«Uno stato d’animo creativo è originato dal riposo,
dalla freschezza, dal lavoro quotidiano,
dalle passeggiate, dall’aria pura,
da poche persone, da buoni libri, da pace, pace…»
(Thomas Mann)

Thomas Mann (Lubecca, 1875 – Zurigo, 1955) ha legato la sua fama a celebri romanzi quali I Buddenbrook, La morte a Venezia, La montagna incantata, Giuseppe e i suoi fratelli, Doktor Faustus. Anche l’attività di saggista e le sue prese di posizione su questioni sociali, politiche e culturali destarono grande interesse nel pubblico internazionale. Poi, nel 1933, con l’avvento del nazismo, di cui si dimostrò fermo oppositore, si trasferì in Svizzera e nel 1938 negli Stati Uniti.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale decise di non tornare in Germania, preferendo di nuovo la Svizzera, dove rimase fino alla morte.
La Casa editrice Leo S. Olschki ha pubblicato un libretto che rivela uno sconosciuto Thomas Mann svelando i suoi vezzi, tic e riti. Raccogliendo alcuni materiali inediti sul lavoro dello scrittore, entra di soppiatto nel suo studio, dove si rivela nella sua intimità creativa: l’ispirazione alla scrittura – affermava – è soggetta all’ambiente, alle ore di sonno, alla dieta, al caffè, alle sigarette fumate in corso d’opera, come se la carta richiedesse il fumo, in una combinazione quasi alchemica che rimanda inconsapevolmente alla creazione e anche alla distruzione. Un misterioso cortocircuito dalla cui scintilla può nascere il capolavoro.

Dettagli

Thomas Mann
Nell’Officina dello Scrittore
traduzione e cura di Lucio Coco
pagine xiv-34
Casa editrice Leo S. Olschki
Isbn 978 88 222 9529 3