Vincitore del premio come Miglior Film nella sezione Orizzonti all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, L’anno nuovo che non arriva di Bogdan Mureşanu è il ritratto corale di un regime al collasso, i momenti finali che precedettero la fine del dominio di Nicolae Ceaușescu in Romania, raccontati con inedita ironia.
Bucarest, 20 dicembre 1989, dall’eco della rivolta di Timisoara – repressa nel sangue da militari che spararono su cittadini inermi – di cui si hanno notizie scarse e frammentate, fino all’ultimo discorso pubblico del dittatore. Un arco narrativo di due giorni, persone comuni in una situazione inconsueta, l’affannarsi nella crescente atmosfera di paranoia innescata dal pervasivo controllo di polizia, che avvelena la società trasformando ogni individuo in potenziale delatore. L’ufficiale della sicurezza Ionuț Dincă lavora con informatori infiltrati tra gli studenti, mentre deve gestire il trasferimento forzato di sua madre Margareta dalla casa di famiglia, destinata alla demolizione come l’intero quartiere; il regista televisivo Stefan Silvestru e i suoi tecnici sono costretti a tagliare un’attrice dalla registrazione dello spettacolo di inizio anno, è fuggita abbandonando il Paese e quando la notizia sarà di pubblico dominio la sua fama potrà creare imbarazzi, ancor più perché lei rivolge l’omaggio patriottico di esaltazione del Capo; l’operaio Gelu teme l’arresto da parte degli agenti di sicurezza, perché suo figlio, il piccolo Marius di sette anni, ha imbucato all’ufficio postale la letterina per Babbo Natale in cui chiedeva come regalo per suo padre di esaudire il suo desiderio più grande: far morire lo zio Nicu. Com’era affettuosamente chiamato il dittatore Ceaușescu.

Questi i principali fili narrativi che intessono la trama di un film che, pur raccontando un momento di disgregazione sociale, usa i toni della commedia, incentivati anche da situazioni reali che alla prova del tempo appaiono davvero surreali. L’amara ironia di battute caustiche – “l’arte ha bisogno di sacrifici” parafrasato in “l’arte ha bisogno di orifizi” – sottolinea il grigiore di un dominio di per sé già estinto, di cui i materiali dell’epoca presenti sul finale certificano inerzia e stagnazione.

Un gruppo di ottimi attori infonde verità a un progetto, esordio nel lungometraggio per il regista Bogdan Mureşanu, nato intorno al suo cortometraggio Cadoul de Craciun [Regalo di Natale] del 2018 diventato poi parte integrante del film, come frammento di una narrazione più ampia. Storie parallele in relazione tra loro si intrecciano in un ritmo degli eventi sostenuto, risultato di un’edizione preliminare costruita dal cineasta col montatore rumeno Mircea Lăcătuș poi sottoposto a un’ulteriore lavoro di sintesi, a Belgrado con Vanja Kovačević.

Nel raccontare una situazione esplosiva di malcontento generale per la mancanza di cibo e farmaci, ma indotto anche dal tradimento del bene collettivo da parte di una figura sempre presentata come ‘padre’ della nazione, l’uso del Bolero di Maurice Ravel col suo crescendo in colonna sonora, dà forma alla tensione sotterranea che attraversa quel momento storico che raggiunge l’apice nelle immagini del comizio in Piazza del Castello, rivelatrici – in diretta nazionale – dello sgretolarsi del regime sul volto smarrito del despota.

La scelta del formato televisivo e una ricerca cromatica per avvicinare l’estetica del film alle immagini dell’epoca, unite all’uso prevalente della macchina da presa a mano, danno a L’anno nuovo che non arriva di Bogdan Mureşanu il sapore del documentario, raccontando fatti avvenuti realmente insieme ad altri immaginati, ma che avrebbero potuto accadere. Sarà nelle sale italiane dal 4 dicembre distribuito da Trent Film.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Iulian Postelnicu è l’agente di sicurezza Ionuț Dincă / Nicoleta Hâncu è l’attrice Florina / Emilia Dobrin è l’anziana madre Margareta Dincă / Adrian Văncică è l’operaio Gelu / Mihai Călin è il regista televisivo Ștefan Silvestru / Andrei Miercure suo figlio Laurențiu Silvestru
  3. Il piccolo Luca Toma è Marius, inconsapevole autore della letterina a Babbo Natale / Materiale d’epoca sui titoli di coda
  4. Un variegato mosaico esistenziale
  5. La paura sul volto di Ceaușescu / Gli apparati del regime inconsapevoli della fine
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    © 2024 Kinotopia / Trent Film

IN COPERTINA

Lo spettacolo di inizio anno che celebra il dittatore e che non arriverà mai sui teleschermi
© 2024 Kinotopia / Trent Film

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Anul nou care n-a fost
  • Regia: Bogdan Mureșanu
  • Con: Iulian Postelnicu, Adrian Văncică, Emilia Dobrin, Nicoleta Hâncu, Mihai Călin, Andrei Miercure, Luca Toma, Ioana Flora, Vlad Ionuț Popescu, Marian Râlea, Angel Popescu, Radu Gabriel, Ion Sapdaru, Gabriel Spahiu, Manuela Hărăbor, Vasile Muraru, Mircea Lăcătuș, Ada Galeș, Elvira Deatcu, Floriela Grapini, Ilinca Hărnut, Victoria Raileanu, Virgil Aioanei, Nicodim Ungureanu, Ioan Paraschiv, Sorin Cociș, Dana Voicu, Theodor Șoptelea, Alice Cora Mihalache, Doru Cătănescu, Marius Damian, Marian Adochiței, Mircea Andreescu, Lemne Mihail, Răzvan Vasilescu, Vlad Jipa, Iulian Burciu, Remus Stănescu, Dana Piroiu, Florin Călbăjos, Afrodita Androne, Florentina Năstase, Mario Marin, Claudia Susanu, Vlad Chiriță
  • Sceneggiatura: Bogdan Mureșanu
  • Fotografia: Boróka Biró, Tudor Platon
  • Montaggio: Vanja Kovačević, Mircea Lăcătuș
  • Scenografia: Iulia Fulicea, Victor Fulicea
  • Costumi: Dana Anghel
  • Produzione: Bogdan Mureșanu in coproduzione con Ada Solomon, Viorel Chesaru e Vanja Kovačević in associazione con Theo Nissim, Claudia Nedelcu Duca, Dan Burlac e Adrian Văncică per Kinotopia in coproduzione con Televisione Nazionale Rumena e All Inclusive Films in associazione con Chainsaw Europe e Nomada Solo con il supporto di Creative Europe Media, Centro Nazionale del Cinema Rumeno e Film Center Serbia
  • Genere: Commedia
  • Origine: Romania / Serbia, 2024
  • Durata: 138′ minuti