“Sono innamorata di Venezia da cinquant’anni.
Se non vivessi qui, vivrei nella campagna inglese”
(Peggy Guggenheim)

A Venezia, alla Collezione Peggy Guggenheim prosegue, fino a lunedì 19 ottobre, la prima e più ampia mostra realizzata in ambito museale dedicata all’esperienza londinese di Peggy e alla sua prima galleria, Guggenheim Jeune, attiva al 30 di Cork Street tra il 1938 e il 1939. Curata da Gražina Subelytė e da Simon Grant ne ricostruisce un capitolo cruciale di vita destinato a segnare il futuro ruolo di collezionista e mecenate dell’arte nel Ventesimo secolo. La galleria svolse un ruolo fondamentale nel plasmare la scena artistica britannica del periodo tra le due guerre, aumentando la visibilità e l’accettazione dell’arte contemporanea in un momento in cui le istituzioni londinesi rimanevano conservatrici. Insieme a gallerie come la Redfern Gallery, la Mayor Gallery e la London Gallery, Guggenheim Jeune sfidò le norme consolidate e offrì una piattaforma essenziale per l’arte d’avanguardia.

Inoltre, il periodo fu decisivo nella definizione dell’identità di Guggenheim come mecenate delle arti, decisa nel voler fondare un museo di arte moderna a Londra, una visione questa che sarebbe stata realizzata a Venezia. Nell’arco di diciotto mesi Guggenheim Jeune divenne uno dei principali punti di riferimento per le avanguardie artistiche dell’epoca, distinguendosi nella promozione di artisti locali e internazionali, molti dei quali legati alle tendenze artistiche del Surrealismo e dell’astrazione, e per una programmazione audace e sperimentale. In un arco di tempo sorprendentemente breve, dal gennaio del 1938 al giugno del 1939, furono organizzate oltre venti mostre e vennero firmati numerosi primati curatoriali, tra cui la prima personale nel Regno Unito di Vasilij Kandinsky, una mostra monografica dedicata a Jean Cocteau, la prima esposizione nel Regno Unito interamente dedicata al collage, una mostra di scultura contemporanea che suscitò ampio scandalo e una mostra di opere realizzate da bambini, tra cui figura il dipinto di un giovanissimo Lucian Freud (debutto espositivo del celebre artista nipote di Sigmund).

“Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista” riunisce un centinaio di opere chiave, provenienti da importanti istituzioni internazionali e collezioni private, esposte in occasione di quelle pionieristiche mostre, oltre a lavori simili appartenenti allo stesso periodo, e a opere di artisti che Guggenheim avrebbe successivamente collezionato. Tra questi figurano, tra gli altri, Eileen Agar, Jean (Hans) Arp, Barbara Hepworth, Vasilij Kandinsky, Rita Kernn-Larsen, Piet Mondrian, Henry Moore, Cedric Morris, Sophie Taeuber-Arp e Yves Tanguy. Il percorso espositivo include dipinti, sculture, opere su carta, fotografie, pupazzi e materiali d’archivio, restituendo la straordinaria varietà dei linguaggi presentati nella galleria.

Documentando un’epoca di intensa sperimentazione artistica e fermento culturale, segnata da profonde tensioni sociali e politiche alle soglie della Seconda guerra mondiale, centrale è anche la dimensione relazionale dell’esperienza londinese di Guggenheim mettendo in luce il ruolo determinante delle sue amicizie e collaborazioni con figure chiave del modernismo, tra cui Arp, Samuel Beckett, Marcel Duchamp, Roland Penrose, Herbert Read, e Mary Reynolds, nonché l’importanza della rete di galleristi e intellettuali attivi nella Londra di quegli anni.

Un percorso espositivo da scoprire capace di sorprendere, accompagnato da un ricco catalogo illustrato, edito da Collezione Peggy Guggenheim e distribuito da Marsilio Arte che include nuovi saggi critici di numerosi studiosi e storici dell’arte.