Con la premiazione di ieri si è conclusa l’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, la cerimonia è andata in onda però solo parzialmente per un’inaccettabile scelta che non guarda certo alla diffusione della Cultura, lasciando fuori dalla diretta tv tutti i premi assegnati nella sezione Orizzonti. Detto questo, considerato che comunque qui in fondo trovate, come di consueto, l’elenco completo di tutti i premi ufficiali assegnati, racconterò ciò che di bello si è potuto vedere al Lido, indipendentemente dai premi, opere non sempre facili e di cui al momento non si hanno certezze per tutte su una loro visibilità futura in Italia.

Tra questi la più intensa visione è certo Harà watan (terra perduta) del giapponese Akio Fujimoto, che racconta il viaggio, su rotte clandestine, di due bambini migranti di etnia rohingya – bersaglio da decenni di persecuzioni nel sud est asiatico – dal Laos verso la Malesia per raggiungere uno zio; la delicatezza con cui il regista mette in scena l’innocenza e il giocare dei piccoli anche nei momenti più drammatici, perché nell’infanzia il gioco è esigenza primaria e fonte di vita, sono davvero commoventi. Il film ha vinto il premio Speciale della Giuria Orizzonti e speriamo che possa essere incentivo per trovare una distribuzione italiana.

Molto originale nel cercare un nuovo linguaggio visivo è il bellissimo Boşluğa xütbə (Sermone al vuoto) del cineasta azero Hilal Baydarov, che si muove sul confine tra meditazione e preghiera con l’idea che le nostre percezioni strutturano la realtà, ma noi sappiamo veramente poco o nulla dell’esistenza. Hiedra (L’edera) di Ana Cristina Barragan dall’Equador racconta l’incontro tra la trentenne Azucena e l’adolescente Julio, che va ben oltre ogni supposizione si possa fare sul movente dei personaggi; un’opera di dolorosa dolcezza che riflette su traumi e sentimenti complessi, ha meritatamente vinto il premio Orizzonti alla sceneggiatura.

È senza distribuzione italiana anche À bras-le-corps di Marie-Elsa Sgualdo, ambientato in una comunità sulle Alpi tra i sensi di colpa di una Svizzera neutrale nel 1943; racconta il percorso di emancipazione dal maschio della giovane Emma, con straordinaria poesia anche nel dare forma visiva alla violenza, ma senza gli eccessi militanti di oggi, che non attenua comunque la sua carica di denuncia. Appena uscito nelle sale italiane, Elisa di Leonardo Di Costanzo ha la forma di un thriller con al centro una detenuta che ha ucciso sua sorella, un’ottima Barbara Ronchi, l’avrei premiata, che nonostante soffra di amnesia accetta di fare un’indagine interiore con un criminologo.

Grande anche la prova di Lee Byung-hun protagonista in No other choice – Non c’è altra scelta di Park Chan-wook, che in un misto surreale tra tensione e commedia al limite della comicità deve fare sfoggio di capacità drammatiche e comiche insieme, con gag anche molto fisiche. Con tutta la stima per la consolidata bravura di Toni Servillo, premiato per La grazia di Paolo Sorrentino – racconto di fantasia nell’Italia di oggi, in cui nessun presidente della Repubblica lascia più il Quirinale a fine mandato – gli avrei preferito il collega coreano come miglior attore, perché la sua prova è bella, ma non dissimile ad altre sue precedenti.

Entrambi distribuiti da I Wonder Pictures saranno En el camino (Sulla strada) di David Pablos, miglior film sezione Orizzonti, ritratto del mondo brutale tutto al maschile dei camionisti messicani con una carnale esplicita amarezza, e The voice of Hind Rajab della tunisina Kaouther ben Hania che conquista il Gran Premio della Giuria. Potente atto d’accusa contro gli atti genocidari di Israele a Gaza, il film racconta in modo semplice l’impegno della Mezzaluna Rossa per salvare una bambina palestinese di sei anni bloccata sotto il fuoco nemico; non serve altro e le registrazioni al telefono con la voce della bimba che sentiamo nel film sono vere e reali. Indimenticabile.

Come Leone d’Oro al miglior film quest’anno avrei voluto premiato il magnifico Silent friend (Amico silenzioso) dell’ungherese Ildikó Enyedi, che si è dovuto accontentare del premio Marcello Mastroianni alla promessa emergente andato alla giovane attrice Luna Wedler; dato che comunque questa meraviglia visiva uscirà in Italia, distribuito da Movies Inspired, avremo modo di riparlane in maniera approfondita, e lo stesso discorso vale per il bellissimo À pied d’œuvre di Valérie Donzelli già nel listino di Teodora Film.
A seguire elenco dei premiati alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia.

  • Leone d’Oro: Father mother sister brother di Jim Jarmusch (USA, Irlanda, Francia)
  • Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: The voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania (Tunisia, Francia)
  • Leone d’Argento alla miglior regia: Benny Safdie per il film The smashing machine (USA)
  • Premio Speciale della Giuria: Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi (Italia)
  • Coppa Volpi interpretazione femminile: Xin Zhilei nel film Ri Gua Zhong Tian (Il sole splende su tutti noi) di Cai Shangjun (Cina)
  • Coppa Volpi interpretazione maschile: Toni Servillo per La grazia di Paolo Sorrentino (Italia)
  • Premio Marcello Mastroianni attore emergente: Luna Wedler nel film Silent friend di Ildikó Enyedi (Germania, Ungheria, Francia)
  • Premio alla miglior sceneggiatura: Valérie Donzelli e Gilles Marchand per il film À pied d’œuvre di Valérie Donzelli (Francia)
  • Leone del Futuro – Premio Opera Prima (Luigi De Laurentis): Short summer di Nastia Korkia (Germania, Francia, Serbia)
  • Premio Orizzonti al miglior film: En el camino (Sulla strada) di David Pablos (Messico)
  • Premio Orizzonti alla miglior regia: Anuparna Roy per Songs of forgotten trees (India)
  • Premio Orizzonti alla miglior sceneggiatura: Ana Cristina Barragán per Hiedra (L’edera) (Ecuador)
  • Premio Speciale della Giuria Orizzonti: Harà watan (Terra perduta) di Akio Fujimoto (Giappone, Francia, Malesia, Germania)
  • Miglior interpretazione maschile Orizzonti: Giacomo Covi per Un anno di scuola di Laura Samani (Italia, Francia)
  • Miglior interpretazione femminile Orizzonti: Benedetta Porcaroli per Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli (Italia)
  • Premio Orizzonti al miglior cortometraggio: Utan Kelly (Senza Kelly) di Lovisa Sirén (Svezia)
  • Premio degli spettatori Venezia spotlight: Calle Málaga di Maryam Touzani (Marocco, Francia, Spagna, Germania, Belgio)
  • Premio Venezia Immersiva per la realizzazione: A long goodbye di Kate Voet e Victor Maes (Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi)
  • Gran Premio della Giuria Venezia Immersiva: The clouds are two thousand meters up di Singing Chen (Taipei, Germania)
  • Premio Speciale Venezia Immersiva: Less than 5gr of saffron di Négar Motevalymeidanshah (Francia)
  • Premio Venezia Classici al miglior restauro: Bashu, gharibeye koochak (Bashù, il piccolo straniero) di Bahram Beyzaie (Iran, 1985)
  • Premio Venezia Classici al miglior documentario sul Cinema: Mata Hari di Joe Beshenkovsky e James A. Smith (USA)

Leone d’Oro alla carriera: Werner Herzog
Leone d’Oro alla carriera: Kim Novak

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Il manifesto disegnato da Manuele Fior / L’attesa nella calma del mattino – foto © Andrea Mancaniello
  2. Harà watan (terra perduta) di Akio Fujimoto, Premio Speciale della Giuria Orizzonti / il regista e il produttore Sujauddin Karimuddin all’incontro in sala Darsena dopo la proiezione ufficiale
  3. Boşluğa xütbə (Sermone al vuoto) del cineasta azero Hilal Baydarov, presentato Fuori Concorso
  4. Lo splendido À bras-le-corps di Marie-Elsa Sgualdo presentato nella sezione Venezia Spotlight
  5. Lee Byung-hun protagonista in No other choice – Non c’è altra scelta di Park Chan-wook, da gennaio al cinema distribuito da Lucky Red
  6. The voice of Hind Rajab della tunisina Kaouther ben Hania, Gran Premio della Giuria di Venezia 82
  7. Silent friend (Amico silenzioso) dell’ungherese Ildikó Enyedi, per il Leone d’Oro di quest’anno
  8. Toni Servillo riceve la Coppa Volpi per La grazia di Paolo Sorrentino da una commossa Fernanda Torres
  9. Valérie Donzelli con il premio alla sceneggiatura per il suo bellissimo À pied d’œuvre
  10. Hiedra (L’edera) dell’equadoregna Ana Cristina Barragán miglior sceneggiatura Orizzonti / La sala Giardino al Lido di Venezia in un giorno di pioggia – foto © Andrea Mancaniello
  11. En el camino (Sulla strada) del messicano David Pablos è il miglior film nella sezione Orizzonti
  12. Elisa di Leonardo Di Costanzo con Barbara Ronchi / La sala del Palabiennale affollata per la proiezione

IN COPERTINA

Jim Jarmusch con il Leone d’Oro per il suo Father Mother Sister Brother

courtesy Ufficio stampa La Biennale di Venezia