Due grandi esposizioni in contemporanea al MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, fino al 23 gennaio 2022: Sonia Leimer. Via San Gennaro e Vittorio Accornero – Edina Altara. Gruppo di famiglia con immagini.
La prima è una personale di Sonia Leimer (progetto vincitore della quarta edizione dell’Italian Council del 2018); l’altra è la prima retrospettiva interamente concepita in omaggio al lavoro e alle figure di Vittorio Accornero de Testa e Edina Altara.

Sonia Leimer, nata a Merano nel 1977 e residente da diversi anni a Vienna, racconta la sua investigazione di spazi metropolitani, metamorfosi sociali e trasformazioni urbanistiche. L’analisi delle grandi città, osservate nella loro dimensione di infrastruttura ad alta densità abitativa, è un elemento di continuità nelle sue ricerche artistiche.
Via San Gennaro è l’esito di una residenza intensiva di diversi mesi dell’artista a New York.
Nel corso del soggiorno Sonia Leimer ha condotto una ricerca sulle memorie italiane di Little Italy a Manhattan, quartiere newyorchese simbolo della storia della migrazione italiana negli Stati Uniti, in particolare dalle regioni meridionali e mediterranee, crocevia di destini individuali e collettivi tra il Novecento e il nuovo millennio.

Tra sculture, video e disegni, la mostra è un insieme di tracce, fenomeni e sedimenti urbani capaci di raccontare le trasformazioni di Little Italy assieme all’inesorabile sparizione delle memorie italiane. La mostra prende titolo dalla celebrazione della Festa di San Gennaro che, dal 1924, ha luogo a Little Italy ogni anno a settembre.
Una grande connessione tra il mondo atlantico e le sponde italiane del Mediterraneo.

Curata da Luca Scarlini e dedicata a Vittorio Accornero de Testa e Edina Altara questa retrospettiva vuole riportare l’attenzione sull’operato dei due artisti analizzando le vicende biografiche e creative che li hanno visti uniti a partire dalle loro prime opere individuali degli anni Venti, sino agli anni Ottanta del Novecento.

Vittorio Accornero e Edina Altara si conoscono a Casale Monferrato in Piemonte e intrecciano i loro destini professionali sulle pagine de Il giornalino della domenica, invenzione fiorentina di Vamba, autore de Il Giornalino di Gian Burrasca, dove passa il meglio della illustrazione e della letteratura italiana di quel tempo, con autori come Piero Calamandrei, Luigi Capuana e Grazia Deledda.
Accornero debutta su queste pagine nel 1919, Altara nel 1920, rendendo omaggio alla tradizione iconografica sarda con La leggenda del golfo degli Aranci.

Abili illustratori di libri per bambini e per adulti (tra i pionieri di questa attività in Italia), i due hanno operato con energia ed entusiasmo nell’epoca dell’Art Déco, estendendo la propria attività all’intero mondo delle arti applicate.
La mostra al MAN di Nuoro ci permette di ricostruire un ritratto approfondito dei due protagonisti e della loro poliedrica attività grazie ai prestiti della collezione di Federico Spano, fondatore dell’Archivio Accornero-Altara a Sassari, e di numerose collezioni pubbliche italiane: la Fondazione Tancredi di Barolo a Torino, le collezioni del Palazzo del Quirinale a Roma, l’Archivio del Teatro alla Scala a Milano e il Museo del Cinema di Torino.

In questa occasione e con il contributo importante di un gruppo di scenografi attivi con il Teatro di Sardegna – Loïc Hamelin, Sabrina Cuccu e Sergio Mancosu – il MAN si trasforma in un libro di fiabe, un caleidoscopio di immagini d’eleganza novecentesca: va in scena la fiaba di due artisti sospesi tra la Sardegna, l’Italia continentale e il mondo.

La mostra è un racconto della fiaba di Edina e Ninon ritmato in capitoli nelle sale della mostra, tra grafica – come nel caso delle immagini per il transatlantico Rex, e l’invenzione di oggetti tra design e architettura – gli specchi di Altara e le rivisitazioni architettoniche neo-rococò di Accornero in Piemonte.

Il curatore Luca Scarlini sottolinea: “Notevolissimo è il ruolo di Vittorio Accornero e Edina Altara nelle vicende dell’arte applicata dagli anni ’20 agli anni ’70. Edina Altara ha sviluppato una sua linea di ricerca assai precisa, che l’ha portata negli anni dall’illustrazione all’arredamento. Vittorio Accornero ha trasferito il mondo fiabesco delle sue illustrazioni nei capi di moda di Gucci, creando foulard destinati a larghissimo successo. La creatività in coppia è un percorso tanto ricco quanto poco analizzato nel Novecento artistico italiano”.