Venerdì 30 luglio, alle ore 20:30, il sesto appuntamento de “Il San Carlo sotto le stelle” sarà al Galoppatoio del Real Sito Borbonico di Carditello – nei pressi di San Tammaro, a sud di Capua, nella provincia di Caserta – uno dei siti meno noti al grande pubblico seppur incantevole, tanto da venir denominato Real Delizia. Con l’espressione “Siti borbonici” si intende quei territori che, sotto il regno di Carlo e poi di Ferdinando IV, furono acquisiti direttamente dalla Corona in quanto adatti alle attività di svago e caccia.

Composto da una palazzina centrale sormontata da un loggiato e da un belvedere, affiancata da altri edifici di servizio, e da un ampio galoppatoio ellittico, delimitato da due fontane con obelischi e con un tempietto circolare nel mezzo, Carditello fu edificato nel 1787 nell’area individuata alla metà del Diciottesimo secolo da Carlo di Borbone e destinata all’allevamento, alla selezione di cavalli di razza reale e alla produzione agricola e casearia. Già impegnato nella sistemazione del Belvedere di San Leucio, ebbe l’incarico del progetto l’architetto romano Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli – a cui spettò la supervisione – in un territorio che superava i mille ettari appartenuto al Conte d’Acerra. Nel 1745 Re Carlo lo volle acquistare perché gli acquitrini della zona costituivano l’habitat ideale per alcune specie di volatili come fagiani e beccacce, inoltre non era raro incontrare cinghiali, volpi, lepri e perfino cervi.

Al centro dei terreni vi era poi una “masseria” chiamata “La Foresta”, un deposito di grano, fieno e prodotti agricoli. Come nel caso di San Leucio, da questa primitiva costruzione si volle ricavare un vero e proprio “casino reale” per accogliere la Corte durante i soggiorni per la caccia. Fu peró Ferdinando IV che volle portare a termine la costruzione e l’attivazione dell’azienda agricola in quando adattissima all’allevamento sia dei cavalli che dei bufali, dalle cui femmine si ricavava il latte necessario a produrre l’insuperabile mozzarella e, a partire dal 1784 si edificarono lo stallone, la scuderia, le abitazioni dei vaccari, la stalla delle bufale, la torre dove avveniva la manipolazione dei latticini e il granile.

Il massimo splendore di Carditello venne raggiunto negli anni immediatamente seguenti il completamento: il pittore di corte Jacob Philipp Hackert (Prenzlau 1737 – San Pietro di Carreggi 1807), già noto per la sua attività alla Reggia di Caserta e a San Leucio, ricevette l’incarico di occuparsi della direzione delle decorazioni e dell’arredo dell’appartamento reale. E’ a lui che si deve il progetto complessivo non solo delle pitture murali – seppur molto degradate sono presenti nell’appartamento nobile – ma anche la modernità e la raffinatezza degli arredi, acquistati anche a Parigi, dai mercanti Dominique Daguerre e Martin-Eloy Lignereux, oltre a quelli ordinati appositamente alle maestranze locali e francesi.
Tra gli artisti Fedele Fischetti progettò la volta dipinta nella Galleria centrale, raffigurante l’Apoteosi di Enrico IV; Carlo Brunelli eseguì i monocromi che decorano la Chiesa a pianta centrale e la tela (ora alla Reggia di Caserta) dedicata all’Ascensione di Cristo per l’altare, mentre Angelo Brunelli lavorò alle volte e ai bassorilievi in stucco nelle due monumentali scalinate.

Grazie alla ricca documentazione conservata nell’Archivio della Reggia di Caserta è stato possibile documentare quanto è rimasto nel Casino e quanto è passato altrove, come la ricca quadreria, soprattutto dipinti di natura morta ora a Caserta, gli arazzi, su disegno di Fischetti ora al Palazzo Reale di Napoli, i mobili e gli arredi, divisi tra Caserta e Capodimonte.
Purtroppo Carditello subì numerosi affronti, a partire dal 1799, quando la corte dovette spostarsi in Sicilia, portando con sé i beni mobili. La vita del Real Sito, nei decenni seguenti al rientro dei Borboni, dovette essere divisa tra le attività produttive, assai fiorenti e le battute venatorie di Ferdinando, che prediligeva per queste proprio Carditello. Dopo il breve regno di Francesco I, Ferdinando II dette forte impulso in particolar modo all’ammodernamento dell’economia rurale, attraverso colture sperimentali e l’introduzione di macchine agricole.

Nel 1860 la tenuta di Carditello venne occupata dai garibaldini e dopo l’Unità, passò ai Savoia. Dal 1920 la proprietà fu ceduta all’Opera Nazionale Combattenti, mentre i dipinti e gli arredi ancora presenti vennero trasportati nelle altre residenze reali. Da quel momento ne iniziò il declino, dovuto sia alla dispersione di parti consistenti dell’ampia platea di possedimenti, sia all’incuria nella conduzione del Casino reale e degli annessi, occupati durante il secondo conflitto mondiale dagli americani.

Dal 1948, con il passaggio di proprietà al Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, il Real Sito è interessato da un tentativo di ripristino che purtroppo si arresta a causa delle sopraggiunte difficoltà economiche dell’Ente. Negli anni, il complesso monumentale è passato attraverso vicende alterne e a partire dal 2004, con l’auspicato ‘vincolo’- dapprima limitato al solo edificio monumentale, ampliato poi all’area paesaggistica circostante – è iniziato un processo di rivalorizzazione, sia grazie alla passione dei movimenti civici, che all’impegno del Ministero dei Beni Culturali che lo ha acquistato nel 2013.

A partire da queste premesse è stata costituita, nel febbraio del 2016, dal MiBACT, dalla Regione Campania e dal Comune di San Tammaro, la Fondazione Real Sito di Carditello che si occupa di restituirlo a una completa fruizione pubblica e alla riproposizione delle attività produttive che ne avevano ispirato la nascita e la vita e, in particolare, dell’allevamento di cavalli di razza reale in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, il Cnr e altri enti e associazioni.

Tornando alla musica, l’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Maurizio Agostini, eseguirà:
- D. Cimarosa: Il maestro di cappella, ouverture
- W. A. Mozart: sinfonia n.29 k.201
- W. A. Mozart: Allegro da Serenata in Sol maggiore “Eine kleine Nachtmusik”, K
- A. Sacchini: sinfonia da Edipo a Colono
- G. Rossini: sinfonia da La cambiale di matrimonio
- G. Rossini: sinfonia da Il signor Bruschino
Titolo evento
Galoppatoio del Real Sito – via Carditello – San Tammaro
Data inizio:30 July, 2021
Dettagli
Didascalie immagini
Real Sito Borbonico Fondazione Real Sito di Carditello
Real Sito Borbonico di Carditello
courtesy
foto 1, 2, 3 vedute esterne
foto 4 veduta interna del piano nobile
foto 5 lo scatto di un affresco
foto 6 veduta Cappella Palatina
foto 7 affaccio sul parco da una finestra
foto 8 il Real Sito che vive di notte con eventi culturali
in copertina
panoramica del Real Sito Borbonico di Carditello