Finalmente dopo la presentazione fuori concorso alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, è arrivato sugli schermi italiani il tanto atteso Dune di Denis Villeneuve che doveva fare il suo esordio sugli schermi già nel dicembre scorso, ma è rimasto bloccato dalla pandemia che ha indotto la chiusura prolungata delle sale in gran parte del mondo. Comprensibile e condivisibile la decisione dei Warner Bros Studios di non affidare il film alle piattaforme di streaming, perché si tratta indubbiamente di una visione immersiva, grandiosa e imponente che esige il grande schermo.
Un pregio che esalta pienamente le capacità visionarie superlative del regista canadese, supportate dall’alta tecnologia disponibile oggi, ma anche un difetto nell’evidente necessità – chissà quanto voluta dall’autore e quanto indotta dalla produzione – di aderire al modello ormai collaudato da tante saghe precedenti, da Guerre Stellari alle trilogie tratte dalle opere di Tolkien, che rendono il risultato troppo omologato in una forma che non ha il coraggio di osare strade meno battute, orientata soprattutto a un pubblico di adolescenti. Rivedendo il bellissimo documentario Jodorowsky’s Dune sull’analogo progetto compiutamente ideato e purtroppo mai realizzato dal cineasta cileno negli anni ’70 si ha la forte percezione che un altro Dune, più esoterico e filosofico, sarebbe stato possibile, ma questo non si può chiedere a un film di Hollywood da centosessantacinque milioni di dollari, che non può che essere prodotto di questi tempi con tutto l’eccessivo impatto sensoriale – soprattutto sonoro – del caso. A suo favore va detto che davanti al confronto impietoso e impossibile con l’edizione – involontariamente comica, quindi ridicola – firmata da David Lynch del 1984, questa nuova versione cinematografica del romanzo di Frank Herbert appare quasi un capolavoro. Ecco allora che, come d’abitudine sulle nostre pagine, parliamo dei pregi di un film eccezionale sul piano estetico, con momenti di sublime atmosfera tra poesia e mistero, lasciando da parte tutti i limiti di una confezione poco originale.

Il mondo di Dune secondo Denis Villeneuve
© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc.

La vicenda ambientata in un universo lontano vede l’imperatore alimentare per i suoi scopi l’antica faida tra la casata Atreides e quella degli Harkonnen, attribuendo ai primi la gestione del pianeta Arrakis da tempo sotto il potere consolidato dei secondi. Dune, come è soprannominato il pianeta coperto da un unico vasto deserto, è strategico per l’estrazione della Spezia, elemento capace di estendere le percezioni della mente e su cui si giocano tutti gli equilibri sociopolitici della galassia.

L’antica faida tra la casata Atreides e quella degli Harkonnen con Oscar Isaac e Stellan Skarsgård a incarnarne i leader
© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc.

Girato in interni a Budapest e in esterni tra Norvegia e sud Giordania a folli temperature, Dune di Denis Villeneuve si nutre della felice intuizione del cineasta di adottare codici che rimandano alla realtà – come le streghe dell’ordine Bene Gesserit velate in tuniche che evocano costumi islamici – che danno credibile verità a questo mondo fantastico. Bellissima anche la scelta estetica di dar forma ‘naturale’ a mezzi e veicoli, come gli elicotteri degli Atreides strutturati come gigantesche libellule meccaniche.

Lady Jessica, madre del protagonista, affiliata alla sorellanza delle Bene Gesserit e la madre superiora dell’Ordine mentre esamina Paul Atreides
© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc.

I Fremen, i misteriosi ribelli abitanti di Dune che vivono in miseria nelle profondità delle sue grotte sotterranee, sotto il dominio straniero delle casate nobiliari, sono emblema del colonialismo selvaggio che ancora attanaglia le zone più povere della Terra, ricche di materie prime da depredare, e l’intento sabotato dalle autorità di rendere fertile Arrakis è concreto rimando alla volontà politica dell’Occidente di non assecondare un’evoluzione del Terzo Mondo utile alla vita delle sue popolazioni.

Zendaya è Chani, Jason Momoa è Duncan Idaho
© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc.

Un cast di nomi illustri impreziosisce Dune di Denis Villeneuve, da Charlotte Rampling che regala il suo carisma alla reverenda madre delle Bene Gesserit fino a Javier Bardem impegnato a incarnare la forza dell’autorità conquistata sul campo del capo tribù dei Fremen, Stilgar. Nel ruolo messianico del protagonista Timothée Chalamet, dopo alcune prove meno brillanti, ritrova l’intensità di quel Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino che lo impose all’attenzione internazionale.

Charlotte Rampling / Javier Bardem / Timothée Chalamet
© 2021 Warner Bros. Entertainment Inc.

Appassionato lettore della saga letteraria fin dall’adolescenza, il regista Denis Villeneuve ha deciso da subito di dividere la storia in due parti perciò a fianco del titolo Dune campeggia sullo schermo la dicitura parte uno, ma il capitolo secondo potrà essere realizzato solo con un successo planetario di questo primo film.

Dettagli

IN COPERTINA

Timothée Chalamet e Rebecca Ferguson sono Paul Atreides e sua madre lady Jessica
© 2021Warner Bros Entertainment Inc.

Didascalie immagini

– Locandina italiana
– Il mondo di Dune secondo Denis Villeneuve
– L’antica faida tra la casata Atreides e quella degli Harkonnen con Oscar Isaac e Stellan Skarsgård a incarnarne i leader
– Lady Jessica, madre del protagonista, affiliata alla sorellanza delle Bene Gesserit e la madre superiora dell’Ordine mentre esamina Paul Atreides
– Zendaya è Chani, Jason Momoa è Duncan Idaho
– Charlotte Rampling / Javier Bardem / Timothée Chalamet
© 2021Warner Bros Entertainment Inc.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Dune – part one
  • Regia: Denis Villeneuve
  • Con: Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Zendaya, Oscar Isaac, Jason Momoa, David Dastmalchian, Dave Bautista, Josh Brolin, Javier Bardem, Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling, Stephen McKinley Henderson, Sharon Duncan-Brewster, Chen Chang, Michael Nardone, Babs Olusanmokun, Souad Faress, Charlie Rawes, Benjamin Clémentine, Gloria Obianyo, Oliver Ryan, Stephen Collins, Duncan Pow, Richard Carter
  • Soggetto: Frank Herbert dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: Eric Roth, Denis Villeneuve, Jon Spaihts
  • Fotografia: Greig Fraser
  • Musica: Hans Zimmer
    Montaggio: Joe Walker
  • Scenografia: Patrice Vermette
  • Costumi: Bob Morgan, Jacqueline West
  • Produzione: Cale Boyter, Joseph M. Caracciolo Jr., Mary Parent e Denis Villeneuve con Amanda Confavreux e Robbie McAree per Legendary Pictures, Villeneuve Films e Warner Bros
  • Genere: Fantascienza
  • Origine: USA, 2021
  • Durata: 155′ minuti