In mostra presso il Museo Civico di Castelbuono un progetto inedito degli artisti statunitensi John Sanborn e Ionee Waterhouse, a cura di Laura Barreca e con il sostegno del PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Negli spazi del Castello dei Ventimiglia, sede del Museo e della sua collezione permanente, si snoda una coinvolgente installazione multimediale in cui la dimensione onirica e quella materiale si compenetrano in immagini digitali che sovrappongono figure zoomorfe e fitomorfe immaginarie sui volti di alcuni abitanti di Castelbuono; le creature scansionate sono proprio quelle degli stucchi della Cappella Palatina di Sant’Anna dello stesso castello. Ricordiamo infatti che la dimora secolare dei Ventimiglia, tra le più potenti famiglie della Sicilia medievale e rinascimentale, è strettamente legata al culto per la patrona Sant’Anna, la cui reliquia è serbata al suo interno da più di cinquecento anni. Le immagini risultanti, rigenerate con l’intelligenza artificiale, sono proiettate sull’architettura dello spazio museale e su una grande scultura bifronte, posta come “guardiano” di un mondo-soglia tra lo spirituale e il terreno, così come la Sfinge egiziana con le sue piramidi.
L’intera installazione è accompagnata da una composizione musicale quadrifonica che contribuisce a rendere l’ambiente ancora più avvolgente dal punto di vista sensoriale; l’autrice è la sound designer Andrea Ludovic.

John Sanborn e Ionee Waterhouse sono artisti di rilievo nella videoarte internazionale e nella sperimentazione digitale. Il primo è infatti un pioniere delle arti elettroniche, mentre la seconda è nota soprattutto per il ricorso al videomapping e alle nuove forme di animazione generativa, la quale appunto entra in connubio con gli stucchi barocchi su fondo oro della Cappella; questi, realizzati dai maestri decoratori Giacomo e Giuseppe Serpotta, simbolo identitario della comunità castelbuonese, si amalgamano ancora di più con i suoi abitanti grazie al ponte della tecnologia elettronica e immersiva.
Il mirabile patrimonio culturale del barocco siciliano viene così riletto in chiave contemporanea e l’artista si fa scienziato e filosofo; scienziato per lo studio e l’applicazione accurata della tecnologia al servizio dei beni culturali, filosofo perché la sua arte si pone una missione, si fa portatrice di contenuti e risvolti storico-artistici collegati al territorio e all’identità.

“In Heaven + Earth – affermano infatti gli artisti Sanborn e Waterhouse – investighiamo il territorio mistico tra il tangibile e il non visto, il materiale e il trascendente. La nostra opera comincia con il riconoscimento del fatto che l’esistenza umana non è lineare, bensì ciclica: ci pieghiamo in noi stessi, ci rompiamo, dissolviamo e riemergiamo sotto nuove forme. Il tutto mentre cerchiamo soluzioni a domande a cui non si può dare risposta. Utilizzando la reinterpretazione digitale degli stucchi barocchi e dei volti di persone vere, Heaven + Earth fonde insieme il divino e l’ordinario, rivelando ciò che essi condividono: la fragilità, lo stupore, la contraddizione e l’aspirazione alla continuità. Il dialogo tra intelligenza artificiale, il patrimonio storico e la presenza umana diviene uno spazio in cui i cicli di rinascita, memoria e trascendenza possono essere sperimentati piuttosto che descritti”.
Il progetto castelbuonese contribuisce a immettere la Sicilia e anche le sue comunità più ristrette nei circuiti artistici internazionali e soprattutto a dimostrare come le arti elettroniche e tecnologiche riescano a comunicare con l’arte istituzionale, antica e carica di storia, sino anche a valorizzarla e caricarla di maggiori valori identitari se utilizzate con maestria e rispetto. Ciò è in perfetta consonanza con il percorso di ricerca di un Museo Civico che già da anni si occupa di progetti site specific e della reinterpreazione dei beni culturali attraverso i linguaggi contemporanei.
Heaven+Earth entrerà in dialogo anche con Ypsigrock Festival di Castelbuono, riconosciuto tra i più importanti appuntamenti europei della cultura musicale contemporanea, dal 6 al 9 agosto 2026, con una gigantesca proiezione sulla superficie del Castello dei Ventimiglia.