Dopo Nizza (tra maggio e settembre scorsi) al Museo d’Arte della città di Ravenna, fino a domenica 18 gennaio 2026, la seconda tappa della prima mostra dedicata al legame tra Marc Chagall e la tecnica musiva, un segmento ancora poco noto del suo percorso creativo nato in stretto dialogo proprio con la città romagnola. Era il 1954 quando Chagall visitò la città e rimase profondamente colpito dalla bellezza e dalla spiritualità dei mosaici bizantini. Un anno dopo, su iniziativa di Giuseppe Bovini, allora direttore del Museo Nazionale di Ravenna e per il tramite dello storico dell’arte Lionello Venturi, l’artista viene invitato a partecipare alla Mostra di Mosaici Moderni. L’esposizione – con la presenza nel comitato scientifico di nomi illustri della storia dell’arte come Giulio Carlo Argan e Palma Bucarelli – rappresenta un unicum nel panorama nazionale e nell’evoluzione del mosaico contemporaneo per la collaborazione dei mosaicisti ravennati con artisti di fama internazionale. Gli artisti invitati, tra i più celebri dell’epoca in Italia, come Afro, Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso ed Emilio Vedova, inviarono bozzetti su carta rigida e i mosaicisti, partendo da questi disegni, realizzarono le loro interpretazioni musive. Molte tra queste costituiscono oggi il nucleo storico della collezione musiva del MAR. Anche Chagall vi realizza il suo primo mosaico, Le Coq bleu, tra le opere più iconiche della collezione del Museo. Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera si apre proprio con le due versioni musive realizzate da Romolo Papa e Antonio Rocchi, insieme al bozzetto originale.

La mostra si sviluppa così attraverso la narrazione di quattordici progetti di Chagall, per lo più monumentali distribuiti tra il sud della Francia, Stati Uniti, Israele e Svizzera, offrendo un panorama completo dei mosaici realizzati tra il 1958 e il 1986 (l’ultimo eseguito dopo la morte di Chagall), con opere provenienti da istituzioni e collezioni internazionali. Bozzetti, gouaches, disegni e mosaici testimoniano quel processo creativo che ha accompagnato la realizzazione di ciascun progetto. Il percorso include anche dipinti, incisioni e litografie che completano il quadro della ricerca e dell’evoluzione dell’artista che, per oltre vent’anni, vide la collaborazione del mosaicista ravennate Lino Melano con sua moglie Heidi e dagli anni Settanta anche quella di Michel Tharin. Per la prima volta in Italia e per decenni non esposto al pubblico, è eccezionalmente in mostra il grande mosaico Le Grand Soleil (1965-1967), capolavoro realizzato da Marc Chagall con Lino Melano. L’opera venne donata dall’artista alla moglie Valentina per la loro dimora “La Colline” a Saint-Paul-de-Vence. Rimasta invisibile al pubblico per decenni, Le Grand Soleil in occasione della mostra è tornata al suo splendore grazie all’intervento accurato dei restauratori Benoit e Sandrine Coignard (restauro promosso e sostenuto dal MAR), si è resa possibile la restituzione al pubblico di questa testimonianza con la sua potente carica simbolica e cromatica, ora visibile in tutta la sua bellezza.

La mostra si configura come un viaggio attraverso le grandi opere musive, dal celebre Les Amoureux (1964) realizzato per la Fondazione Maeght a Le Prophètte Élie (1970-1973) opera permanente del Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza fino a Le Cour Chagall, (1964-1966) mosaico architettonico, qui rappresentato attraverso un’installazione ambientale totale, che vuole riproporre la dimensione intima e accogliente del progetto di Chagall.
Il percorso espositivo prosegue con Le Message d’Ulysse, (1967-1969) mosaico progettato per la Facoltà di giurisprudenza di Nizza, l’Orphée, (1968-1971) oggi esposto presso il giardino della National Gallery di Washington, Le Mur des Lamentations per la Knesset di Gerusalemme (1964-1966) e Les Quattre Saisons per la First National Bank di Chicago (1971-1974).
Inoltre, attraverso le opere di Marc Chagall è possibile ripercorrere le relazioni tra la Scuola di Mosaico dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il Gruppo Mosaicisti Ravenna e l’École d’Art Italien a Parigi diretta da Gino Severini, oltre all’intensa collaborazione tra Chagall e il mosaicista ravennate Lino Melano.
Accompagna l’evento espositivo un catalogo edito da Silvana Editoriale, pubblicazione completa e riccamente illustrata, già punto di riferimento scientifico e divulgativo.