La prima edizione del festival Zürich Barock, dieci giorni che la città di Zurigo dedica alla musica barocca, vede in cartellone l’opera Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel.
La prima rappresentazione avvenne nel 1724 a Londra al King’s Theatre, il libretto in italiano di Nicola Francesco Haym trae l’ispirazione da un omonimo scritto da Giacomo Francesco Bussani per il compositore Antonio Sartorio.

Dopo un periodo di oblio questa opera torna in cartellone agli inizi del Ventesimo secolo per poi diventare una delle creazioni di Händel più rappresentate a livello mondiale.
Si tratta di un capolavoro creato sul modello melodrammatico di Metastasio, ammirato per la magnifica scrittura vocale, l’effetto tragico e l’imponente orchestrazione.
La ricchezza di recitativi intervallati dalle numerose arie si succedono in totale equilibrio nell’intreccio dei numerosi argomenti di cui è ricca la vicenda: amore, politica, gelosia, eroismo e non per ultimo l’inseguimento della notorietà.

Giulio Cesare giunge in Egitto all’inseguimento di Pompeo che viene ucciso da Tolomeo, faraone in competizione con la sorella Cleopatra che grazie alla sua bellezza seduce Cesare, si allea con lui e sconfigge suo fratello Tolomeo.
Un cast di grande importanza è presente in questa produzione: Giulio Cesare è Carlo Vistoli, controtenore, ha dato prova di uno straordinario talento, agilità nella bellissima voce sorretta da una tecnica perfetta, ottimo attore e padronanza della scena, eccezionale nella famosissima aria Va tacito e nascosto.
Cleopatra, Cecilia Bartoli, mezzosoprano, non servono molte presentazioni per un’artista espertissima del repertorio barocco e con una carriera straordinaria, anche qui ha dato prova di tutta la sua bravura soprattutto nella struggente aria Piangerò la sorte mia.

Tolomeo è il controtenore, Max Emanuel Cencic, altra star del barocco che merita tutto il successo che riscuote, voce magnifica e una sicurezza sulla scena dettata da una carriera strepitosa ha, ancora una volta, dimostrato tutta la sua capacità nell’aria L’empio, sleale, indegno.
Cornelia, Anne Sofie Von Otter, mezzosoprano, anche in questo caso non servono presentazioni per un’artista che ha alle spalle una lunga carriera di successi e, in questa produzione, dimostra la bravura interpretando una donna distrutta dal dolore della perdita del consorte e una madre amorevole, veramente toccante il duetto con Sesto, Son nata a lagrimar che ha ottenuto svariati minuti di applausi.
Sesto, Kangmin Justin Kim, controtenore, bravissimo, un giovane dotato di un’ottima voce e una grande recitazione, ha infatti reso benissimo i vari stati d’animo di odio, rancore, vendetta, oltre allo struggente duetto con Cornelia, molto convincente nell’aria La giustizia ha già sull’arco.
Achilla, Renato Dolcini, baritono, ottimo interprete, bella voce, molto determinato nell’aria Dal fulgor di questa spada.

Nireno è Karima El Demerdasch, mezzosoprano, ruolo en travesti, grande presenza scenica voce molto incisiva.
Curio, Evan Gray, basso baritono, è stato molto corretto.
Hanno poi arricchito il cast i ballerini Sina Friedli e Valentina Rodenghi nella parte delle serve di Cleopatra e Francesco Guglielmino nella parte del servo di Tolomeo.
Il regista Davide Livermore ha creato un ambiente moderno molto bello da vedere, una nave dove si volge tutta la storia che nulla ha tolto alla trama dell’opera, una regia in cui i bellissimi costumi di Mariana Fracasso e le straordinarie luci di Antonio Castro hanno aumentato il piacere visivo, ampliato anche dai video di D-wok. La drammaturgia è stata di Lea Vaterlaus. La direzione, affidata a un fuoriclasse del barocco, il maestro Gianluca Capuano, ha diretto con estrema eleganza l’Orchestra La Scintilla che, come sempre, ha eseguito con impeccabile professionalità.

Anche il Coro preparato da Alice Lapasin Zorzit è stato ottimo.
Un tripudio di applausi e urla di consenso hanno inondato il teatro a fine opera, un’accoglienza straordinaria per tutti gli artisti, tanto che hanno di nuovo intonato la parte finale alimentando le ovazioni che non terminavano più.
Una serata memorabile quella del 28 marzo, un teatro tutto esaurito per una meritatissima produzione che si spera non si fermi qui.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Giulio Cesare
  2. Cesare, Cleopatra e Curio
  3. Cornelia, Cesare e Sesto
  4. Cornelia, Tolomeo e Achilla
  5. tutto il cast

foto © Monika Rittershaus

courtesy Loredana Wohlfahrt Presseassistentin Opernhaus Zürich