L’ange de Nisida è un’opera semiseria in quattro atti di Gaetano Donizetti scritta durante il soggiorno parigino, ultimata il 27 dicembre 1839 e mai rappresentata in quanto la compagnia del Théâtre de la Renaissance fallì prima del debutto.
E’ noto come il musicista avesse goduto di un periodo di straordinaria produttività dal 1830 al 1838 – quando lasciò Napoli per motivi di censura – componendo venticinque opere fra cui capolavori come L’elisir d’amore, Lucia di Lammermoor e Maria Stuarda. Nella capitale francese i successi furono tali da superare forse quelli partenopei anche dovendo sacrificare L’Ange de Nisida e Le Duc d’Albe .
Adesso, la prima modiale dell’Angelo di Nisida – in programma il 18 con replica il 21 luglio al Covent Garden – illumina, con nuova luce, quel periodo della sua vita.

Se la trascrizione del libretto di Alphonse Royer e Gustave Vaëz è conservata presso la biblioteca della Fondazione Donizetti di Bergamo, la partitura venne recuperata dal musicista (che la utilizzò, in parte, per la grand opéra “La Favorite” che debuttò all’Opera per l’Académie Royale de Musique il 2 dicembre 1840), ma la si riteneva perduta non esistendone più traccia.
Otto anni fa la svolta, quando la musicologa Candida Mantica di Reggio Calabria, con studi di musicologia a Cremona – allora studentessa con dottorato all’’Università di Southampton – trovò alcuni frammenti della partitura. La studiosa ha raccontato di aver reperito alcune pagine, sparse in diciotto cartelle, nella Bibliothèque Nationale di Parigi. Finanziata dall’Università inglese, ebbe inizio la paziente ricostruzione con ricerche in archivi europeri e statunitensi.

Grazie alla copia del libretto, la dott.ssa Mantica è stata capace di identificare circa quattrocentosettanta pagine di musica autografa e anche a stabilire l’ordine originale.
Il frutto di tale impresa debutterà al Covent Garden grazie alla collaborazione di Opera Rara – che esegue e registra opere del diciannovesimo Secolo cadute nell’oblio – in collaborazione con la Royal Opera House.
Sarà Sir Mark Elder, direttore artistico di Opera Rara e direttore musicale dell’Orchestra Hallé, a salire sul podio e, come ha dichiarto a The Obsverver: «Si tratta di un lavoro di alta qualità e molto bello. Donizetti utilizzò alcuni di questi brani in opere successive, tra cui La Favorita del 1840, ma più della metà de L’angelo non è mai stata ascoltata ed è terribilmente eccitante».

Grande attesa per quelle tre ore di spettacolo per gli appassionati di Donizetti e anche per tutti coloro che amano la musica, del resto fa un certo effetto pensare a un debutto a quasi un secolo e mezzo dalla composizione.
I melomani, poi, sono in fibrillazione per alcune indiscrezioni su scene particolarmente potenti e perché, Elder, facendo espresso riferimento al progetto originale, pensato per un piccolo teatro, ha preannunciato delicatezza e intimità fedeli alla meravigliosa scrittura.