Il calendario concertistico dell’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino prosegue oggi alle ore 18 con il soprano lituano Asmik Grigorian e il pianista Lukas Geniušas proponendo un percorso dedicato alla grande tradizione della lirica da camera russa, attraverso una selezione di romanze di Pëtr Il’ič Čajkovskij e Sergej Rachmaninov. Di ritorno a Firenze dopo il grande successo del concerto sinfonico tenuto nell’ottobre del 2021 insieme al maestro Zubin Mehta, Asmik Grigorian è stata definita dal New York Times “uno dei talenti drammatici più travolgenti della scena operistica”. Lukas Geniušas, uno degli interpreti più talentuosi della sua generazione e apprezzato per la sua “brillantezza e maturità” (The Guardian).

Dedicata a Čajkovskij la prima parte della serata con alcune romanze e, accanto alle pagine vocali trovano spazio due lavori pianistici del compositore: l’Humoresque op. 10 n. 2 e lo Scherzohumoristique op. 19 n. 2. La seconda parte è invece dedicata alle musiche di Rachmaninov e, oltre le romanze, completano il programma due pagine pianistiche: il Preludio in sol diesis minore op. 32 n. 12 e il Preludio in re bemolle maggiore op. 32 n. 13.

Nata per uso domestico e destinata ad allietare le serate dei salotti aristocratici, la romanza vocale da camera assunse nel Diciannovesimo secolo un ruolo di primo piano in molti Paesi. Il salotto era infatti uno dei luoghi preferiti da musicisti, compositori e artisti di ogni genere che lì si incontravano per fare e ascoltare musica oltre che per conversare di arte, poesia e filosofia. Nel panorama del tempo il contributo della Russia alla musica vocale da camera risulta assai interessante. Non avendo una tradizione propria in quel genere, i compositori russi si ispirarono ai modelli occidentali sviluppando poi una scuola nazionale capace di realizzare pagine di indubbio fascino. Dopo la fondamentale esperienza nella lirica vocale da camera di Musorgskij e degli altri compositori del Gruppo dei Cinque, anche Čajkovskij si cimentò nel genere componendo lungo il corso della sua carriera oltre cento romanze su testi tratti dalla grande poesia russa, ma anche dai poeti tedeschi come Heine e Goethe.

Il ciclo delle 6 Romanze op. 6 risale al 1870 e a esso appartengono Una lacrima trema (n. 4) su testo di Tolstoj e Solo chi conosce la nostalgia (n. 6) su testo di Goethe, brani che mettono in luce la ben nota vena sentimentale del compositore. La terza delle 6 Romanze op. 38, composte nel 1878, Nel turbinio della danza descrive invece a ritmo di una malinconico valzer l’innamoramento per una persona incontrata a una festa da ballo. Al 1881 risale la raccolta op. 47 in cui è contenuta Vi benedico, o foreste (n. 5), una sorta di inno panteistico ispirato all’incanto provato dinanzi alla natura. Ancora a Goethe si rivolge Čajkovskij nella terza romanza dell’op. 57 (1884), Non chiedere, pagina disperata e struggente che narra di un segreto da custodire gelosamente. L’ultimo ciclo di liriche, le 6 Romanze op. 73, fu realizzato nel 1893 su testi del giovane poeta dilettante Daniil Rathaus. La romanza conclusiva Di nuovo, come prima, sono solo si distingue per le tinte tristi e rassegnate sottolineate da un ostinato ritmico del pianoforte. 

Alla fine del Ventesimo secolo anche Sergej Rachmaninov produsse una serie di romanze da camera, un’ottantina circa, a cui di dedicò assiduamente solo nel primo ventennio della sua attività compositiva. Le Romanze dell’op. 4 sono la prima raccolta del compositore realizzata nel 1890; nella terza lirica – Nel silenzio della notte misteriosa – la voce è accompagnata da una melodia cullante e appassionata del pianoforte che accentua il racconto dell’incanto amoroso notturno, mentre la quarta – Non cantare per me, bellezza mia – ha un carattere estremamente struggente in cui voce e strumento si uniscono in un slancio emotivo condiviso. Entrambe su testo di Heine, le romanze Bimba, sei come un fiore e Sogno fanno parte della raccolta pubblicata come op. 8 nel 1893, mentre Ti aspetto e Acque di Primavera appartengono alle raccolta op. 14 pubblicata tre anni dopo. Se la prima è una pagina piena di passione che si chiude con un assolo dello strumento, l’undicesima romanza della raccolta è un canto che descrive con impeto gioioso l’arrivo della primavera. All’inizio del Novecento si collocano invece le romanze dell’op. 21 Crepuscolo (n. 3) e Com’è bello qui! (n. 7) che restituiscono l’immagine della natura come rifugio, unico luogo possibile in cui l’anima ferita può trovare pace. La raccolta delle 14 Romanze op. 34 (1912) appartiene invece al periodo in cui Rachmaninov era all’apice della sua carriera di compositore, pianista virtuoso e direttore d’orchestra. L’op. 34 rappresenta non solo uno dei vertici della produzione vocale del musicista, ma anche l’ultimo capitolo di un legame viscerale con la lingua e la poesia della sua terra natale. Cinque anni più tardi, l’esilio definitivo dalla Russia avrebbe reciso quel legame per sempre e Rachmaninov non avrebbe mai più composto una sola romanza. Dissonanza, la penultima della raccolta, è un vero e proprio sfogo dell’anima in cui l’instabilità tonale traduce musicalmente il tormento interiore causato dalla fine di un amore.

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(courtesy Ufficio stampa Teatro del Maggio Musicale Fiorentino)

  • locandina del concerto di questa sera

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San Pietroburgo, cimitero Tikhvin, la tomba di Ciaikovsky
foto © Andrea Mancaniello

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - Piazza Vittorio Gui, 1 - Firenze - ore 18.00
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Data: 06 Giugno, 2026