“Mi avventuro nel mondo per respirare la sua dubbia reputazione
e il suo umorismo, per vedere più chiaramente, per cercare finalità e conoscenza,
per aprirmi, per cogliere in modo esuberante e inesorabile la luce.
”
(Rodney Smith)

A Palazzo Roverella di Rovigo prosegue fino a domenica 1° febbraio 2026, la prima monografica italiana dedicata al fotografo newyorkese Rodney Smith (1947-2016), noto per la sua inconfondibile estetica in simbiosi con eleganza classica, composizione rigorosa e ironia surreale. Le sue foto possono stupire, affacinare, intrigare, di certo non lasciano indifferenti, ma catapultano l’osservatore in universi di riflessi e riflessioni. Sereni luoghi immaginari evocano un senso di benessere e inducono a sorridere e ad abbandonarsi alla tenerezza e, per questa apertura e distensione, a provare stupore e ammirazione.

Allievo di Walker Evans, influenzato da Ansel Adams e ispirato dall’opera di Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson e William Eugene Smith, le fotografie di Rodney Smith sono apparse su pubblicazioni di spicco quali “Time”, “Wall Street Journal”, “The New York Times”, “Vanity Fair” ottenendo grandi riconoscimenti nel campo della moda in collaborazione con rinomati marchi. Inoltre, la sua estetica, mostra evidenti parallelismi con la tradizione cinematografica, avvalendosi di netti rimandi all’opera di registi come Alfred Hitchcock, Terrence Malick e Wes Anderson, o a leggende del cinema muto quali Buster Keaton, Charlie Chaplin e Harold Lloyd.

Uomo colto e studioso di teologia e filosofia, mosso da una ricerca continua sul significato della vita, nella fotografia trovò il linguaggio per esprimersi al meglio. Si descriveva “ansioso solitario” trovando conforto nel catturare immagini considerandole un modo per “riconciliare il quotidiano con l’ideale”, per tradurre le proprie emozioni nella forma e per tramutarsi da osservatore a partecipe. I suoi scatti iconici afferrano il mondo con humour, grazia e ottimismo. Uno stile distintivo che gli ha permesso di affinare la percezione portando ordine nel caos.

Curata da Anne Morin, la mostra espone oltre cento opere per introdurre il pubblico alla scoperta di un autentico protagonista della fotografia, che ha richiamato paragoni con le opere del pittore René Magritte. La Curatrice così ne descrive il lavoro: “Ogni immagine creata da Smith, con la cura e la precisione di un orafo, è un tentativo sempre nuovo di ricreare questa armonia divina e di raggiungere uno stato superiore, anche solo per un istante. Ogni immagine è eterea ed estatica. […] In qualsiasi punto dell’immagine si posi lo sguardo, l’occhio è immediatamente sedotto dalla grazia, dalla raffinatezza, dallo squisito accostamento di forme e contro forme, dalla diversità delle materie e dalla ricchezza narrativa che eccelle per sobrietà, parsimonia e silenzio.”

Il percorso – accompagnato da un catalogo edito da Silvana Editoriale – è suddiviso in sei sezioni tematiche – La divina proporzione, Gravità, Spazi eterei, Attraverso lo specchio, Il tempo, la luce e la permanenza, Passaggi – e la maggior parte delle opere esposte sono in bianco e nero (Smith ha iniziato a lavorare con il colore solo a partire dal 2002) e lui stesso spiegò: “Dopo quarantacinque anni e migliaia di rullini, provo ancora questo amore incondizionato per la pellicola in bianco e nero. Tuttavia, contrariamente a quanto pensavano molti miei conoscenti, ho cambiato idea e circa otto anni fa ho iniziato a scattare anche a colori. Assolve a una funzione diversa per me, e ne parlerò più avanti, tuttavia non c’è niente per me come l’oscurità e la sfolgorante intensità del bianco e nero. È un’astrazione che avviene per aggiunta. Sì, c’è molto più colore nel bianco e nero di quanto non ve ne sia nel colore”. Di fatto, una volta che Smith ha abbracciato il colore e la fotografia di grande formato, i risultati sono stati sorprendenti.

Dettagli

Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,
in collaborazione con diChroma photography
è stata prodotta da Silvana Editoriale che ha curato anche l’edizione del catalogo

Didascalie immagini opere Rodney Smith

(courtesy Ufficio tampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo)

  1. Self-Portrait with Leslie, Siena, Italy, 1990 © Rodney Smith
  2. Skyline, Hudson River, New York, 1995 © Rodney Smith
  3. Danielle in Boat, Beaufort, South Carolina, 1996 © Rodney Smith
  4. Don Jumping over Hay Roll No. 1, Monkton, Maryland, 1999 © Rodney Smith

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Palazzo Roverella - Via Giuseppe Laurenti, 8/10 - Rovigo
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 01 Febbraio, 2026