
Hunters, in libreria dal 20 marzo per 24 Ore Cultura, con oltre cento fotografie attraverso sette Paesi africani (Botswana, Kenya, Tanzania, Zambia, Zimbabwe, Namibia e Sudafrica) è il viaggio di una giovane fotografa nel cuore selvaggio della natura.
Nadezhda Kireyeva pone sotto gli occhi di tutti quell’Africa accecante con ombre protettive che non chiede di essere guardata, ma compresa.
Il grande pregio di Kireyeva è non cercare l’esotismo, ma osserva, indaga, scompone e ricompone i gesti ancestrali della natura, mostrando come quei codici primordiali ci appartengano ancora profondamente, così ogni immagine è come una sorta di metafora del comportamento umano carico di conflitti, contraddizioni, zone d’ombra. Un atto di “catarsi visiva” che accompagna il lettore in un processo di riconoscimento, e accettazione, del proprio lato più istintivo.
Un percorso che, senza filtri, esplora la crudezza della sopravvivenza animale, i contrasti della natura e il fragile equilibrio che lega vita, morte, luce e oscurità. Tra paesaggi sconfinati, ritratti magnetici degli abitanti della savana e scene di caccia dalla forza dirompente, Kireyeva offre uno sguardo che unisce contemplazione estetica e realismo intenso, trasformando ogni fotografia in una riflessione sulla condizione umana e sul nostro rapporto con l’istinto, la violenza, la compassione e la meraviglia. Leoni, ghepardi, iene, pantere, ippopotami, ma anche zebre, gazzelle, giraffe e cani selvatici compongono un alfabeto visivo dell’imprevedibilità, un racconto in cui ogni specie diventa simbolo di una tensione universale tra forza e vulnerabilità.
Un volume che è insieme diario di viaggio, manifesto etico e libro fotografico concepito come oggetto prezioso, dalla costruzione editoriale complessa: cartonato con incollatura a vista e legatura esposta, arricchito da elementi speciali come sestini con anta a finestra, fogli Gsk e quartini di apertura per unire ricerca visiva e sperimentazione grafica, trasformando l’esperienza di lettura in un percorso materico e immersivo. In questo doppio sguardo, insieme artistico e scientifico, la narrazione che attraversa deserto, foreste, altopiani e coste selvagge. Dall’alba nel Delta dell’Okavango al silenzio di Laikipia, dalla maestosa danza degli gnu nel Serengeti alle terre bruciate dello Zambia, fino ai deserti della Namibia e ai contrasti del Sudafrica, Hunters è un percorso immersivo nella geografia emozionale del continente.
Chi si è contagiato con il “mal d’Africa”, trova conferma che non esiste antidoto o medicina.