Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci proseguendo il focus sull’arte italiana con mostre dedicate ad artiste e artisti prominenti nel contesto internazionale e nazionale, ha realizzato “Lorenza Longhi. Villa Delizia” prima personale in un’istituzione italiana dell’artista nata a Lecco nel 1991. La sua opera esplora la costruzione del desiderio e la circolazione degli oggetti nella società contemporanea europea e statunitense. L’artista osserva il quotidiano e attraverso beni di consumo – arredi di design, tessuti, passamanerie – smaschera le modalità con cui gli oggetti vengono mostrati e consumati. Le sue opere spesso giocano con l’ornamento, il kitsch, il glam, e mettono in scena i codici del gusto collettivo, con l’obiettivo di evidenziare , appunto, le forme del desiderio, ma, al contempo, renderle ambigue, aprendo uno spazio di consapevolezza. Nella sua pratica, ricorre al fai-da-te: giustappone materiali trovati o utilizza una serigrafia senza matrice, applicando stencil e frammenti di recupero direttamente sulla superficie di stampa dando così una nuova vita ai materiali e includendo nel suo linguaggio errori, incidenti, variazioni impreviste. Il fallimento, così, diventa una presa di distanza dalla retorica dell’efficienza. 

Il curatore Michele Bertolino, nel catalogo edito da Mousse Publishing, tra l’altro, scrive: «Lorenza Longhi utilizza lo spazio per comporre piccole poesie mute, versi che si sostengono anche quando l’impianto strutturale è ridotto a un doppio nodo nascosto tra le pieghe degli architravi del soffitto. Scarti minimi: fili da pesca, nastro adesivo argento o trasparente, teli di plastica opaca, cavi a fune metallica con tiranti. Barbara Guest, poeta della New York School of Poets, dice che la poesia nasce nella tensione tra il desiderio di controllo e la brama di invisibile. La poesia, prima di trovare una forma e un vocabolario esatti – scrive Guest – cerca sulla pagina un’architettura di sostegno, un dispositivo circoscritto dal tempo: un periodo di esplorazione emotiva, di cedimento o rilassamento che consenta la sosta. Qui la poeta mastica le parole, le assapora. Qui il suo sguardo si acuisce, si fa più attento. Si concede un momento di controllo. Poi il supporto si fa evanescente, non scompare ma arretra, come se il componimento si disfacesse della meccanica. “Da chi o da quale agente viene deciso, da quale architettura invisibile la poesia si sviluppa?”. È un metodo compositivo che Longhi fa suo: entra nello spazio, nota alcune ricorrenze e le ribadisce con soluzioni semplici».

Allestita nell’Ala Nio con il sostegno di Cellerese, Villa Delizia, trasforma lo spazio espositivo, intervenendo su alcuni elementi architettonici: Longhi opera sulle finestre circolari del soffitto, traveste i divani storici del Centro Pecci e cita alcune soluzioni allestitive pensate da Formafantasma per la collezione permanente dell’istituzione. Passamanerie, sedute, cuscini, un portale e alcune vetrofanie costruiscono uno spazio avvolgente che modella l’architettura per accogliere le opere, portando in primo piano le strategie di allestimento e il loro ruolo nel condizionare e orientare lo sguardo del pubblico. 

Inoltre, in alcune ampie tele, tutte prodotte per l’occasione, sono stati selezionati e accostati tessuti provenienti da manifatture e aziende del territorio pratese, su cui Longhi è intervenuta con stampe serigrafiche e floccature. Altresì, sottraendo i materiali alla loro funzione originaria, ha composto opere di raffinatezza formale, capaci di rendere visibili le dinamiche economiche, simboliche e culturali che attraversano la produzione contemporanea. In questo modo, la ricontestualizzazione diventa uno strumento critico in grado di mettere in luce ciò che normalmente rimane invisibile. 

Dettagli

Didascalia immagini

Lorenza Longhi. Villa Delizia, Centro Pecci, Prato.
Vedute della mostra.
foto: Alessandro Saletta, DSL Studio
(courtesy Centro Pecci, Prato)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Viale della Repubblica, 277 - Prato
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Fino al: 10 Gennaio, 2027