Giovedì prossimo, nella Sala ex Leopoldine di Firenze, la Compagnia Teatrale “Attori & Convenuti” insieme alla nostra Associazione presenteranno, con il patrocinio e la condivisione dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, la pièce tratta dal libro Dodici qualità per sopravvivere in Tribunale (e non è nemmeno certo) del magistrato romano Giacomo Ebner. Conosciuto non soltanto per le capacità professionali, Giacomo Ebner è persona di rara sensibilità, molto amato dall’avvocatura, che ha saputo comporre un testo brillante in cui, con toni umoristici, quattro personaggi descrivono e disegnano caratteri e situazioni che, ogni giorno, si riscontrano in tutti i Palazzi di Giustizia.

Un vademecum divertente per districarsi in Tribunale (quasi fosse una foresta irta di pericoli), per riconoscere gli “esemplari” che l’abitano, per apprendere le regole e i “trucchi” utili per uscirne “sani e salvi”. Dodici sono le qualità che si devono possedere – e se non le si hanno innate è indispensabile acquisirle in fretta – per sopravvivere in quel coacervo di varia umanità: la Credibilità, il Rispetto, la Passione, il Buonsenso, la Gratitudine, la Comprensione, il Discernimento, l’Empatia, la Dialettica, l’Intuito e l’Autoironia. Ognuna di queste “qualità” sono descritte con umorismo, ironia e occhio scanzonato.
Uno spettacolo senza dubbio divertente, che, tuttavia, mette in luce le tragiche realtà in cui, ogni giorno, sia pure da prospettive diverse, sono costretti a vivere – o, meglio, a sopravvivere – tutti gli operatori del mondo della giustizia, per primi, gli avvocati. Umoristico, dunque, ma senza scadere nel farsesco è il clima dell’opera che, con garbata leggerezza, richiama l’attenzione su situazioni che, ogni giorno, si verificano e si ripetono in ogni Tribunale della nostra penisola. Da citare è il famoso “Piccolo elogio della professione di avvocato scritto da un giudice animato da un profondo senso di gratitudine per chi lo ha sopportato per anni”.
“Caro Avvocato, ogni giorno ci vediamo e condividiamo una parte del lavoro assieme.
Sì, ma tu facendo la fila fuori dalla mia porta, io alla mia scrivania;
tu entrando col sorriso anche se hai i tuoi cavoli, io dipende dall’umore;
tu in piedi, io seduto;
tu in giacca e cravatta anche a luglio, io in jeans;
tu paziente dei miei orari, io non sempre dei tuoi;
tu che hai il cliente sul collo, io che ho tutto apparecchiato;
tu che torni più volte per vedere se ho deciso ed io che mi sento in colpa di non averlo ancora fatto;
tu che hai venti anni più di me e mi saluti con rispetto;
tu che mi racconti storie di altri e dagli occhi capisco che mille ne avresti da dirne di tue.
Ti rispetto, ti ammiro, ti sono grato”.
Dalla lettura di questo testo – inserito anche nella pièce teatrale – è agevole comprendere perché di Giacomo Ebner gli avvocati abbiano stima e ammirazione. Il testo è corredato di richiami musicali che alludono alle parole e alle situazioni descritte.
Quattro sono gli interpreti che danno vita a questa vera e propria “sarabanda forense”: Patrizia De Luca, Grazia Doni, Francesco Pappalardo e Beatrice Irene Tonelli.
Gli intermezzi musicali sono stati composti e saranno eseguiti con la fisarmonica da Franco Bonsignori.
L’immagine della locandina è stata creata da Lapo Gramigni, avvocato del Foro di Firenze, ma oramai anche noto disegnatore.
L’adattamento teatrale e la regia sono di Gaetano Pacchi.