Il Metropolitan Museum of Art di New York ospita, fino a domenica 28 giugno, la più grande esposizione mai dedicata negli Stati Uniti a Raffaello di Giovanni Santi (Urbino, 1483 – Roma, 6 aprile 1520), universalmente noto come Raffaello, tra gli artisti più amati e influenti della storia. Un autentico titano del Rinascimento che, seppur in una vita brevissima, raggiunse quel successo così straordinario come pittore, disegnatore e architetto, da essere considerato l’apice della perfezione artistica per secoli dopo la sua scomparsa.
Un evento fondamentale, frutto di collaborazioni e sinergie internazionali per offrire al visitatore la possibilità di immergersi nell’intero universo creativo dove unì ambizione e lirismo in opere di alto spessore intellettuale e profondità emotiva, doti imprescindibili nel complesso panorama politico delle corti rinascimentali.
Raffaello: Poesia Sublime, curata da Carmen C. Bambach, è un retrospettiva cronologica e tematica della sua vita come della sua carriera, dalle origini a Urbino all’ascesa a Firenze, dove iniziò ad affermarsi come pari di Leonardo e Michelangelo, fino all’ultimo decennio alla corte papale di Roma.
Il percorso espositivo riunisce ventitre dipinti e oltre centoquaranta tra arazzi e disegni, con alcuni tra i più grandi capolavori dell’artista (tra cui il San Sebastiano dell’Accademia di Carrara e lo stendardo processionale della Santissima Trinità di Città di Castello) in dialogo con tesori raramente esposti, il tutto volto a illuminare la brillantezza di quella straordinaria creatività.

Particolare attenzione è stata posta alla rappresentazione femminile di Raffaello – dall’uso, per la prima volta nell’arte occidentale, di modelle nude, alle sue tenere raffigurazioni della Madonna con Bambino – e alle recenti scoperte scientifiche realizzate con tecnologie all’avanguardia; questa esposizione offre una rara opportunità di ammirare il genio di un artista che ha contribuito a plasmare il corso della storia dell’arte.
Da sola vale un viaggio a New York la riunione della prima Pala d’altare di Raffaello, commissionatagli dalle suore del Convento di Sant’Antonio a Perugia per la loro cappella privata. Infatti, nel 1503, dopo qualche successo a Città di Castello, il giovanissimo Raffaello, erede della bottega dell padre prematuramente scomparso, iniziò a ricevere alcune importanti commissioni per pale d’altare da altri centri, in particolare proprio da Perugia, tra i centri artistici più vitali del centro Italia.
Come ricorda Vasari, le monache fecero esplicita richiesta di rappresentare Gesù Bambino vestito. L’opera venne sicuramente iniziata in Umbria (lo dimostra la lunetta dalla forte influenza del Perugino), ma completata entro il 1505 circa – quando Raffaello risiedeva a Firenze – in uno o più dei suoi viaggi in Umbria.
La tavola principale mostra una sacra conversazione, la Madonna col Bambino, san Giovannino e i santi Pietro, Caterina d’Alessandria, Margherita (o Cecilia) e Paolo (169×169,5 cm), sormontata, appunto, da una lunetta l’Eterno tra due angeli (73×168 cm). Queste due parti principali venne autorizzata la cessione nel 1677, finendo nelle proprietà di Antonio Bigazzini di Perugia. Passate nelle raccolte dei principi Colonna a Roma, e in quelle di Francesco I delle Due Sicilie, vennero trasferite in Spagna nel 1861 da Francesco I. Nel 1901 furono acquistate da Pierpont Morgan che poi le lasciò al museo americano.
La predella invece era già stata ceduta nel 1663 a Cristina di Svezia e, dopo vari passaggi, giunse sicuramente nella collezioni del duca d’Orleans, disperdendosi quando venne venduta. Oggi si conoscono almeno tre scomparti:
- Orazione nell’orto, (Metropolitan Museum of Art)
- Pietà (Isabella Stewart Gardner Museum di Boston),
- Andata al Calvario, (National Gallery di Londra)
Tra le scene figurate, o alle estremità, dovevano trovarsi alcuni santi a figura dei quali si conoscono solo due pezzi, quelli conservati alla Dulwich Picture Gallery (San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova).
Tra gli eventi collaterali alla mostra si segnala il simposio “Raffaello da vicino: prospettive sulla ricerca” in programma sabato 18 aprile dalle 10.30 alle 17.30