Karl Borromaus Ruthart nacque a Danzica intorno al 1630 e la città polacca ospiterà, dal 28 febbraio al 31 maggio 2019, al Museo Nazionale una mostra per ripercorrere la lunga attività di fede e arte del pittore, monaco celestiniano, in una esposizione ampia e completa.
Formatosi nella città natale, la pittura degli animali era la sua pecularietà e, ad Anversa fra il 1663 e il 1664, studiò l’arte fiamminga acquisendo non solo la comprensione dell’anatomia animale, ma anche l’abilità nel dipingerne la pelliccia, oltre a integrare gli animali in una varietà di contesti, mitologici, biblici e scene idilliache caratterizzate da colori sobri con particolari luci e ombre. Continuò a viaggiare e, tra il 1665 e il 1667 fu prima a Regensburg, in Germania, poi a Vienna e successivamente a Venezia.

A Roma approfondì l’opera di Giovanni Battista Castiglione per poi diventare monaco celestino (“Celestini” è il nome più utilizzato per definire il movimento eremitico e monastico creatosi intorno alla figura di Pietro del Morrone nella seconda metà del Tredicesimo Secolo. All’inizio era “Ordo Sancti Spiritus De Majella” e solo nel 1349 appare per la prima volta l’espressione “Ordo Caelestinorum”). L’artista divenne così Padre Andreas quando era già molto famoso per il suo talento apprezzato da una sofisticata clientela internazionale. Dopo la conversione si trasferì a Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila, dove sembrerebbe aver vissuto e lavorato fino alla morte avvenuta nel 1703.

Numerose sue opere appartengono ai principali musei del mondo: l’Hermitage di San Pietroburgo, il Getty Museum di Los Angeles, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Louvre di Parigi, il Museo di Capodimonte a Napoli, la Staatsgalerie di Stoccarda, il Museo di Danzica e il Museo Nazionale d’Abruzzo a L’Aquila, e ad altre importanti collezioni europee pubbliche e private. Il MuNDA possiede trenta tele del Ruthart, cedute nel 1966 dal Municipio dell’Aquila, al quale la raccolta era pervenuta per devoluzione, dopo la soppressione napoleonica dei cenobi di Santa Maria di Collemaggio e di Santo Spirito al Morrone e la conseguente demanializzazione delle opere d’arte in essi conservate.

L’improvvisa “conversione”, databile al 1670 o poco prima, pose fine all’inquieto girovagare dell’artista tra capitali e corti, a dipingere per una committenza principesca o alto borghese. Vestito l’abito dei monaci celestini, consacrò la sua arte ai santi della congregazione: il fondatore, Pietro Celestino, e i suoi precursori, Benedetto da Norcia e gli eremiti dei primi secoli dell’era cristiana. Nelle grandi tele dipinte per la navata di Santa Maria di Collemaggio, di cui il MuNDA custodisce i bozzetti preparatori, i santi della tradizione anacoretica – tutti rigorosamente in tonaca bianca e scapolare nero, come i monaci celestini al tempo del pittore – salvano o ammansiscono animali selvaggi, in splendidi scenari naturali.

Il MuNDA ha contribuito alla mostra inviando in Polonia tutti i dipinti restaurati per l’occasione, con il felice concorso, in una ottima congiunzione di intenti, di associazioni e fondi ministeriali.
Ringraziamo il MuNDA, e in particolare il direttore, dott. Mauro Congeduti, per la disponibilità e il supporto alla redazione di questo articolo.

Didascalie immagini

  1. Karl Borromäus Ruthart (Danzica 1632 – Aquila 1703), San Malco, aiutato da due leoni, salva una donna inseguita dai saraceni, olio su tela, cm 36,7 x 61, proveniente dall’Aquila, Abbazia di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo
    © foto Mauro Congeduti
  2. Karl Borromäus Ruthart (Danzica 1632 – Aquila 1703), Lepre in un cespuglio, olio su tela, cm 52,5 x 85,5, proveniente dall’Aquila, Abbazia di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo
    © foto Mauro Congeduti
  3. Karl  Borromäus Ruthart (Danzica 1632 – Aquila 1703), Paesaggio alpestre, olio su tela, cm 45,4 x 63,1, proveniente dall’Aquila, Abbazia di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo
    © foto Mauro Congeduti
  4. Karl  Borromäus Ruthart (Danzica 1632 – Aquila 1703), Vanitas, olio su tela, cm 80,7 x 109, proveniente dall’Aquila, Convento di San Giuliano, L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo
    © foto Mauro Congeduti

IN COPERTINA
Karl Borromäus Ruthart (Danzica 1632 – Aquila 1703), San Malco, aiutato da due leoni, salva una donna inseguita dai saraceni, olio su tela, cm 36,7 x 61, proveniente dall’Aquila, Abbazia di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo
© foto Mauro Congeduti
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Dove e quando

Evento: National Museum, ul. Toruńska, 1 – Gdańsk
  • Date : 28 February, 201931 May, 2019