Slittata al mese di gennaio per strutturarsi ordinatamente sul ciclo dell’anno solare, mentre fino al 2024 si teneva a dicembre, la cerimonia di consegna dei premi assegnati dall’Accademia del Cinema Europeo per la stagione cinematografica 2025 si è svolta ieri sera alla Haus der Kulturen der Welt di Berlino, visibile in diretta anche in Italia – in chiaro per tutti senza limitazioni – sul sito di MYmovies, ma come sempre in sordina senza ottenere troppo rilievo come fosse evento riservato solo agli appassionati, nonostante le candidature di film nostrani.

A dispetto di questo disinteresse nazionale, il nostro cinema si è portato a casa due statuette: al miglior film del Pubblico Giovane andato a La vita da grandi di Greta Scarano e al miglior documentario Fiume o morte! del croato Igor Bezinović che nel cogliere l’occasione di esprimere solidarietà alle migliaia di studenti in lotta, nell’ultimo mese in Germania hanno manifestato contro la militarizzazione del Paese e il progetto che mira a reintrodurre la leva obbligatoria, alla prima pausa si è visto interrompere dal crescendo della musica.

L’Italia era presente anche con l’assegnazione del premio per il Contributo Europeo al Cinema Mondiale, conferito alla cineasta Alice Rohrwacher per il complesso della sua opera che, con appena quattro lungometraggi per il grande schermo ha comunque saputo esprimere uno sguardo sempre personalissimo e comunque legato alla più alta tradizione, espressa dai più grandi nomi del passato, come ha messo in evidenza il video creato per introdurre la regista umbra, con paralleli visivi tra i suoi film e capolavori immortali di autori diversi.

Col procedere della serata abbiamo assistito al testa a testa tra lo spagnolo Sirāt di Oliver Laxe e Sentimental value del norvegese Joachim Trier, con il prevalere di quest’ultimo non tanto per lo scarto minimo sul piano numerico, solo sei vittorie a cinque, ma per l’importanza delle categorie in cui ha prevalso. Sentimental value ha avuto i premi a film, regia, sceneggiatura, compositore e interpretazioni, ma pur riconoscendone merito e autentico valore avrei preferito vedere sul podio, almeno del miglior film, Sirāt, che è una forte esperienza quasi mistica.

Sirāt ha ottenuto riconoscimenti importanti, ma tutti sul piano tecnico della realizzazione, dalla fotografia al montaggio e fino a suono e scenografia, ma dal punto di vista numerico il vero sconfitto della serata risulta il tedesco Il suono di una caduta di Mascha Schilinski; partito con ben otto candidature e presente in tutte le maggiori categorie si è dovuto accontentare di un’unica statuetta, assegnata ai costumi di un film complesso, per una storia che si snoda in quattro epoche diverse con altrettante ragazze legate tra loro, in arrivo nelle sale italiane a fine febbraio.

Tra momenti più intensi – il premio alla carriera a Liv Ullmann e il ricordo dei defunti, tra cui la giornalista palestinese Fatima Hassouna uccisa a ventisei anni dalle bombe di Israele su Gaza – e altri meccanici, in molti casi quasi caricaturali, – i vincitori che ringraziano gli altri colleghi in competizione – la serata è stata interrotta da una fastidiosissima pausa prolungata a schermo chiuso e microfoni aperti. L’Accademia, incurante del disagio inflitto al pubblico è sembrata perfettamente in linea con i vertici politici europei, che continuano a supportare e alimentare la guerra ignorando colpevolmente il sentire dei popoli. A seguire elenco vincitori e candidati.

38° EFA – European Film Award
Miglior film Europeo: Sentimental value (Norvegia, Francia, Danimarca, Germania, Svezia) di Joachim Trier
Arco (Francia) di Ugo Bienvenu
Dieva suns / Dog of God (Lettonia, USA) di Raitis Ābele & Lauris Ābele
Fiume o morte! (Croazia, Slovenia, Italia) di Igor Bezinović
L’Olívia – El terratrèmol invisible (Spagna, Francia, Belgio, Svizzera, Cile) di Irene Iborra Rizo ANI
La piccola Amélie (Francia) di Maïlys Vallade & Liane-Cho Han Jin Kuang
Pomeriggi di solitudine (Spagna, Francia) di Albert Serra
Riefenstahl (Germania) di Andres Veiel
Un semplice incidente (Francia, Iran, Lussemburgo) di Jafar Panahi
Sirāt (Spagna, Francia) di Oliver Laxe
Songs of slow burning earth (Ucraina, Francia, Danimarca, Svezia) di Olha Zhurba
Il suono di una caduta (Germania) di Mascha Schilinski
Tales from the magic garden (Republica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Francia) di David Súkup, Patrik Pašš, Leon Vidmar & Jean-Claude Rozec
La voce di Hind Rajab (Francia, Tunisia) di Kaouther Ben Hania
With Hasan in Gaza (Germania) di Kamal Aljafari

Miglior rivelazione Europea – Premio Fipresci: On falling (Regno Unito, Portogallo) di Laura Carreira
Little trouble girls / Kaj ti je deklica (Slovenia, Italia, Croazia, Serbia) di Urška Djukić
My father’s shadow (Regno Unito, Nigeria) di Akinola Davies Jr
One of those days when hemme dies / Hemme’nin öldüğü günlerden biri (Turchia, Germania) di Murat Fıratoğlu
Sauna (Danmarca) di Mathias Broe
Under the grey sky / Pod szarym niebem (Polonia) di Mara Tamkovich
Miglior documentario Europeo: Fiume o morte! (Croazia, Slovenia, Italia) di Igor Bezinović
Pomeriggi di solitudine (Spagna, Francia) di Albert Serra
Riefenstahl (Germania) di Andres Veiel
Songs of slow burning earth (Ucraina, Francia, Danimarca, Svezia) di Olha Zhurba
With Hasan in Gaza (Germania) di Kamal Aljafari

Miglior film d’animazione Europeo: Arco (Francia) di Ugo Bienvenu
Dieva suns / Dog of God (Lettonia, USA) di Raitis Ābele & Lauris Ābele
L’Olívia – El terratrèmol invisible (Spagna, Francia, Belgio, Svizzera, Cile) di Irene Iborra Rizo
La piccola Amélie (Francia) di Maïlys Vallade & Liane-Cho Han Jin Kuang
Tales from the magic garden (Republica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Francia) di David Súkup, Patrik Pašš, Leon Vidmar & Jean-Claude Rozec
Miglior cortometraggio Europeo: City of poets (Olanda) di Sara Rajaei
Being John Smith (Regno Unito) di John Smith
L’avance (Francia) di Djiby Kebe
Man number 4 (Regno Unito) di Miranda Pennel
The flowers stand silently, witnessing (Regno Unito) di Theo Panagopoulos

Miglior regista Europeo: Joachim Trier per Sentimental value
Yorgos Lanthimos per Bugonia
Oliver Laxe per Sirāt
Jafar Panahi per Un semplice incidente
Mascha Schilinski per Il suono di una caduta
Miglior attrice Europea: Renate Reinsve per Sentimental value
Leonie Benesch per L’ultimo turno
Valeria Bruni Tedeschi per Duse
Léa Drucker per Dossier 137
Vicky Krieps per Love me tender

Miglior attore Europeo: Stellan Skarsgård per Sentimental value
Sergi López per Sirāt
Mads Mikkelsen per The last viking
Toni Servillo per La grazia
Idan Weiss per Franz
Miglior sceneggiatore Europeo: Eskil Vogt & Joachim Trier per Sentimental value
Santiago Fillol & Oliver Laxe per Sirāt
Jafar Panahi per Un semplice incidente
Mascha Schilinski & Louise Peter per Il suono di una caduta
Paolo Sorrentino per La grazia

Premio Carlo Di Palma alla Migliore fotografia Europea: Mauro Herce per Sirāt
Manu Dacosse per Lo straniero
Fabian Gamper per Il suono di una caduta
Migliore montaggio Europeo: Cristóbal Fernández per Sirāt
Toni Froschhammer per Die my love
Yorgos Mavropsaridis per Bugonia
Miglior scenografia Europea: Laia Ateca per Sirāt
James Price per Bugonia
Jørgen Stangebye Larsen per Sentimental value

Migliori costumi Europei: Sabrina Krämer per Il suono di una caduta
Michaela Horáčková Hořejší per Franz
Ursula Patzak per Duse
Miglior trucco e acconciature Europei: Torsten Witte per Bugonia
Gabriela Poláková per Franz
Irina Schwarz & Anne-Marie Walther per Il suono di una caduta
Migliore colonna sonora Europea: Hania Rani per Sentimental value
Jerskin Fendrix per Bugonia
Michael Fiedler & Eike Hosenfeld per Il suono di una caduta

Miglior suono Europeo: Yasmina Praderas, Amanda Villavieja & Laia Casanovas per Sirāt
Johnnie Burn per Bugonia
Gwennolé Le Borgne, Marion Papinot, Lars Ginzel, Elias Boughedir & Amal Attia per La voce di Hind Rajab
Miglior direttore casting: Nadia Acimi, Luís Bértolo & María Rodrigo per Sirāt
Karimah El-Giamal & Jacqueline Rietz per Il suono di una caduta
Yngvill Kolset Haga & Avy Kaufman per Sentimental value
Premio Eurimages alla miglior co-produzione europea: Maren Ade, Jonas Dornbach & Janine Jackowski
Miglior contributo europeo al cinema mondiale: Alice Rohrwacher
Premio alla carriera: Liv Ullmann

Premio del Pubblico Giovane Europeo: La vita da grandi (Italia) di Greta Scarano
Arco (France) di Ugo Bienvenu
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