Diretta da Cesar Charlone, già nominato all’Oscar per la miglior fotografia per City of God, 3% è la nuova serie tv prodotta da Netflix e disponile da novembre anche per il pubblico italiano. La trama di base narra di un società distopica in cui una bassissima percentuale della popolazione umana (il 3% appunto) è riuscita a sviluppare una piccola comunita’ (Maralto: una piattaforma o isola a largo del Brasile) dove i suoi abitanti sembrano vivere una vita perfetta scevra dalle angherie dell’esistenza umana.
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Tale piccola élite controlla l’accesso alla sua società attraverso una selezione ferrea (il Processo), fatta di diverse prove di sopravvivenza. Ogni anno tra il restante 97% della popolazione, che vive in una sorta di grande bidonville, coloro che hanno compiuto vent’anni vengono sottoposti alla selezione.
La trama si concentra sulle vicende ed emozioni di alcuni dei concorrenti durante la loro lotta per una vita migliore. Paragonata ad Hunger Games ed a Black Mirror, 3% presenta diverse caratteristiche che la rendono una promettente nuova arrivata tra le serie tv degne di nota.
Sebbene la società’ di questo mondo distopico sembra aver superato le differenze razziali, 3% rappresenta una realtà dominata dalla divisione di classe. Si potrebbe anche individuare una critica al sistema capitalistico dove il mantra del talento è il fondamento basilare di una economia che osanna il successo dei migliori (il motto del processo potrebbe essere tradotto con: non importa cosa vi accadrà… ve lo siete meritato). Ma la serie mostra come il merito non è una qualità assoluta, ma varia costantemente non solo dal tipo di società che un certo popolo crea, ma anche dal tipo di persone che la governano. Il sistema messo a punto per determinare chi può salvarsi sembra contraddire costantemente le proprie regole ed il primo ad infrangerle è il suo supremo controllore.
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Nonostante la serie contenga la ben nota lotta tra regime autoritario e la fazione ribelle (una setta chiamata La Causa tenta di distruggere il sistema d’oppressione della élite), l’appartenenza a determinati schieramenti non è sempre assicurata. E ciò, non solo perché la serie presenta sotto trame di spionaggio e segreti personali, ma anche perché il significato di giustizia è rappresentato nella sua complessità di punti di vista. Diversi personaggi si trovano ad agire in maniera differente in diverse situazioni, magari cambiando radicalmente le loro motivazioni: morire per la causa e distruggere il regime autocratico o abbandonare un mondo senza speranza per una vita perfetta? Salvare la propria vita rinunciando ai propri principi o riconoscere le qualità dell’altro vincendo il proprio egoismo? Il processo diventa una mise en abime della vita reale stessa dove per sopravvivere ed andare avanti gli individui negoziano costantemente tra il loro interesse personale ed il benessere della collettività.
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L’estetica 3% rispecchia la divisione sociale evidenziandone i contrasti e le sue implicite contraddizioni. Il mondo della élite è puro, semplice, chiaro ed ordinato mentre la città del restante 97% è sporca, pericolosa, decadente e confusionaria. Ma allo stesso tempo quella che sembra essere la vita perfetta è anche fatta di rinunce a determinati tratti essenziali della vita umana, di sorveglianza costante, di colori senza vita e contorni monotoni. In contrasto, la vita al di fuori del Maralto è piena di colori e suoni, di pastiche e reinvenzioni. Inoltre, la serie è prodotta in Brasile e la recitazione in portoghese (con i sottotitoli in varie lingue) permette allo spettatore globale il contatto e l’ascolto di quella lingua affascinante e melodica.
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3% presenta un grande potenziale riproponendo in maniera originale temi sociali universali ma, allo stesso tempo, filtrati dallo sguardo della cultura brasiliana. Il tutto realizzato con una scrittura accattivante e insolita sfruttando il linguaggio ed i mezzi della tv seriale.

Dettagli

I principali protagonisti della serie (© Netflix) Concorrenti principali e logo Ezekiel e concorrenti Michele e concorrenti Ezekiel e concorrenti concorrenti principali (© Netflix)