Dopo aver raccontato il dopoguerra seguito alla Seconda Guerra Mondiale con Living, adattamento – firmato Kazuo Ishiguro – che traslava nel Regno Unito il capolavoro Ikiru [Vivere] di Akira Kurosawa, il cineasta sudafricano Oliver Hermanus ci conduce alla fine di un’epoca, tra i pionieri della frontiera negli Stati Uniti, e con The history of sound – sulle note di un amore va a scandagliare gli abissi interiori dei suoi personaggi, costruendo una storia d’amore piena di poesia amplificata dalla nostalgia dell’assenza.
Con un arco narrativo di settant’anni, il film segue l’esistenza di Lionel Worthing, bambino nel 1910 in Kentucky, dotato di un talento speciale per la musica e con la capacità di riconoscere con precisione nota per nota ogni suono del Creato, insieme a doti canore particolarmente raffinate. Questo suo dono gli dà la possibilità di lasciare la fattoria in mezzo ai boschi dove è nato e cresciuto, quando ottiene, ancora giovanissimo, una borsa di studio al Conservatorio del New England di Boston per educare la sua voce in un ambiente in grado di valorizzarla. Una sera, quando in un momento di svago con i compagni riesce a percepire una musica anche in mezzo ai rumori di un luogo affollato, attratto da una canzone che sentiva cantare a suo padre, Lionel incontra David White, studente del dipartimento di composizione, sentendo subito una profonda affinità e una connessione che lo avvicinano a questo sconosciuto. È l’inizio di un rapporto molto intimo, minato dagli eventi e dalle tracce invisibili di traumatiche esperienze – la Prima Guerra Mondiale è alle porte – che sedimentano nel profondo di un temperamento particolarmente introverso.

L’irlandese Paul Mescal e l’inglese Josh O’Connor, per la prima volta insieme sullo schermo, incarnano rispettivamente la fragile durezza di Lionel e i teneri silenzi di David in un’opera raffinata, che esprime la comunione spirituale tra i due dosando sapientemente ogni fisicità – ridotta al minimo, o addirittura del tutto omessa in alcuni casi – affidando a piccoli gesti il senso del prendersi cura dell’altro; gesti dalla forte carica simbolica, come il tentativo d’inserire in un cuscino le piume uscite fuori e soffiate via dal vento.

Tratto dall’omonimo racconto breve di Ben Shattuck, che firma anche la sceneggiatura del film, The history of sound vive di azioni sottratte allo sguardo, il trauma della guerra invisibile sullo schermo che “ha reso tutto più cupo e freddo” o la violenza delle istituzioni, i cui espropri forzati rimangono fuori campo mentre vediamo i soldati accampati in attesa dell’azione, in un racconto che predilige ritrarre il paesaggio interiore dei protagonisti, i loro tentativi impossibili di fermare il tempo, le loro cicatrici emotive.

Il viaggio di Lionel e David per raccogliere canzoni di musica folk è un timido tentativo di salvaguardare la memoria di una tradizione in via d’estinzione, un patrimonio destinato a scomparire in quegli anni di grandi cambiamenti, con gran parte della popolazione che si appresta a confluire nelle grandi città segnando l’epilogo di un certo mondo rurale. La radio, come primo mezzo di diffusione di massa, è destinato ben presto a omologare la fruizione della musica in fasce della popolazione sempre più ampie, in maniera e su scala sempre più – come si direbbe oggi – globale.

Struggente e pieno di malinconica poesia The history of sound – sulle note di un amore di Oliver Hermanus, come le canzoni contadine che ne punteggiano lo scorrere narrativo nate dal disagio della povertà, parla di sentimenti dolorosamente perduti, ma che non potranno mai mettere in ombra la naturale gioia di vivere; il film dovrebbe essere nelle sale italiane dal 26 marzo distribuito da Universal Pictures Italia, ma al momento non vi è certezza assoluta.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’incontro iniziale di due spiriti affini
  3. Paul Mescal è il protagonista Lionel Worthing
  4. La ricerca di musica folcloristica incisa sulla cera / Josh O’Connor è l’inquieto David White
  5. Amori invisibili e drammi silenziosi attraversano la vita di Lionel / Il periodo più felice di un’intera vita
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    © 2025 Sound History LLC / Film 4, a division of Channel Four Television Corporation

IN COPERTINA

Paul Mescal e Josh O’Connor sono Lionel Worthing e David White
© 2025 Sound History LLC / Film 4, a division of Channel Four Television Corporation

courtesy Ufficio stampa UPI – Universal Pictures Italia

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The history of sound
  • Regia: Oliver Hermanus
  • Con: Paul Mescal, Josh O’Connor, Chris Cooper, Emma Canning, Briana Middleton, Hadley Robinson, Molly Price, Raphael Sbarge, Tom Nelis, Peter Mark Kendall, Sophie Hearn, Michael D. Xavier, Emily Bergl, Michael Schantz, Dion Graham, Aedin Moloney, Leo Cocovinis, Samuel H. Levine, Cate Finck, Colin Keane, Katie Parkinson, Mary Paola, Alison Bartlett, Alessandro Bedetti, Dawn McGee, Sam Breslin Wright, Sarah Stine, Stephanie Fayerman, Gary Raymond, Dan Bittner
  • Sceneggiatura: Ben Shattuck dal suo racconto omonimo
  • Fotografia: Alexander Dynan
  • Musica: Oliver Coates
  • Montaggio: Chris Wyatt
  • Scenografia: Deborah Jensen
  • Costumi: Miyako Bellizzi
  • Produzione: Sara Murphy e Andrew Kortshak con Lisa Ciuffetti, Thérèsa Ryan-van Graan e Oliver Hermanus con Zhang Xin in coproduzione con Tatiana Bears e Bruno Vernaschi-Berman con Giovanni Pompili, Lara Costa-Calzado e Shirley O’Connor con Sean Wheelan e Kristina Börjeson con Gina York e Ana Leocha per End Cue e Fat City con Film 4, Closer Media, Tango e Storm City in coproduzione con Film i Väst e Filmgate Films
  • Genere: Struggente
  • Origine: Regno Unito / USA, 2025
  • Durata: 128′ minuti