“Una mostra può essere vista in due modi.
Da una parte c’è il soddisfacimento immediato dell’ego del creatore.
Dall’altra c’è il valore didattico, la testimonianza unica che puoi offrire al pubblico,
ma soprattutto ai giovani creativi, attraverso la tua opera: una sensazione che dura e appaga.
Ecco, io sono interessato a questo secondo aspetto.” 
Giorgio Armani (dal libro autobiografico Per amore)

La Pinacoteca di Brera ospita, fino a domenicaa 11 gennaio 2026, la mostra celebrativa dei cinquant’anni di attività e il percorso stilistico tracciato da Giorgio Armani (scomparso lo scorso 4 settembre) attraverso una selezione di abiti allestiti nelle prestigiose sale, in dialogo con opere che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Angelo Crespi, Direttore della Pinacoteca, ha spiegato: “Giorgio Armani è stato una delle espressioni più alte della creatività italiana che si è esplicata nell’essenzialità e nel rigore delle forme, un rigore che da estetico è diventato etico, cioè ha permeato il suo modo di vivere e di lavorare. E in questo Giorgio Armani rappresenta al massimo grado il carattere di Milano. Armani è anche l’espressione più tipica della cultura di Brera, luogo unico nel mondo dove da cinquecento anni si fa arte, ricerca e innovazione. Ed è per questo che già lo scorso anno ho creduto giusto e doveroso celebrare in Pinacoteca i cinquant’anni della Maison con una mostra che ne esalta il talento assoluto e lo stile inimitabile”.

Lo stilista ha più volte dichiarato il suo legame con Brera, il quartiere che aveva scelto per vivere e lavorare e di cui ammirava l’anima duplice, colta e insieme profondamente vitale, con il suo misto di eleganza e libertà artistica. Un rapporto profondo riconosciuto dall’Accademia di Belle Arti, che nel 1993 gli conferì il titolo accademico per la coerenza della sua ricerca di stile, e il rigore con cui ha saputo unire la funzione alla fantasia dell’invenzione.

Oltre centoventi creazioni (provenienti da “Armani/Archivio”) ne ripercorrono proprio quello stile invitando il visitatore a lasciarsi sorprendere da contrasti cromatici e materici: un dizionario concettuale che racconta e definisce l’evoluzione, evidenziando il ruolo della moda nella costruzione e nella trasformazione degli immaginari estetici e culturali.

Trasmettere conoscenza attraverso l’esperienza diretta, consentendo di cogliere senza filtri la maestria dei grandi artisti, era e rimane il cuore della vocazione della Pinacoteca, inaugurata nel 1809 per sostenere la missione didattica dell’Accademia di Belle Arti, fondata nel 1776, e, l’esposizione delle creazioni di Giorgio Armani include, per la prima volta in questa missione, la moda, essenziale per comprendere le società di ogni tempo.

I manichini, invisibili, lasciano che i corpi siano solo evocati dagli abiti che raccontano la varietà di temi e codici rendendo il lavoro di Giorgio Armani inconfondibile: la rilettura della sartorialità; il senso unico della decorazione; la predilezione per i colori neutri, ma mai piatti; l’amore per la ricchezza inaspettata di lavorazioni, trattamenti e ricami, segni di un estro misurato che si rivela poco a poco, e cambia la definizione stessa di sobrietà.

Dettagli

Didascalia immagini

(courtesy Ufficio stampa CLP 1968)

alcuni scatti all’interno della mostra
Giorgio Armani: Milano, per amore
allestita alla Pinacoteca di Brera
foto © Agnese Bedini © Melania Dalle Grave © Dsl Studio

 

Mostra prorogata fino a domenica 3 maggio 2026

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Pinacoteca di Brera - via Brera, 28 - Milano
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Fino al: 03 Maggio, 2026