Mentre “viene portata via la gioia a molti al di là del mare” per usare le parole dello sceneggiatore Stefano Sardo, la premiazione del 70° David di Donatello si è consumata in modo emblematico diventando, suo malgrado, plastica rappresentazione dello scollamento sempre più forte tra protocollo cerimoniale e drammatica verità dei tempi in cui viviamo, vita rappresentata e sentimenti vissuti.

I presentatori della serata, i comunque bravi e simpatici Elena Sofia Ricci e Mika, involontariamente si sono trovati a incarnare l’ipocrisia dell’apparato, con il loro dover sorridere leggendo le battute scritte sul ‘gobbo’ senza farsi distrarre dall’allegria fittizia imposta dal copione, mentre sempre di più si levavano alte le voci dei vincitori che spendevano il tempo a loro disposizione per denunciare ciò che è sotto gli occhi di tutti, con esternazioni acute e coraggiose, come quella di Margherita Vicario: “siamo testimoni degli orrori, ma forse anche complici!”

Una dicotomia palese tra istigazione al riarmo della propaganda e sentimento reale della collettività, tra esigenze dello spettacolo che comunque deve andare avanti e dolore del presente, che i premiati hanno sentito il bisogno di gridare: Elio Germano ha posto l’accento sulla “parità di dignità tra un palestinese e un israeliano”, Francesca Mannocchi ha affermato “è più faticoso sopravvivere che morire in guerra” o Victor Perez che ha raccontato come sul set di Napoli – New York per cui ha curato gli effetti speciali, russi e ucraini lavoravano insieme per creare, anziché distruggere.

Allo stesso modo la serata televisiva dei David era scollegata dalla situazione del nostro cinema lì celebrato, lo ha sottolineato giustamente Pupi Avati – David alla carriera – rivolto ai rappresentanti delle istituzioni, dicendo: “qui c’è l’opulenza, non assomiglia al cinema italiano fatto di piccole società che fanno sempre più fatica!” Gli ha fatto eco l’esortazione di Margherita Vicario – regista esordiente per Gloria! – a investire di più sull’arte e meno nelle armi, ma la confezione del programma sembrava ben rappresentare la sordità del potere.

Scelte discutibili di regia televisiva confessavano in qualche modo la meccanicità degli intenti, un esempio su tutti il momento in memoria di chi nell’ultimo anno ha lasciato questa vita; oltre a mettere immagini solo ai nomi più noti, facendo poi seguire lunghi elenchi di nomi che testimoniano l’aumento sorprendente dei tassi di mortalità, mantenere in primo piano il cantante relegando le immagini dei defunti lontano sullo sfondo, rendendone impossibile la lettura, palesava il completo disinteresse per questo tributo sterile e bugiardo, perché niente affatto partecipe.

Volendo passare alla ‘contabilità’ dei premi assegnati, registriamo con soddisfazione il trionfo – sette statuette su quattordici candidature – per Vermiglio di Maura Delpero, prima donna in assoluto a vincere un David alla regia, che ha ribadito l’importanza del documentario – ambito in cui iniziò ottenendo la sua prima candidatura – che ha aperto alla pluralità di sguardi e portato anche alle periferie la possibilità di fare cinema. Il film della cineasta altoatesina era ritenuto sulla carta un progetto difficile, per non dire impossibile, anche per la scelta, difesa con le unghie e coi denti lungo il percorso di lavorazione, di utilizzare il dialetto sottotitolato.

Gran successo anche per Le déluge – gli ultimi giorni di Maria Antonietta che mette a segno la vittoria in tutte le quattro categorie per cui competeva, mentre i favoriti, che parevano tali dal numero delle candidature ricevute, si devono accontentare di poco: Berlinguer – la grande ambizione di Andrea Segre, su quindici premi ne porta a casa soltanto due per attore e montaggio, mentre L’arte della gioia di Valeria Golino, in lizza per quattordici premi, torna a casa con i tre – meritatissimi – per l’attrice, l’attrice non protagonista e la sceneggiatura adattata dal romanzo omonimo di Goliarda Sapienza. Infine Parthenope di Paolo Sorrentino, con quindici candidature torna a casa a mani vuote.

In questa settantesima edizione del premio David di Donatello va finalmente registrato un aumento più che consistente della presenza femminile tra candidati e vincitori, un fatto celebrato in diversi discorsi di ringraziamento, da quello della giovane Tecla Insolia miglior attrice per L’arte della gioia – “dedico il premio alle personalità scomode e ai corpi liberi” – alla giusta osservazione di Margherita Vicario che col suo film d’esordio Gloria! porta a casa ben tre premi: “non facciamone una questione ideologica, è statistica!” A seguire elenco completo di candidati e vincitori.

70° David di Donatello
Film: Vermiglio (Cinedora / Charade Productions / Versus Production)
Berlinguer – la grande ambizione (Vivo Film, Jolefilm, Rai Cinema con Tarantula e Agitprop)
Il tempo che ci vuole (Kavac Film, Le Films Du Worso, One Art e IBC Movie, con Rai Cinema)
L’arte della gioia (HT Film e Sky Studios)
Parthenope (Fremantle, The Apartment, Pathé, Numero 10, Piperfilm, Saint Laurent, Logical Content Ventures con Canal+ e Cine+)

Regia: Maura Delpero per Vermiglio
Andrea Segre per Berlinguer – La grande ambizione
Francesca Comencini per Il tempo che ci vuole
Valeria Golino per L’arte della gioia
Paolo Sorrentino per Parthenope

Regista esordiente: Margherita Vicario per Gloria!
Edgardo Pistone per Ciao bambino
Loris Lai per I bambini di Gaza – sulle onde della libertà
Gianluca Santoni per Io e il Secco
Neri Marcorè per Zamora

Sceneggiatura originale: Maura Delpero per Vermiglio
Andrea Segre, Marco Pettenello per Berlinguer – La grande ambizione
Enrico Maria Artale per El Paraiso
Margherita Vicario, Anita Rivaroli per Gloria!
Francesca Comencini per Il tempo che ci vuole
Paolo Sorrentino per Parthenope

Sceneggiatura non originale: Valeria Golino, Francesca Marciano, Valia Santella, Luca Infascelli, Stefano Sardo per L’arte della gioia
Gianni Amelio, Alberto Taraglio per Campo di battaglia
Francesco Costabile, Vittorio Moroni, Adriano Chiarelli per Familia
Roberto Proia per Il ragazzo dai pantaloni rosa
Gabriele Salvatores per Napoli – New York

Produttore: Francesca Andreoli, Leonardo Guerra Seràgnoli, Santiago Fondevila Sancet, Maura Delpero per Vermiglio
Marta Donzelli, Gregorio Paonessa, Francesco Bonsembiante, Joseph Rouschop, Martichka Bozhilova per Berlinguer – La grande ambizione
Gaetano Di Vaio, Giovanna Crispino, Alessandro Elia, Walter De Majo, Andrea Leone, Antonella Di Martino, Santo Versace E Gianluca Curti per Ciao bambino
Valeria Jamonte, Manuela Melissano, Carlo Cresto-Dina, Katrin Renz per Gloria!
Nanni Moretti, Lorenzo Cioffi, Giorgio Giampà, Alessandra Stefani per Vittoria

Attrice protagonista: Tecla Insolia per L’arte della gioia
Barbara Ronchi per Familia
Romana Maggiora Vergano per Il tempo che ci vuole
Celeste Dalla Porta per Parthenope
Martina Scrinzi per Vermiglio

Attore protagonista: Elio Germano per Berlinguer – La grande ambizione
Francesco Gheghi per Familia
Fabrizio Gifuni per Il tempo che ci vuole
Silvio Orlando per Parthenope
Tommaso Ragno per Vermiglio

Attrice non protagonista: Valeria Bruni Tedeschi L’arte della gioia
Geppi CucciarI per Diamanti
Tecla Insolia per Familia
Jasmine Trinca L’arte della gioia
Luisa Ranieri per Parthenope

Attore non protagonista: Francesco Di Leva per Familia
Roberto Citran per Berlinguer – La grande ambizione
Guido Caprino per L’arte della gioia
Pierfrancesco Favino per Napoli – New York
Peppe Lanzetta per Parthenope

Casting: Stefania Rodà, Maurilio Mangano per Vermiglio
Stefania De Santis per Berlinguer – La grande ambizione
Anna Pennella per Familia
Massimo Appolloni per Gloria!
Francesco Vedovati, Anna Maria Sambucco, Massimo Appolloni per L’arte della gioia

Autore della fotografia: Mikhail Krichman per Vermiglio
Luan Amelio Ujkaj per Campo di battaglia
Matteo Cocco per Dostoevskij
Daniele Ciprì per Hey Joe
Fabio Cianchetti per L’arte della gioia
Daria D’Antonio per Parthenope

Compositore: Margherita Vicario, Davide Pavanello per Gloria!
Iosonouncane per Berlinguer – La grande ambizione
Thom Yorke per Confidenza
Colapesce per Iddu – l’ultimo padrino
Nicola Piovani per Il treno dei bambini

Canzone originale: Aria! di Margherita Vicario, Davide Pavanello, Edwyn Clark Roberts, Andrea Bonomo, Gianluigi Fazio per Gloria!
Knife Edge di Thom Yorke per Confidenza
Diamanti di Giuliano Taviani, Carmelo Travia e Giorgia Todrani per Diamanti
Atoms
di Valerio VIGLIAR per Familia
La malvagità di Colapesce per Iddu – l’ultimo padrino

Scenografo: Tonino Zera, Maria Grazia Schirripa, Carlotta Desmann per Le déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Alessandro Vannucci, Laura Casalini per Berlinguer – La grande ambizione
Luca Merlini, Giulietta Rimoldi per L’arte della gioia
Carmine Guarino, Iole Autero per Parthenope
Pirra, Vito Giuseppe Zito, Sara Pergher per Vermiglio

Costumista: Massimo Cantini Parrini per Le déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Mary Montalto per Gloria!
Maria Rita Barbera per L’arte della gioia
Carlo Poggioli per Parthenope
Andrea Cavalletto per Vermiglio

Truccatore: Alessandra Vita, Valentina Visintin per Le déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Sara Morlando, Rossella Sicignano, Leonardo Cruciano, Viola Moneta per Berlinguer – La grande ambizione
Maurizio Fazzini per L’arte della gioia
Paola Gattabrusi, Lorenzo Tamburini per Parthenope
Frédérique Foglia per Vermiglio

Acconciatore: Aldo Signoretti, Domingo Santoro per Le déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Desiree Corridoni per Berlinguer – La grande ambizione
Marta Iacoponi, Carla Indoni per Gloria!
Marco Perna per Parthenope
Tiziana Argiolas per Vermiglio

Montatore: Jacopo Quadri per Berlinguer – La grande ambizione
Walter Fasano per Dostoevskij
Giogiò Franchini per L’arte della gioia
Cristiano Travaglioli per Parthenope
Luca Mattei per Vermiglio

Suono: Dana Farzanehpour, Hervé Guyader, Emmanuel De Boissieu per Vermiglio
Alessandro Palmerini, Marc Bastien, Vincent Grégorio, Franco Piscopo per Berlinguer – La grande ambizione
Emanuele Cicconi, Alessandro Feletti, Alessandro Giacco, Marco Falloni per Campo di battaglia
Xavier Lavorel, Daniela Bassani, François Wolf, Maxence Ciekawy per Gloria!
Emanuele Cecere, Silvia Moraes, Mirko Perri, Michele Mazzucco per Parthenope

Effetti visivi: Victor Perez per Napoli – New York
Tristan Lilien, Michel Denis per Berlinguer – La grande ambizione
Francesco Niolu, Rodolfo Migliari per L’arte della gioia
Fabio Tomassetti, Daniele Tomassetti per Limonov
Rodolfo Migliari, Lena Di Gennaro per Parthenope

Premio Cecilia Mangini al documentario: Lirica ucraina di Francesca Mannocchi
Duse – the greatest di Sonia Bergamasco
Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio
L’occhio della gallina di Antonietta De Lillo
Prima della fine – gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer di Samuele Rossi

Film straniero: Anora di Sean Baker
Conclave di Edward Berger
Giurato numero 2 di Clint Eastwood
La zona d’interesse di Jonathan Glazer
Perfect days di Wim Wenders

Cortometraggio: Domenica sera di Matteo Tortone
La confessione di Nicola Sorcinelli
La ragazza di Praga di Andree Lucini
Majonezë di Giulia Grandinetti
The eggregores’ theory di Andrea Gatopoulos

David giovani: Napoli – New York di Gabriele Salvatores
Berlinger – la grande ambizione di Andrea Segre
Familia di Francesco Costabile
Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri
Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini

David dello spettatore: Diamanti di Ferzan Ozpetek
David speciale: Ornella Muti / Timothée Chalamet
David alla carriera: Pupi Avati
Premio Cinecittà David 70: Giuseppe Tornatore
David rivelazioni italiane: Federico Cesari, Celeste Dalla Porta, Carlotta Gamba, Matteo Oscar Giuggioli, Tecla Insolia, Emanuele Palumbo

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Mika con Elena Sofia Ricci, inedita coppia di presentatori / La platea del Teatro 5 a Cinecittà
  2. Margherita Vicario con il suo Gloria! ha conquistato tre premi personali: regista esordiente, musica e canzone originale
  3. Elio Germano conquista il sesto David di Donatello della sua carriera con l’interpretazione di Enrico Berlinguer nel film Berlinguer – la grande ambizione di Andrea Segre
  4. Pupi Avati nel ritirare il David alla carriera esorta la senatrice Lucia Borgonzoni, seduta accanto al presidente dell’Accademia Piera Detassis, perché si spenda con l’esecutivo per far avere maggiori risorse a supporto al settore cinema
  5. Mika canta il brano che accompagna il ricordo dei volti scomparsi, mentre la regia televisiva di Fabrizio Guttuso Alaimo sceglie carrelli sempre in movimento, ma rigorosamente in campo lungo rendendo impossibile per il pubblico a casa leggere i nomi dei dipartiti
  6. Maura Delpero in mezzo ai produttori che insieme a lei hanno finanziato la realizzazione del suo bellissimo Vermiglio
  7. Aldo Signoretti e Domingo Santoro per le acconciature, Alessandra Vita e Valentina Visintin per il trucco, sono due dei quattro David assegnati a Le déluge – gli ultimi giorni di Maria Antonietta di Gianluca Jodice
  8. Tecla Insolia miglior attrice e Valeria Bruni Tedeschi miglior attrice non protagonista per L’arte della gioia di Valeria Golino
  9. Vero e proprio trionfo per Maura Delpero che delle sette statuette assegnate al suo Vermiglio, ben quattro sono assegnate anche a lei personalmente
  10. Francesca Mannocchi con il premio Cecilia Mangini assegnato al suo documentario Lirica ucraina
  11. L’arte del casting director di dare la caccia alle facce giuste per i film è la nuova categoria inaugurata quest’anno, il premio è andato a Stefania Rodà e Maurilio Mangano per Vermiglio
  12. Francesco Di Leva attore non protagonista per Familia di Francesco Costabile, riceve il premio da Lunetta Savino / Francesco Gheghi candidato protagonista per lo stesso film avrebbe meritato di vincere
  13. Tecla Insolia e Celeste Dalla Porta con i piccolissimi David assegnati per il secondo anno alle Rivelazioni italiane / Valeria Golino, Francesca Marciano, Luca Infascelli, Valia Santella e Stefano Sardo premiati per la sceneggiatura non originale de L’arte della gioia
  14. Sean Baker e Samantha Quan, regista e produttrice di Anora, David al film internazionale. Il regista era particolarmente felice di questo premio italiano, perché il primo germoglio di ispirazione per scrivere la sceneggiatura gli è venuta da Le notti di Cabiria di Federico Fellini / Valeria Golino e Jasmine Trinca sedute in platea
  15. Lo spagnolo Victor Perez al secondo David in carriera per gli effetti speciali di Napoli – New York che Gabriele Salvatores ha realizzato portando sullo schermo un’idea scritta da Federico Fellini e Tullio Pinelli
  16. Ferzan Özpetek riceve il David dello spettatore per il suo Diamanti, il titolo che ha totalizzato il maggior numero di spettatori con oltre due milioni e seicentomila presenze

IN COPERTINA

Maura Delpero, prima donna a vincere il David per la regia con il suo  splendido Vermiglio

courtesy Ufficio stampa Cristiana Caimmi per Accademia del Cinema Italiano