“Seduto alla scrivania del suo ufficio, davanti ai tanti dispositivi aperti, Michele Amaro continuava a leggere dialoghi che non gli piacevano. Infinita spazzatura da analizzare, sistemare, strutturare”
Comincia così il nuovo libro di Amy Pollicino, sceneggiatrice ed editor nata a Messina ma romana d’adozione, Pshyco Killer, da poco pubblicato da Giulio Perrone Editore. E sta proprio nell’incipit forse la chiave del libro: analizzare, sistemare, strutturare. Sì, perché quando si inizia a leggere della donna che scompare, dell’omicidio, del produttore televisivo che non si fa scrupoli nel rubare idee altrui, di Roma e di Castel Sant’Angelo che fa da sfondo alle notti insonni di Michele Amaro, pensiamo di avere a portata di mano la soluzione di tutto. E invece il libro confonde subito le idee al lettore, che pensa di aver trovato subito la chiave per capire chi è il colpevole, e poi lo spiazza, al punto che non capisce più se ci sia davvero un colpevole, o se sia soltanto l’invenzione del suo cervello, come quel fantasma che ricorda tanto Francis Scott Fitzgerald e che, spesso con un bicchiere in mano, visita le notti del protagonista. Poi gli lancia di nuovo l’amo, lo porta nelle segrete stanze dell’hotel Quirinale, nelle feste che sembrano quelle di certi film di Paolo Sorrentino, e poi a Taormina e addirittura ad Hollywood, promette e sembra svelarsi… e invece nulla. Arrivare alla fine per sbrogliare la matassa che è nella mente di Michele Amaro, quanto nella nostra, è un imperativo categorico. E non è detto che poi, girata l’ultima pagina, si abbiano le idee più chiare…


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Dettagli

Amy Pollicino

Psycho Killer

pp. 282

Giulio Perrone Editore