono.
Una società creativa. Una casa piena di idee. Un gruppo di artisti che lavorano insieme e mettono la propria arte in un luogo comune.
Siamo a Torino, in via La Salle 16 (già via della Fucina) nel quartiere torinese di Porta Palazzo e quello che accade ha dell’artistico in tutti i sensi.
Abitato da oltre 200 inquilini di ogni nazionalità e distribuiti in 53 appartamenti, il condominio “casa d’artista”, primo esempio di museo condominiale ed esperimento di rigenerazione urbana che si apre alla pratica artistica, si chiama viadellaFucina16.
Da un’idea di Brice Coniglio e a cura di Kaninchen-Haus, il progetto permetterà di produrre opere negli spazi comuni di un palazzo dell’800 a giovani artisti che, nei periodi di residenza nello stabile, saranno chiamati a realizzare interventi e opere al fine di attivare il dialogo tra le diverse comunità che lo abitano e favorire la riqualificazione.
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Questo stravagante e lungimirante progetto ha attirato un enorme numero di artisti che, attraverso una open call internazionale aperta a proposte di qualsiasi disciplina, si sono candidati come inquilini perfetti di una grande casa in rinascita.
Cosa accadrà quindi a Torino? I progetti vincitori saranno selezionati dagli stessi abitanti del condominio con l’aiuto di curatori e addetti ai lavori, sulla base della capacità di coinvolgere la comunità dello stabile e del quartiere nella progettazione e nella realizzazione delle opere, di interpretarne i desideri, di attivare nuove e durevoli forme di socialità attraverso percorsi di co-creazione e cura collettiva degli spazi.
Quella che era l’ex-portineria del palazzo – ovviamente riaperta – è già una portineria artistica presieduta da un team di giovani sociologi e antropologi dell’Università degli Studi di Torino. I visitatori e gli abitanti sono al centro di questo “grande movimento” attorno al quale gravitano mostre, eventi, talk e il laboratorio di creazione Fucina16, gestito da un collettivo di artisti torinesi all’interno del giardino comune.
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Lo spazio sarà sempre visitabile e aperto alla cittadinanza e il primo esperimento internazionale di condominio-museo è fatto!
L’intero progetto sarà studiato e monitorato da un gruppo di giovani sociologi e antropologi dell’Università degli Studi di Torino, così da rendere il modello replicabile.
viadellafucina16 è un progetto dell’associazione culturale Kaninchen-Haus ma gode del sostegno di SIAE e MiBACT nell’ambito di “Sillumina – Copia privata per i giovani e la cultura” e del Programma Housing di Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Abitare una casa, vivere un luogo”.
Un progetto innovativo e di grande creatività che è stato reso possibile anche grazie al Patrocinio della Regione Piemonte, della Città di Torino e del GAI Giovani Artisti Italiani, alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Città di Torino, del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, del Dipartimento Culture Politica Società dell’Università degli Studi di Torino, del collettivo curatoriale a.titolo, della cooperativa Liberitutti, e di Progetto The Gate Porta Palazzo.
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Dal bando si legge chiaro che agli artisti che parteciperanno sarà dato il massimo sostegno: gli artisti selezionati nell’ambito della main section (under35), infatti avranno diritto a ospitalità nel condominio-museo e copertura assicurativa, avranno budget a copertura delle spese di produzione dell’opera assegnato dall’organizzazione sulla base di ciascun progetto (fino a un massimale di 1500 euro), un rimborso delle spese di viaggio e di vitto, assistenza tecnica nella realizzazione, tutoraggio e curatela, un programma di studio visit con istituzioni, curatori, galleristi, collezionisti e artisti e l’organizzazione di workshop, mostre ed eventi collaterali che coinvolgano la comunità locale.
Per quelli invece della categoria mentores (cioè gli artisti nati prima del 15 novembre 1981 e/o residenti a Torino) che riguarda gli artisti portatori di proposte particolarmente significative in relazione agli obiettivi del programma.
Questa sezione potrà accogliere artisti desiderosi di contribuire alla costruzione del condominio-museo in maniera autonoma o attraverso contributi o sponsorizzazioni di terzi che possano finanziare i progetti o, infine, che intendano semplicemente donare una propria opera.
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Il periodo e la durata della residenza si svolge da luglio e dura fino a dicembre 2017.
Sono ammesse opere di ogni tipo e quasi nella totalità degli spazi (il portone di ingresso, l’androne, il giardino, il terrazzo, i cinque piani di scale): opere pittoriche, grafiche, installazioni luminose, installazioni interattive e audio o video, performance, opere cinematografiche, interventi da realizzare nel giardino, opere a carattere relazionale e/o partecipativo e che prevedano di poter essere sviluppate e modificate sulla base della relazione viva con il contesto e la comunità.
Numerose saranno anche le aziende coinvolte a sostegno delle progettualità degli artisti ospiti.
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Sono arrivate cosi ben 442 domande: le selezioni sono chiuse ma ora il lavoro più arduo sarà l’esame delle 442 candidature. Il comitato scientifico – di cui prossimamente verranno resi noti i membri – provvederà alla selezione di una rosa di finalisti. L’ultima parola spetterà poi ai circa 200 abitanti del condominio-museo, senza distinzione tra inquilini e proprietari, che si preparano ad accogliere gli artisti nelle loro vite quotidiane e a collaborare con loro nella creazione per restituire all’arte e alla bellezza il potere di trasformare il mondo.
Scommettiamo quindi che 53 appartamenti, occupati da inquilini provenienti da ogni parte del mondo – che per lo più si dice si ignorino (non solo a causa delle lingue diverse, ma anche per orari di lavoro e stili di vita) – diventeranno nucleo forte e intrecciato di una comunità?
Scommettiamo quindi che l’arte, la partecipazione, la comunità che agisce, le idee che si trasformano in opere – anche se in un contesto ridotto – possano diventare strumento di risoluzione dei conflitti e di trasformazione?
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Cosa cambia in fondo tra il nostro condominio, pieno di vite normali e per questo autentiche, e la corte che amava accogliere artisti per intrattenersi?
Che l’arte e la cultura siano sempre ottimi ospiti è ormai risaputo ma averli proprio in casa è un qualcosa di più.
In fondo dove c’è Arte c’è Casa. Anzi Condominio!

Dettagli

Le scale del luogo che si trasformerà nel primo museo condominiale destinato a diventare forma da replicare. Veduta dall’alto Il corridoio che accoglierà i lavori e le idee degli artisti. Le scale del luogo che si trasformerà nel primo museo condominiale destinato a diventare forma da replicare. Veduta dal basso. In Viadellafucina16 i lavori sono iniziati: un edificio abbandonato da altri 30 anni sta diventando una “casa d’artista” grazie a chi ha creduto nel progetto e ne è parte attiva. Viadellafucina16, lavori in corso I cinque piani di scale del condominio Viadellafucina16 Le scale del luogo che si trasformerà nel primo museo condominiale destinato a diventare forma da replicare. Veduta dall’alto.