Nei mesi passati il lungo cammino dell’Academy verso la 91ª edizione del premio più importante del cinema mondiale è stato disseminato di contrattempi, gaffes plateali e defezioni, dalla perdita del presentatore ufficiale della serata all’ultima bislacca idea dell’organizzazione di assegnare le statuette di alcune categorie tecniche senza diretta durante la pubblicità; l’intento era quello di accorciare lo spettacolo per non perdere ascolti e valore economico delle inserzioni pubblicitarie, ma il risultato ottenuto sono state solo proteste e una pioggia di (condivisibili) insulti. Tutto ciò ricorda una volta di più che gli Oscar sono una macchina per fare soldi, ma ci piace pensare che i premi assegnati diano anche un segnale morale che vale molto di più.

Quattro anni fa le candidature agli Oscar erano state contestate dalla comunità nera al grido di ‘Oscar so white!‘ per l’assenza totale di afroamericani, ma in generale di persone appartenenti a minoranze etniche, tra gli artisti in corsa per la prestigiosa statuetta; quest’anno è un piacere poter constatare una completa inversione di tendenza, non tanto e non solo per l’appartenenza dei premiati, ma anche per i valori di unità e comprensione umana promossi dalla maggior parte delle opere in gara, in aperto contrasto con l’America bianca di Trump.

Sul piano numerico Bohemian Rhapsody di Bryan Singer è il film con più statuette, quattro su cinque candidature, e anche se propone una favola edulcorata ipocrita e bugiarda sulla nascita dei Queen, i premi tecnici per montaggio, suono e montaggio sonoro sono ineccepibili, come il premio al miglior attore Rami Malek – figlio di egiziani immigrati negli States – per l’eccezionale prova mimetica nei panni di un più che credibile Freddy Mercury.

Vero trionfo per il messicano Alfonso Cuarón che ha vinto personalmente tre Oscar: come direttore della fotografia, come regista e come produttore del miglior film straniero. Il suo Roma, già vincitore del Leone d’Oro alla 75ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, mette in primo piano la figura di una domestica india, una di quelle persone ai margini della società che solitamente risultano invisibili e che si vorrebbero lontano, oltre un muro.

Tre Oscar anche a Black Panther di Ryan Coogler e Green Book di Peter Farrelly che portano entrambi, in modi ben diversi, avanti il discorso sulla segregazione razziale combattendo i rigurgiti ideologici sulla superiorità bianca ancora troppo vitali. Il primo è un fumetto Marvel che attraverso l’avanzato regno di Wakanda propaga l’orgoglio di radici africane, il secondo racconta la nascita di un’amicizia in ambiente ostile e ha vinto anche il premio come miglior film.

Vero sconfitto della serata un film troppo fuori dai canoni per conquistare l’Academy, La favorita di Yorgos Lanthimos che, con dieci candidature porta a casa soltanto un premio, quello assegnato alla miglior interpretazione femminile a Olivia Colman, la regina Anna Stuart, che strappa inaspettatamente la statuetta alla Glenn Close data vincente dai pronostici, alla settima candidatura della sua carriera ancora miseramente senza vittoria.

L’afroamericana Regina King è la miglior attrice non protagonista per il bellissimo Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins, Spike Lee conquista il suo primo Oscar ‘competitivo’ – tre anni fa ha ricevuto quello alla carriera – per la sceneggiatura non originale di BlackKklansman e anche il miglior lungometraggio animato Spider-man: un nuovo universo è portatore di valori multirazziali perché immagina diverse dimensioni in cui l’Uomo Ragno è donna, portoricano, asiatico, nero…

Anche il miglior cortometraggio Skin [pelle] di Guy Nattiv affronta il tema della discriminazione, mentre il miglior cortometraggio documentario Period. End of sentence di Rayka Zehtabchi è opera al femminile e racconta il pregiudizio nell’India rurale che costringe le donne a segregarsi in casa nei giorni del flusso mestruale. A star is born di Bradley Cooper vince per la miglior canzone da film Shallow e Lady Gaga, con il suo regista e coprotagonista, ha regalato alla serata un’intensa esecuzione canora dal vivo.

Adesso a seguire, come di consueto, elenco completo di candidati e vincitori per l’anno 2018.

Miglior film: Green Book  (Jim Burke, Charles B. Wessler, Brian Currie, Peter Farrelly, Nick Vallelonga)
Black Panther  (Kevin Feige)
BlackKklansman  (Sean McKittrick, Jason Blum, Raymond Mansfield, Jordan Peele, Spike Lee)
Bohemian Rhapsody  (Graham King)
La favorita  (Ceci Dempsey, Ed Guiney, Lee Magiday, Yorgos Lanthimos)
Roma  (Gabriela Rodríguez, Alfonso Cuarón)
A star is born  (Bill Gerber, Bradley Cooper, Lynette Howell Taylor)
Vice – l’uomo nell’ombra  (Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Adam McKay, Kevin Messick)

Miglior regia: Alfonso Cuarón per Roma
Spike Lee per BlackKklansman
Pawel Pawlikowski per Cold War
Yorgos Lanthimos per La favorita
Adam Mc Kay per Vice – l’uomo nell’ombra

Migliore attrice: Olivia Colman per La favorita
Yalitza Aparicio per Roma
Glenn Close per The wife – vivere nell’ombra
Lady Gaga per A star is born
Melissa Mc Carthy per Copia originale

Migliore attore: Rami Malek per Bohemian Rhapsody
Christian Bale per Vice – l’uomo nell’ombra
Bradley Cooper per A star is born
Willem Dafoe per Van Gogh – sulla soglia dell’eternità
Viggo Mortensen per Green Book

Migliore attrice non protagonista: Regina King per Se la strada potesse parlare
Amy Adams per Vice – l’uomo nell’ombra
Marina De Tavira per Roma
Emma Stone per La favorita
Rachel Weisz per La favorita

Migliore attore non protagonista: Mahershala Ali per Green Book
Adam Driver per BlackKklansman
Sam Elliott per A star is born
Richard E. Grant per Copia originale
Sam Rockwell per Vice – l’uomo nell’ombra

Migliore sceneggiatura originale: Nick Vallelonga, Brian Currie & Peter Farrelly per Green Book
Deborah Davis & Tony Mc Namara per La favorita
Paul Schrader per First reformed – la creazione a rischio
Alfonso Cuarón per Roma
Adam Mc Kay per Vice – l’uomo nell’ombra

Migliore sceneggiatura non originale: Charlie Wachtel & David Rabinowitz, Kevin Willmott & Spike Lee per BlackKklansman
Joel Coen & Ethan Coen per La ballata di Buster Scruggs
Nicole Holofcener & Jeff Whitty per Copia originale
Barry Jenkins per Se la strada potesse parlare
Eric Roth, Bradley Cooper & Will Fetters per A star is born

Miglior fotografia: Alfonso Cuarón per Roma
Łukasz Żal per Cold War
Robbie Ryan per La favorita
Caleb Deschanel per Opera senza autore
Matthew Libatique per A star is born

Miglior montaggio: John Ottman per Bohemian Rhapsody
Barry Alexander Brown per BlackKklansman
Yorgos Mavrapsaridis per La favorita
Patrick J. Don Vito per Green Book
Hank Corwin per Vice – l’uomo nell’ombra

Miglior scenografia: Hannah Beachler & Jay Hart per Black Panther
Fiona Crombie & Alice Felton per La favorita
Nathan Crowley & Kathy Lucas per First man
John Myhre & Gordon Sim per Il ritorno di Mary Poppins
Eugenio Caballero & Bárbara Enríquez per Roma

Migliori costumi: Ruth Carter per Black Panther
Mary Zophres per La ballata di Buster Scruggs
Sandy Powell per La favorita
Sandy Powell per Il ritorno di Mary Poppins
Alexandra Byrne per Maria regina di Scozia

Miglior colonna sonora originale: Ludwig Goransson per Black Panther
Terence Blanchard per BlackKklansman
Nicholas Britell per Se la strada potesse parlare
Alexandre Desplat per L’isola dei cani
Marc Shaiman per Il ritorno di Mary Poppins

Miglior canzone originale: Shallow di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando & Andrew Wyatt da A star is born
All the stars di Mark Spears, Kendrick Lamar Duckworth, Anthony Tiffith & Solana Rowe da Black Panther
I’ll fight di Diane Warren da RGB
The place where lost things go di Marc Shaiman & Scott Wittman da Il ritorno di Mary Poppins
When a cowboys trades his spurs for wings di David Rawlings & Gillian Welch da La ballata di Buster Scruggs

Miglior trucco e acconciature: Greg Cannom, Kate Biscoe & Patricia Dehaney per Vice – l’uomo nell’ombra
Göran Lundström & Pamela Goldammer per Border – creature di confine
Jenny Shircore, Marc Pilcher & Jessica Brooks per Maria regina di Scozia

Miglior sonoro: Paul Massey, Tim Cavagin & John Casali per Bohemian Rhapsody
Steve Boeddeker, Brandon Proctor & Peter Devlin per Black Panther
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Ai-Ling Lee & Mary H. Ellis per First man
Skip Lievsay, Craig Henighan & José Antoni García per Roma
Tom Ozanich, Dean Zupancic, Jason Ruder & Steve Morrow per A star is born

Miglior montaggio sonoro: John Warhurst & Nina Hartstone per Bohemian Rhapsody
Benjamin A. Burtt & Steve Boeddeker per Black Panther
Ai-Ling Lee & Mildred Iatrou Morgan per First man
Ethan Van Der Ryn & Eric Aadahl per A quiet place – un posto tranquillo
Sergio Díaz & Skip Lievsay per Roma

Migliori effetti speciali: Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles & J.D. Schwalm per First man
Dan Deleeuw, Kelly Port, Russell Earl & Dan Sudick per Avengers: infinity war
Christopher Lawrence, Michael Eames, Theo Jones & Chris Corbould per Ritorno al bosco dei 100 acri
Roger Guyett, Grady Cofer, Matthew E. Butler & David Shirk per Ready player one
Rob Bredow, Patrick Tubach, Neal Scanlan & Dominic Tuohy per Solo: a star wars story

Miglior film d’animazione: Spider-man: un nuovo universo di Peter Ramsey, Robert Persichetti Jr. & Rodney Rothman (Phil Lord, Christopher Miller produttori)
Gli incredibili 2 di Brad Bird (John Walker, Nicole Paradis Grindle produttori)
L’isola dei cani di Wes Anderson (Wes Anderson, Scott Rudin, Steven Rales, Jeremy Dawson produttori)
Mirai di Mamoru Hosoda (Yûichirô Saitô produttore)
Ralph spacca internet di Phil Johnston & Rich Moore (Clark Spencer produttore)

Miglior cortometraggio d’animazione: Bao di Domee Shi ( Becky Neiman-Cobb)
Animal behaviour di Alison Snowden & David Fine
Late afternoon di Louise Bagnall (Nuria González Blanco)
One small step di Andrew Chesworth & Bobby Pontillas
Weekends di Trevor Jimenez

Miglior film straniero: Roma (Messico) di Alfonso Cuarón
Cafarnao (Libano) di Nadine Labaki
Cold War (Polonia) di Pawel Pawlikowski
Opera senza autore (Germania) di Florian Henckel von Donnersmarck
Un affare di famiglia (Giappone) di Kore-eda Hirokazu

Miglior documentario: Free solo di Jimmy Chin & Elizabeth Chai Vasarhelyi (Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin, Evan Hayes, Shannon Dill produttori)
Hale county this morning, this evening di RaMell Ross (RaMell Ross, Joslyn Barnes, Su Kim produttori)
Minding the gap di Bing Liu (Bing Liu, Diane Moy Quon produttori)
Kinder des Kalifats / Of fathers and sons di Talal Derki (Ansgar Frerich, Eva Kemme, Tobias N. Siebert produttori)
RGB di Betsy West & Julie Cohen (Betsy West, Julie Cohen produttori)

Miglior cortometraggio documentario: Period. End of sentence di Rayka Zehtabchi
Black sheep di Ed Perkins
End game di Rob Epstein & Jeffrey Friedman
Lifeboat di Skye Fitzgerald
A night at the garden di Marshall Curry

Miglior cortometraggio: Skin di Guy Nattiv (Guy Nattiv, Jaime Ray Newman produttori)
Detainment di Vincent Lambe (Vincent Lambe, Darren Mahon produttori)
Fauve di Jeremy Comte (Maria Gracia Turgeon produttore)
Marguerite di Marianne Farley (Marie-Hélène Panisset produttore)
Madre di Rodrigo Sorogoyen (María del Puy Alvarado produttore)

Premio alla carriera:
Kathleen Kennedy
Marvin Levy
Frank Marshall
Lalo Schifrin
Cicley Tyson

Didascalie immagini

  1. Locandine dei candidati a miglior film dell’anno
  2. Julia Roberts ha consegnato l’Oscar al miglior film / Mirai di Mamoru Hosoda candidato tra i lungometraggi d’animazione / Il veterano Sam Elliott alla prima candidatura della carriera per A star is born
  3. Rami Malek miglior attore per il suo ritratto di Freddy Mercury e la fidanzata Mary Austin conosciuta sul set di Bohemian Rhapsody
  4. Alfonso Cuarón miglior regista, direttore della fotografia e produttore del film straniero con il suo Roma / L’abbraccio con l’amico Guillermo Del Toro / La felicità delle attrici Yalitza Aparicio e Marina De Tavira
  5. Black Panther: Ruth Carter costumi, Ludwig Goransson colonna sonora, Jay Hart e Hannah Beachler per le scenografie / Michael B. Jordan è il cattivo / Chadwick Boseman è l’eroe T’Challa
  6. Olivia Colman miglior attrice per La favorita / La commozione di Yorgos Lanthimos / Glenn Close battuta con onore
  7. Spider-man: un nuovo universo miglior lungometraggio di animazione / Bao miglior cortometraggio di animazione
  8. Bradley Cooper e Lady Gaga cantano Shallow da A star is born, miglior canzone da film
  9. Green Book: Oscar alla miglior sceneggiatura originale / tutto il cast sul palco per il premio al miglior film
  10. Skin è il miglior cortometraggio / Period. End of sentence miglior cortometraggio documentario, le autrici hanno invocato – non senza ironia – la parità mestruale
  11. Migliori attori non protagonisti: Regina King per Se la strada potesse parlare e Mahershala Ali per Green Book
  12. Barbra Streisand madrina d’eccezione per BlackKklansman di Spike Lee, miglior sceneggiatura non originale
  13. Greg Cannom, Kate Biscoe & Patricia Dehaney miglior trucco per Vice – l’uomo nell’ombra, ogni mattina impiegavano cinque ore di lavoro per trasformare Christian Bale nel segretario di Stato Dick Cheney
  14. Free Solo di Jimmy Chin & Elizabeth Chai Vasarhelyi miglior lungometraggio documentario
  15. Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles & J.D. Schwalm migliori effetti speciali visivi per First man di Damien Chazelle
  16. Alcune grandi personalità del cinema scomparse di quest’anno

IN COPERTINA
Que viva México! Alfonso Cuarón e i suoi tre Oscar per Roma