A Padova, nella Cattedrale ex Macello, prosegue fino a domenica 1° febbraio 2026, una particolare mostra, di grande impatto visivo, capace di trasformare la “strega” in un simbolo contemporaneo di sapere e lo fa intrecciando incisioni – antiche dal contenuto audace – a rari testi esoterici del Cinquecento, insieme a talismani di epoche passate, con il risultato di offrire uno sguardo sull’universo misterioso della stregoneria e sull’enigmatica figura della strega. Dopo il grande successo riscosso nelle precedenti tappe di Monza e Bologna, Vertigo Syndrome presenta in questa edizione padovana, completamente rinnovata per una nuova ed esperta curatela, un percorso espositivo ripensato in modo radicale. A guidare questa nuova visione è lo storico dell’arte, scrittore e criminologo, Andrea Pellegrino.

Concepita come un vero e proprio rito di passaggio laico, Stregherie. Iconografia, riti e simboli delle eretiche del sapere esplora la figura della strega lontana dalle caricature da fiaba o dagli incubi dell’inquisizione. La figura viene infatti proposta come archetipo ricco di significati: una donna che sa, una portatrice di conoscenze dimenticate, una voce che resiste, in un percorso espositivo sviluppato attraverso nove sezioni narrative, concepite come altrettanti portali iniziatici che guidano il visitatore in un viaggio tra mito, corpo, sapere, persecuzione e rinascita. Dalle origini oracolari e precristiane della strega fino alla sua attualizzazione come simbolo di resistenza politica e culturale, ogni sala accompagna il visitatore in un processo di trasformazione, attraverso opere d’arte, installazioni, documenti e oggetti rituali.

Si parte dalle radici profonde del mito, con un’immersione nei culti antichi, nei simbolismi del femminile primordiale e nelle narrazioni orali che hanno dato vita all’archetipo della strega. Il secondo passaggio affronta il corpo, inteso come sapere incarnato, territorio di desiderio e di ribellione: un corpo che non si lascia normare, ma che sa e resiste.
Successivamente, si entra nella dimensione dell’oblio, dove i saperi popolari – medicina naturale, erboristeria, pratiche magiche – vengono restituiti alla loro dignità culturale. Si approda poi alla sala del marchio, che esplora le dinamiche storiche e iconografiche che hanno costruito l’immagine demoniaca della strega, dalle miniature medievali alla propaganda inquisitoria.

Una sala è dedicata a Marietta Robusti, detta Tintoretta, protagonista di una leggenda che intreccia arte e magia. Si racconta che, tentata da una strega, rubò ostie consacrate da nascondere in giardino: subito gli animali si inginocchiarono come incantati. Avvertito, il padre Tintoretto affrontò la donna, che fuggì trasformandosi in gatto. Per proteggere la famiglia fece murare il passaggio con l’altorilievo di Ercole mentre tiene la clava, ancora oggi visibile a Venezia. La mostra attraversa anche l’Ottocento, quando la strega torna a manifestarsi come figura evocativa nell’immaginario romantico con nuove sembianze e diversa considerazione sociale, giungendo infine al presente, dove la magia si riscrive nel linguaggio dell’arte contemporanea. Qui la strega non è più una creatura marginale, ma un simbolo attivo di autonomia, rinascita e potere culturale.

Una sala chiave della mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena, è dedicata ad un Processo per Stregoneria avvenuto nel 1539. I visitatori siederanno al banco degli imputati al centro del serrato fuoco di terribili accuse dell’inquisitore e delle risposte, sempre più sfinite, della donna processata disposta a confessare fatti osceni pur di mettere fine alla tortura. A conclusione, una seconda esperienza immersiva composta da specchi, luci e un podio centrale su cui è poggiato il Libro delle Ombre, strumento fondamentale di ogni vera strega. Armati di penna e calamaio, i visitatori vengono invitati a condividere per sempre i loro pensieri e i loro incantesimi personali con i visitatori che li seguiranno. La sala è accompagnata da un impianto sonoro che rende l’esperienza di forte impatto.

La mostra apre così varchi inediti nel mistero della stregoneria, grazie a opere mai esposte prima che offrono nuove chiavi di lettura e prospettive di studio. Tra le presenze più suggestive: le visionarie stampe ottocentesche della collezione Invernizzi dedicate alle figure delle fortune-teller, rari mazzi di sibille e tarocchi (provenienti dalla collezione privata del curatore) e oggetti originali carichi di simbolismo arcano – concessi dal Museo della Stregoneria di Torino – con opere pittoriche e scultoree di rara potenza evocativa. Ogni oggetto custodisce un enigma, un frammento di sapere occulto e, vederli riuniti in un unico spazio, è un’esperienza da non perdere.

Vertigo Syndrome ospita all’interno delle sue esposizioni una seconda mostra di un artista che con le sue opere inedite omaggia il tema della mostra principale. Questa volta è stata scelta Elisa Seitzinger che ha ideato per “Stregherie” un progetto originale composto da due arazzi e cinque opere. Tra gli arazzi spicca Superego, considerato il suo manifesto artistico: un autoritratto simbolico della “strega-artista” che affronta, con forza e determinazione, i condizionamenti sociali che cercano di contenerla.
Il progetto nasce dal desiderio dell’artista di esplorare, attraverso linguaggi visivi potenti e simbolici, il legame tra mito, magia e identità femminile, offrendo ai visitatori un percorso immersivo e unico nel suo immaginario.

Accompagnata da un catalogo edito da Moebius, la mostra, rivolta a un pubblico ampio e trasversale, è arricchita da eventi collaterali con autori selezionati e la collaborazione della celebre Libreria Esoterica di Milano. Incontri, laboratori e attività didattiche per approfondire il tema con particolare attenzione al coinvolgimento delle scuole e delle università.
Il visitatore è invitato ad attraversare simbolicamente un rito iniziatico: abbandonare la vecchia visione della strega come incarnazione del male, per rinascere a una comprensione più autentica e articolata.

Peculiarità la formula “soddisfatti o rimorsati”: i visitatori insoddisfatti dell’esposizione avranno la possibilità di essere rimborsarti dell’intero importo del biglietto pagato.