In questo particolare momento storico, economico, culturale e sociale, naturale conseguenza di un lungo periodo di isolamento, guardo la mia città, la splendida e variopinta Napoli che il Covid-19 ha cambiato profondamente. In un primo tempo aveva reagito bene affrontando l’emergenza epidemiologica con spirito di sacrificio e con una maggioranza rispettosa delle norme, ma la situazione, al momento, è molto seria.

Al di là delle “sentenze” di chi ignora, o fa finta di non sapere, la realtà della Sanità in Campania – vittima di continui e drastici tagli – che porta con sé le profonde ferite degli ultimi decenni, ci si aspettava responsabilità, l’uso costante dei dispositivi di protezione e il rispetto del distanziamento sociale.

Si percepisce, invece, una nota di cambiamento in una comunità che, per la prima volta, fa fatica a rialzarsi, quella comunità di anime che è sempre stata l’icona dell’inarrendevole positività che lotta, che vive e sopravvive con coraggio, amante del bello, profondamente legata all’arte in tutte le sue forme, appassionata della musica e che mette in scena le sue innumerevoli commedie con i colori che la contraddistinguono e di cui si è sempre “cibata” alimentando l’anima poetica.
La filosofia di vita sembra aver perso l’orientamento e un sentimento di smarrimento si affaccia con prepotenza alla finestra. In questo clima di incertezza appare doverosa l’analisi delle parole del Santo Padre, e al suo “invito” alla realizzazione di un “Progetto” condiviso di Appartenenza, di Noi Insieme, abitanti del creato in una Casa Comune che protegge e difende tutte le creature.
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Il Santo Padre, ha firmato ad Assisi la sua terza enciclica “Fratelli tutti” il tema affrontato è la Fraternità e l’amicizia sociale rivolta al mondo intero, è stata bollata fuori dal territorio Vaticano per la prima volta, è ispirata a San Francesco d’Assisi e ispirata al Patrono d’Italia amato e venerato, è con Lui che nasce e prende forma concretamente l’esperienza di Fraternità: vincolo naturale di Amore tra fratelli, consapevolezza di coappartenenza.
“Fratelli” come dono di Dio, una nostra “conquista”
“I fratelli non li possiamo scegliere ma possiamo accoglierli e amarli“
Una dimensione che guarda alla reciprocità e alla gratuità delle relazioni in una pura autenticità di intenti.
Un nuovo progetto di vita, di partecipazione, di comunione.

Per Francesco non c’è fraternità se non si accetta di essere figli di un unico Padre, prendersi cura gli uni degli altri come di sé stessi. Una nuova prospettiva di Amore, un messaggio universale rivolto a tutti i popoli della Terra, l’Amore per tutte le Creature del creato, un insegnamento che soprattutto in questo momento in cui #ci abbracceremo più forte domani e sarà bellissimo, le parole di Francesco aprono le porte spalancandole alla fiducia contro ogni logica.
Un invito a guardare al futuro missionari di speranza.
Diascalie immagini
- Uno scatto di Spaccanapoli (strada che va dai Quartieri Spagnoli a Forcella, la parte più bella e suggestiva del centro storico di Napoli)
foto © 2000 Franca Spiezia - Il murales al Rione Sanità, realizzato da Tono Cruz e Mono Gonzalez, raffigurante Peppino De Filippo e Totò nella scena del bar del film “La banda degli onesti”
foto © 2000 Franca Spiezia - Papa Francesco firma enciclica “Fratelli tutti” sulla tomba di San Francesco d’Assisi (foto da Twitter)
- Il murales che raffigura due persone che si abbracciano realizzato dai ragazzi del “Centro La Tenda” sull’ascensore del Rione Sanità (che collega il cuore del quartiere del centro storico al ponte che unisce corso Amedeo di Savoia e via Santa Teresa degli Scalzi)
foto © 2000 Franca Spiezia
In copertina
il Vesuvio visto da via Caracciolo
foto © 2000 Franca Spiezia