Tutte le nazioni incivilite posseggono trattati de
re culinaria: se in Italia si dovesse scrivere un libro
non barbaro sopra quest’alto argomento, man
cherebbero le parole ad esprimere con debita de
licatezza e con sapore veramente italiano i secreti
della grand’arte a cui deve il mondo tante buone e
cattive digestioni
[…]. Considerata l’arte culinaria
in questo aspetto diventa una scienza nuova
[…].
Prepariamole intanto il linguaggio, che manca.

(Niccolò Tommaseo, 1830)

“Quella del pane e della pasta è una storia antica, che si intreccia fin dall’inizio con quella dell’uomo. I due cibi hanno un’importanza che va oltre il semplice nutrimento. In ogni impasto, anche il più semplice, si amalgamano farina e acqua, ma anche tradizioni, riti e storie.“
Così, Valentina Iosco, (assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze nell’ambito del progetto Vocabolario Dantesco, che collabora con il progetto AtLiTeG e con il Lessico Etimologico Italiano) inizia l’introduzione di I nomi del pane e della pasta recentemente pubblicato con Casa Editrice Leo S. Olschki, settimo volume di quella straordinaria collana Iter gastronomicum che si pone come una sorta di viaggio, dall’età medievale all’età contemporanea, nei testi, nella cultura e nella storia della gastronomia in Italia, adoperando la “lingua del cibo” come strumento specialistico e settoriale.
Di tanti pani e paste realizzati nel corso del tempo non sono rimaste tracce materiali, se non le parole scritte. Quindi, con l’obiettivo di ricostruire la storia dal Medioevo agli anni Trenta del Novecento dei loro nomi diffusi nel nostro Paese, il saggio di Iosco indaga e descrive i percorsi di termini dalla tradizione antica – come focaccia, panforte, pizza, vermicelli – a quella più recente – come grissino, fusilli, panettone, penne – spesso retrodatati di decenni, ma anche di secoli.
Non solo un sorprendente glossario di oltre centosessanta voci (studiate da un punto di vista lessicologico e lessicografico, diacronico e diatopico) che permettono di osservare come questo settore del lessico si sia trasformato e arricchito nel tempo e che raccontano, tra stabilità e mutamento, un patrimonio di parole e cose profondamente identitario per la sua cultura gastronomica, ma anche una raccolta di storie che, se lette nel loro insieme, offrono la possibilità di posizionare un altro tassello nel mosaico del nostro passato.

Dettagli

Valentina Iosco
I nomi del pane e della pasta
in Italia dal Medioevo agli anni Trenta del Novecento
Origine, storia e classificazione
Pagine 384
Casa Editrice Leo S. Olschki
Collana Iter gastronomicum, 7
Isbn 9788822295132

Volume è stato stampato con il contributo dell’Università per Stranieri di Siena – Dottorati di Ateneo.
e si inserisce nella ricerca del PRIN 2017 AtLiTeG (Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità)