Sesto Quatrini, compositore e direttore d’orchestra, nato a Roma nel 1984, apprezzato l’estate scorsa alla guida dell’Orchestra della Fondazione Teatro Petruzzelli nella Ecuba al Festival della Valle d’Itria quando, all’ultimo momento, sostituì per motivi di salute Fabio Luisi essendo già stato suo assistente al Metropolitan di New York e a Martina Franca e, durante i molti anni di collaborazione, aveva potuto maturare il giusto approccio alle opere di inizio Ottocento con la guida del suo mentore.

E’ stata la presenza di Quatrini, al debutto sul podio del Teatro del Maggio, a convincermi fosse arrivato il momento per una riflessione su Carmen firmata dal regista Leo Muscato che debuttò il 7 gennaio 2018 in mezzo alle contestazioni. Contravvenendo alla linea editoriale di non scrivere in prima persona, in questo caso diviene doveroso per correttezza narrativa. Spettando a me la decisione finale su ogni articolo del Magazine, per Carmen, ritenni “dannosa” una nostra voce di apprezzamento quando le polemiche imperversavano nei media e, conseguentemente, il teatro esaurito a tutte le repliche. Poca importa se in tanti andarono solo per dire “io c’ero” e nutrire ulteriormente la critica sul finale.

La sola cosa conti davvero è consolidare il valore dell’opera lirica fra gli spettacoli primari del terzo millennio con la presenza di tanto pubblico. Il fine giustifica i mezzi quindi, sapientemente utilizzati (sì, anche strumentalizzati con intelligenza), ben vengano gli anatemi dei nostalgici, dei benpensanti o le riduttive asserzioni di quelli troppo impegnati ad alimentare il proprio ego per trovare il tempo di osservare cosa accade oltre il naso. Se vogliamo pensare a un ricambio generazionale dei frequentatori abituali (melomani, appassionati e curiosi) bisogna investire sui giovani, portarli a teatro, convincerli a togliersi le cuffiette e “obbligarli” ad ascoltare orchestre, cori, cantanti, magari dando loro strumenti per cogliere il valore di quella simbiosi alchemica.

Però, realisticamente, come possiamo pensare di farli emozionare al grido degli ebrei prigionieri in Babilonia? solo con scelte intelligenti e coraggiose, non immuni da sonori dissensi, meglio se feroci per l’immediato rimbalzo sui social (tipo quella di Stefano Ricci e Gianni Forte all’ultimo Festival Verdi di Parma, dove è stato ambientato su una nave, in un ipotetico 2046, lo scontro fra poteri e l’usurpazione sulle popolazioni) e affidato a naufraghi il coro più famoso della storia dell’opera. Non c’è da stupirsi come, al bis del “Va, pensiero“, fra chi esprimeva indignazione, ci fossero tanti giovani, di ogni età, incapaci di trattenere le lacrime.

Certo, occorre rigore filologico unito a idee e capacità, ma il futuro dell’opera lirica è nell’innovazione radicata nel quotidiano, in quello che – inconfessabilmente – ci spaventa e, tornando alla tanto bistrattata Carmen, è stata ripresentata, con altrettanto successo al botteghino, nel novembre 2018 e ora, con il teatro pieno alla terza ripresa, è entrata nel repertorio del Maggio alla faccia di chi aveva gridato “ridicoli”.

Al di là del personalissimo gusto e la non condivisione di qualche scelta – in particolare alcune scene rumorose, seppur calzanti, disturbano la musica – la regia funziona a prescindere dalla grande idea di aver optato per una donna veramente libera come Carmen, per affrontare il tema del femminicidio e lanciare un fragoroso messaggio a un Paese impotente al giornaliero sterminio di famiglie da parte di uomini incapaci di accettare di essere lasciati.

Ho iniziato con Sesto Quatrini che ha dichiarato: “Sono felice e soddisfatto del lavoro fatto con l’Orchestra, il Coro del Maggio e con il cast di questa Carmen. Quello al Maggio è un debutto che sogno fin da quando ero bambino, per me è motivo di particolare orgoglio essere a Firenze e condurre un’orchestra eccezionale come questa. Il pubblico che verrà ad assistere allo spettacolo avrà modo di ascoltare l’edizione completa, dalla prima all’ultima nota, del capolavoro di Bizet del 1875.

Carmen è un’opera di fuoco e sangue, vibrante dall’inizio alla fine, che sottopone il direttore d’orchestra ad una sfida grandissima, quella di tenere alta la tensione drammatica durante tutto l’arco dell’opera. La mia lettura del capolavoro di Bizet è una lettura a tinte forti, con una grande differenziazione tra i temi dell’amore e le tinte più noir della partitura”.

Il Maestro, contrariamente alla maggioranza dei colleghi che all’overture di Carmen tendono a lasciarsi andare e spingere come dirigessero una banda, ci ha deliziato permettendo all’Orchestra del Maggio di esprimersi a un livello eccelso esattamente come, all’entrata del terzo atto, alcuni fraseggi e l’alternarsi di contrazione e distensione, di tensione e riposo, hanno inchiodato il pubblico alla poltrona.

Il Coro del Maggio è sempre una garanzia, ma in questa Carmen, assume un ruolo primario per la bravura non solo nel canto, ma anche nei recitativi e la perfezione della dizione in francese. Bravissimi anche bambini e ragazzi delle Voci Bianche con doveroso ringraziamento al maestro Lorenzo Fratini artefice di questa ulteriore eccellenza fiorentina.

Fra i cantanti, davvero brava la Micaela di Lavinia Bini, ieri pomeriggio la più applaudita. Nata a Empoli nel 1985, diplomata in canto al Conservatorio Luigi Cherubini con il massimo dei voti e contemporaneamente laureata in Scienze Giuridiche a Pisa, può essere un esempio per tutte le ragazze che, pur inseguendo i propri sogni, fanno enormi sacrifici, ma non abbandonano l’università per diventare le donne di domani, quelle con in borsa sempre pronto un piano “b”. Forti, determinate ed economicamente autonome, difficilmente saranno vittime di compagni violenti.
Didascalie immagini
1. Sesto Quatrini durante la direzione dell’opera di
Georges Bizet alla guida dell’Orchestra del
Maggio Musicale Fiorentino
foto © Michele Monasta
da 2 a 10
scene da Carmen firmata da Leo Muscato
(terza ripresa dal 13 al 25 ottobre 2019)
foto © Michele Monasta
In copertina
il momento in cui Carmen spara a Don José
foto © Michele Borzoni-TerraProject-Contrasto
Carmen
Opéra-comique in quattro atti
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
tratto da Carmen di Prosper Mérimée
Musica di Georges Bizet
Prima rappresentazione:
3 marzo 1875 all’Opéra-Comique di Parigi
Maestro concertatore e direttore
Sesto Quatrini
Regia Leo Muscato
Scene Andrea Belli
Costumi Margherita Baldoni
Luci Alessandro Verazzi
Peronaggi e interpreti della terza ripresa
- Carmen
Marina Comparato/Karina Demurova (15, 18, 22) - Don José
Luciano Ganci/Samuele Simoncini (15, 18, 22, 25) - Escamillo
Fabrizio Beggi - Micaela
Lavinia Bini/Federica Vitali (15, 18, 22)
Orchestra, Coro e Coro delle voci bianche del
Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro e del Coro delle voci bianche
Lorenzo Fratini
Dove e quando
Evento: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – piazza Vittorio Gui, 1 – Firenze
- Fino al: – 25 October, 2019