Una grande mostra diffusa racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta, tra i più potenti strumenti di rappresentazione politica, economica, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente. In corso fino a domenica 27 settembre e curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale con Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici, Federica Rinaldi, “Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna” si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al ViVe – Vittoriano e Palazzo Venezia. Tre sezioni che possono essere visitate sia in modo autonomo, sia secondo un percorso unitario (un biglietto integrato, valido per tutta la durata della mostra, consentirà al pubblico di accedere ai tre siti) che utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura della capitale, mettendole in dialogo con opere d’arte antica, dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale. I tre musei statali hanno collaborato, per la prima volta, alla realizzazione di una mostra comune.


I Curatori, nei tre cataloghi – Silvana Editoriale – che accompagnano l’evento, ne spiegano le ragioni. «Nasce da una convinzione: ogni manufatto umano complesso è capace di raccontare il mondo che lo ha prodotto. Quando viene interrogato attraverso prospettive differenti e complementari – storiche, economiche, sociali e artistiche – quando viene cioè interpretato in termini interdisciplinari, un oggetto cessa di essere una semplice testimonianza materiale e diventa una chiave di accesso a una realtà molto più ampia: può parlare delle persone che lo hanno ideato, di quelle che lo hanno usato o semplicemente visto e toccato, delle istituzioni che ne hanno regolato la produzione, dei valori, delle credenze e delle aspirazioni di una società. Come in una sorta di macchina del tempo, esso può restituire la propria epoca nella sua complessità. In questa mostra, tra i vari tipi possibili di manufatti, si è optato in favore della moneta. Pochi oggetti concentrano una simile pluralità di significati e di funzioni».
Misurare il valore dei beni e regolare gli scambi, la moneta è al tempo stesso figlia ed espressione di un’autorità politica, religiosa o economica, che rende esplicita se stessa attraverso testi, numeri o immagini campiti su una o su entrambe le facce, e in rari casi, anche sul bordo. In questo modo ogni moneta reca impressi e rende visibili rapporti di potere, gerarchie, appartenenze, credenze religiose, aspirazioni collettive e forme dell’autorappresentazione. A differenza di molti altri manufatti, è concepita per circolare: passa di mano in mano, attraversa territori, supera confini politici e culturali, raggiunge individui appartenenti ai più diversi contesti sociali. Proprio questa straordinaria capacità di diffusione ne ha fatto, per oltre due millenni, uno dei più efficaci strumenti di comunicazione elaborati dalle società umane.


Ancora i Curatori: «Le immagini e le iscrizioni impresse sul metallo, oltre a registrare una realtà, contribuiscono a costruirla, legittimando poteri, consolidando identità, trasmettendo valori e modelli culturali. La moneta si colloca perciò al crocevia di molteplici dimensioni dell’esperienza umana: economia e politica, arte, religione e comunicazione visiva. Ogni emissione monetaria registra una particolare configurazione di questi elementi e la restituisce in forma sintetica, condensata, immediatamente riconoscibile. Interrogare una moneta significa interrogare un mondo. Questo tipo di approccio sembra particolarmente valido per raccontare la storia di città di lunga durata e contraddistinte da una significativa continuità nella monetazione, come Firenze, Parigi, Londra o Bisanzio/Istanbul, solo per citarne alcune fra le molte possibili. In questa sede la scelta è caduta su Roma, pagando tributo sia alla straordinaria ricchezza e stratificazione del suo patrimonio storico-culturale, sia alla sua lunga, anzi lunghissima relazione con la produzione monetaria. Dai primi esemplari realizzati in età repubblicana fino all’euro, la moneta accompagna infatti l’intera vicenda della città, attraverso mutamenti politici, istituzionali e religiosi di rara profondità. Nel corso di oltre ventitré secoli Roma è stata capitale di una monarchia, di una repubblica, di un impero, dello Stato della Chiesa, del Regno d’Italia e della Repubblica italiana; oggi è la capitale di uno Stato pienamente inserito nel progetto europeo».


A ognuna di queste stagioni storiche corrispondono immagini, simboli e messaggi differenti affidati alle monete, che ne conservano ancora la memoria inoltre, se osservata nel suo sviluppo di lungo periodo, la monetazione restituisce una prospettiva privilegiata sulle trasformazioni di Roma e sul modo in cui essa ha progressivamente definito e ridefinito la propria identità. Attraverso questi oggetti di metallo, ricostruisce alcuni momenti fondamentali della sua storia e il visitatore può entrare in contatto con coloro che l’hanno abitata e governata, con le idee che ne hanno orientato lo sviluppo e con le forme artistiche e culturali attraverso cui ha rappresentato se stessa nel corso del tempo.


Il progetto è stato sviluppato da specialisti appartenenti a differenti ambiti disciplinari: storici, archeologi, numismatici, storici dell’arte e studiosi della cultura materiale, tutti hanno contribuito a definire e plasmare il percorso, nella convinzione che soltanto l’incontro tra saperi diversi possa restituire la complessità dei fenomeni. Anche grazie ai numerosi prestatori pubblici e privati, le centosessanta opere si articolano complessivamente in venticinque capitoli dedicati ad altrettanti momenti significativi della storia della città. Pur nella diversità dei contesti affrontati, ciascun capitolo è costruito secondo il medesimo principio.


Il racconto prende avvio da una singola moneta quale macchina del tempo, tempo restituito attraverso opere d’arte, testimonianze di cultura materiale, testi di approfondimento e strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e all’approfondimento. Le opere esposte concorrono a costruire il significato del racconto, ampliando la prospettiva suggerita dalla moneta e restituendo la complessità del contesto storico e culturale cui essa appartiene.


Il visitatore è accompagnato in un percorso che procede dal particolare al generale, dal minuscolo oggetto al mondo che esso è in grado di evocare. La moneta costituisce il punto di partenza e il suo orizzonte è sempre una realtà più vasta e la mostra è stata concepita come un percorso capace di offrire molteplici livelli di lettura e di approfondimento. Lo specialista vi troverà materiali, confronti e interpretazioni; il visitatore non esperto potrà invece lasciarsi guidare dalla forza narrativa delle opere. In entrambi i casi, un incontro diretto con la storia della città e con il patrimonio prodotto nel corso dei secoli.