Torna a Verona, dopo ventisei anni dall’ultima mostra, una corposa esposizione dedicata a uno dei più grandi pittori del ʼ900, dal titolo Picasso. Figure (1906-1971), concepita dal Musée Picasso e dalla sua conservatrice Emilie Bouvard, con il sostegno delle équipe di AMO – Palazzo Forti e di Arthemisia Group.

La retrospettiva documenta ricchezza e varietà della produzione picassiana tramite le collezioni del Musée national Picasso-Paris, consentendo dunque di valutare integralmente la vicenda artistica del genio di Malaga; il museo parigino, infatti, grazie alle due dazioni del 1979 e del 1990, possiede numerosi “Picasso di Picasso”, cioè le opere che l’artista ha conservato per tutta la vita presso di sé, ma anche la biblioteca, duecentomila documenti dell’archivio personale del pittore e più di diciassettemila fotografie, donati alla Francia nel 1991 e assegnati al museo nel 1992. L’importanza dei suddetti materiali risiede nella possibilità di risalire, attraverso di essi, all’entourage artistico e letterario di Picasso, che infatti intrattiene dialoghi con poeti del calibro di Apollinaire o Éluard; tramite i documenti d’archivio sono documentati anche i rapporti con intellettuali e artisti italiani, nonché, con le fotografie, la vita delle opere che nascono nell’atelier di Picasso e con i film la capacità dell’artista di ispirare anche i cineasti e di raggiungere capillarmente il grande pubblico.
1 pablo picasso nu assis etude pour les demoiselles d avignon hiver 1906-1907
In mostra, nella fattispecie, si dispiega un percorso di opere pittoriche, scultoree e grafiche che illustra la metamorfosi delle forme umane, su cui Picasso riflette nel tempo; viaggiando attraverso le sei sezioni della retrospettiva, infatti, notiamo che il pittore riproduce lo stesso soggetto nel corso degli anni, ossessionato dalla figura umana e dai ritratti. Viene presentata, dunque, un’opera per ogni anno che si colloca dal 1906 al 1971, per evidenziare continuità e fluidità della creazione picassiana, nonché la coesistenza di pratiche diverse in essa.

Il “racconto” si snoda dalla fase del pre-cubismo al cubismo, alla reinvenzione della linea classica, all’influenza del surrealismo, al primitivismo dei disegni infantili o delle fonti preistoriche del dopoguerra e alla focalizzazione ossessiva sul rapporto con la modella, sempre scandito dal superamento delle categorie tradizionali di ritratto e pittura di genere e dall’affermazione di un nuovo e personale concetto di figura.

La prima sezione, 1907-1916. Decostruzione e ricostruzione cubista, mostra Nudo seduto, studio per Les demoiselles d’Avignon, che suggella la rivoluzione cubista. La nuova pittura non si ispira alla poesia, né subisce il fascino di suggestioni simboliste, ma vuole aderire a un vero “paradossale” rappresentando un soggetto nella sua interezza, da tutti i punti di vista. Così facendo, però, la rappresentazione si fa astratta, poiché agli occhi umani è concesso un solo angolo visuale; per rappresentare tutti i lati di una figura si fa ricorso al filtro della mente, a una ricostruzione intellettuale e mnemonica che è il frutto di vari punti di vista, diversi anche nel tempo. Il cubismo dunque presenta i suoi soggetti così come si presentano alla mente umana, anziché allo sguardo.
2 pablo picasso nu coucheprintemps 1908
La ricerca cubista di Picasso affonda le sue radici nella pittura di Cézanne, che determina una geometrizzazione delle forme (1908-1909), mentre nella fase del cubismo “analitico” è perseguita una decostruzione che confonde sempre più l’individuazione di una figura e sfiora l’astrazione (1909-1911); con il cubismo “sintetico” si ha l’introduzione di oggetti concreti nell’opera (mediante le tecniche dei collages o degli objets trouvés, ad esempio) che però rifugge sempre dall’adesione realistica e illusionistica al visibile.

Se nella serie dei Nudi è evidente il fascino primitivo ispirato dalla scultura africana e la ricerca cubista non prorompe ancora, nell’Uomo con mandolino il cubismo analitico è già stato spinto allo stremo: il musico raffigurato è scomposto, indistinguibile e disincarnato da incroci e incastri di linee e forme, ed è riutilizzata un’opera già esistente attraverso l’aggiunta di tela: il connubio tra musica e pittura si fa ermetico, astratto, plastico. In Uomo con i baffi Picasso riunisce pittura e pezzi di stoffa dai tagli geometrici, concomitanti all’invenzione dei papiers collés nel 1912: l’assemblaggio di oggetti quotidiani e pittura proclama la fase del cubismo sintetico, mentre la componente comica di folti baffi e copricapo da cuoco fa emergere un bisogno di leggerezza irrinunciabile dopo la Prima guerra mondiale.

La seconda sezione, 1917-1924. Reinvenzione della linea classica, si riferisce al periodo di collaborazione di Picasso con i Ballets Russes a Roma. Ivi l’artista si ispira all’arte antica e lavora sulla classicità, tracciando corpi dalle linee sinuose e fluide, dal movimento quasi cinematografico. Ma le raffigurazioni non cedono mai a un tradizionale e rigido “ritorno all’ordine”, poiché l’artista sta ben attento a non rinunciare a tratti giocosi e a dipingere corpi sproporzionati, solidi e massicci, per quanto vestiti all’antica, come in La prima comunione. Similarmente tondeggianti i nudi delle Bagnanti che guardano un aereo, dalle espressioni piacevolmente grottesche e strambe come quella di Testa femminile. Convenzionale e accademica, propria dei ritratti classici dunque, la posa assunta dalla modella in Olga col collo di pelliccia, che raffigura la ballerina della troupe di Sergej Djagilev, modella di Picasso per eccellenza nonché moglie.
3 pablo picasso portrait d adolescent en pierrot 27 decembre 1922
Con la terza sezione, 1925-1936. Metamorfosi surrealiste, scopriamo che Picasso, pur non essendo un surrealista, è considerato uno dei nomi tutelari del movimento ispirato dal Manifesto di André Breton, poiché i surrealisti considerano il cubismo un’avventura “interiore”. L’artista spagnolo non è animato dalle pulsioni istintive e da quell’automatismo psichico che dovrebbe caratterizzare l’arte surrealista, eppure dal 1925 compaiono personaggi incorporei, snodati come funamboli: basti pensare all’Acrobata, dalla “surrealtà” contorsionista e ai corpi fluttuanti nella dimensione onirica delle Bagnanti con palla IV, nonché al Bacio visionario e metafisico tra due forme solide umanizzate o all’alterità del Minotauro. Il surrealismo, inoltre, propugna l’amore libero come ribellione alla moralità borghese e tale richiamo è colto pienamente dall’erotismo segreto vissuto da Picasso con la giovanissima Marie-Thérèse Walter, cui dedica anche un ritratto.

La quarta sezione, 1937-1945. Figure di guerra, allude alla guerra civile spagnola, che impedisce per sempre all’artista di tornare in patria. Egli assume una posizione repubblicana ed è fortemente turbato dal bombardamento della città basca di Guernica, che innesca in lui un processo creativo che determina la nascita del capolavoro omonimo, o della Donna che piange, che soffre alla stregua della Pietà michelangiolesca ed evoca la sofferenza di tutte le madri di Spagna, in lutto per i figli morti; come indicato dalle lacrime e dai capelli sciolti e incanutiti dalla sofferenza, l’immagine rappresenta anche la fotografa surrealista e politica militante Dora Maar, che incita le prese di posizione di Picasso contro la guerra. Dora è ritratta spesso entro inquadrature ristrette, come inscatolata, a simboleggiare la reclusione della donna nella coppia e nell’atelier e dunque il suo esilio indotto.
4 pablo picasso jeune garcon a la langouste 21 juin 1941
Durante la Seconda guerra mondiale e l’occupazione della Francia da parte della Germania nazista, Picasso vive un periodo di clausura forzata nello studio di rue des Grands-Augustins, accanto alle sue opere. In quella «Parigi delle uniformi verdi e dei “topi grigi”, delle croci uncinate sventolanti sugli edifici pubblici e sui grandi alberghi sede delle Kommandantur e della Gestapo; la Parigi senza taxi, senza sigarette, senza zucchero, senza cioccolato, senza i panini di lusso», afferma Brassaï, Picasso dipinge Ragazzo con l’aragosta, nella cui monocromia si respira l’afflizione propria delle opere di guerra: quel bambino mostruoso, difforme e goffo, che impugna quanto è impossibile degustare in tempi di magra come quelli bellici, rimanda infatti agli impedimenti del presente. Nel suo atelier Picasso progetta anche una serie di sculture dal titolo Uomo con la pecora, in cui ricompare una figura classica che segna la fine delle influenze surrealiste.

La quinta sezione, 1945-1953. Ritorno alle origini, si sofferma sul nuovo “primitivismo” che connota nel secondo dopoguerra l’arte di Picasso, alla ricerca di forme primigenie e semplici, come quelle espressive dei bambini e dei folli, ma anche quelle preistoriche o quelle esotiche, distanti rispetto alle arti occidentali e scevre da accademismo e inautenticità. Distinguibile anche l’attrazione per le forme naturali del mondo vegetale, sbocciata a partire dal soggiorno del 1946 presso il castello Grimaldi di Antibes, nel sud della Francia: Picasso ricerca l’unione bucolica tra uomo e natura, incoraggiato peraltro anche dall’emulazione dell’amico e rivale Matisse, da cui il pittore spagnolo mutua il ricorso alla giovane modella sostenuta, Françoise Gilot, che posa per Donna-fiore. Da Matisse l’artista apprende anche vari motivi, come possiamo notare ad esempio nelle sagome dei corpi dipinti su Piatto decorato da musici, che ricordano quelli della celebre La danza, o nel trattamento del motivo vegetale e dell’arazzo che fa da sfondo al Bambino che gioca con un camion: egli forse rappresenta l’artista stesso, a dimostrazione dell’adozione incessante di modi infantili, che come quelli primitivi consentono di sottrarsi ai condizionamenti dell’arte accademica. È ciò che notiamo in Madre e figli che giocano, in cui Picasso imita tangibilmente il disegno infantile ricorrendo, come afferma Emilie Bouvard, a tratti semplici, riducendo i corpi a forme piatte simili a pupazzi e le parti anatomiche a “segni” plastici.
5 pablo picasso nu couche 14 juin 1967
La sesta sezione, 1954-1972. L’artista e la sua modella, si incentra sugli ultimi vent’anni della vita di Picasso, in cui ricorre il tema imperante del rapporto dell’artista con la sua modella. Tale materia è condotta con il riferimento ad antichi maestri, punti cardine della cultura visiva generale del pittore, come Delacroix nel caso delle Donne di Algeri o Manet per la Colazione sull’erba. Inoltre Picasso, con la nuova compagna Jacqueline Roque, ama farsi immortalare da noti fotografi (Lucien Clergue, David Douglas Duncan, André Villers, Edward Quinn) e compare nella villa La Californie di Cannes, nel castello di Vauvenargues o nell’antico casale di Notre-Dame-de-Vie a Mougins, coinvolgendo persino i passanti. Nel periodo della mostra al Palazzo dei Papi di Avignone, poi, nascono ritratti immaginari in cui prendono forma moschettieri, matador o i grandi di Spagna e le dueñas, facendo scrivere a Lucien Clergue: «Quei moschettieri brandiscono la spada come un sesso e il sesso come una spada. Che teatro! Che festa! […] E cosa dire della vitalità di alcuni personaggi, della loro fame di vita, della sete d’amore […]».
6 pablo picasso la famille 30 septembre 1970
Dall’esposizione emerge dunque il profilo di un artista che ama, crea e vive con pienezza, affamato di esperienze e di passioni, al punto da far esprimere così l’amica Gertrude Stein (peraltro fervida sostenitrice del cubismo e protagonista della ritrattistica picassiana): «La cosa su cui vorrei insistere è che il dono di Picasso è, fino in fondo, dono di pittore e disegnatore; Picasso è un uomo che ha sempre avuto il bisogno di vuotarsi, di vuotarsi completamente, Picasso ha bisogno di un forte stimolo per attivarsi al punto di vuotarsi completamente. In questo modo ha sempre vissuto la sua vita».

Dettagli

Orari: Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
dal martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Pablo Picasso, La Famille (particolare), 30 septembre 1970, Mougins, Huile sur toile, 162×130 cm, Musée national Picasso – Paris (© Succession Picasso by SIAE 2016) Pablo Picasso, Nu assis (étude pour “Les Demoiselles d’Avignon”), Hiver, 1906 -1907, Paris, Huile sur toile, 121×93,5 cm, Musée national Picasso – Paris (© Succession Picasso by SIAE 2016) Pablo Picasso , Nu couchéprintemps, 1908, Paris, Huile sur bois, 27×21 cm, Musée national Picasso – Paris (© Succession Picasso by SIAE 2016) Pablo Picasso, Portrait d’adolescent en pierrot, 27 décembre 1922, Paris, Gouache et aquarelle sur papier vergé, 11,8×10,5 cm, Musée national Picasso – Paris (© Succession Picasso by SIAE 2016) Pablo Picasso, Jeune Garçon à la langouste, 21 juin 1941, Paris, Huile sur toile,130×97,3 cm, Musée national Picasso – Paris (© Succession Picasso by SIAE 2016) Pablo Picasso, Nu couché, 14 juin 1967, Mougins, Huile sur toile, 195×130 cm, Musée national Picasso – Paris (© Succession Picasso by SIAE 2016) Pablo Picasso, La Famille, 30 septembre 1970, Mougins, Huile sur toile, 162×130 cm, Musée national Picasso – Paris (© Succession Picasso by SIAE 2016)

Dove e quando

Evento: Picasso. Figure (1906 - 1971)

Indirizzo:
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Fino al: 12 Marzo, 2017