Il Teatro alla Scala propone, nella ricchissima stagione in corso, un’opera di Gaetano Donizetti: La Fille du régiment che torna al Piermarini dopo diciotto anni di assenza, una delle tante opere francesi del compositore che; insieme a La Favorite, è sicuramente la più famosa.
Composta quando l’autore viveva a Parigi è l’unica opéra-comique su libretto di Jean-François Bayard e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, debuttò nel 1840 all’Opéra Comique di Parigi diretta dall’autore.
La vicenda è incentrata su Marie, una locandiera innamorata del soldato Tonio, alla quale viene rivelato che è in realtà una nobile e, come tale, destinata ad un matrimonio di rango, naturalmente combinato, vista la prassi dell’epoca. FOTO1

Ma quando la ragazza sta per arrendersi alla triste realtà arriva il “suo” militare che come un principe azzurro la salva dall’infelicità, con il benestare dell’aristocratica madre.
L’importante gruppo di interpreti annovera il soprano Julie Fuchs, bravissima interprete di una Marie frizzante e nello stesso tempo intensa, come nella romanza “il faut partir”, voce splendida e piena di sfumature, utilizzata al meglio con grande padronanza della tecnica; altro momento molto bello il meraviglioso duetto con Tonio “Quoi, vous m’aimez…”. FOTO2

Tonio è il tenore Juan Diego Florez, un cantante che non ha bisogno di presentazione, avendo una carriera alle spalle che pochi altri possono vantare, dotato di eccezionali doti naturali ha reso il suo personaggio in maniera impeccabile; tutto il pubblico era in attesa della famosa cabaletta “Pour mon âme, quel destin“ dove ancora una volta ha dato prova della sua straordinaria vocalità, ma non ha eseguito il bis nonostante le richieste di un pubblico in delirio, come accadde nel 2007 infrangendo un tabù che durava da oltre settant’anni; il suo modo di porgere l’espressione musicale è di un’eleganza unica e nell’aria “Pour me rapprocher de Marie“ è di una dolcezza candida. FOTO3

Sulpice è il baritono Pietro Spagnoli, ottima presenza scenica e bella voce usata con molta maestria, è spassoso, ma mai esagerato, con ottima musicalità.
Completano il prestigioso cast: la Marquise de Berkenfield, del mezzosoprano Géraldine Chauvet, bravissima; Hortensius, il baritono Pierre Doyen, ottimo interprete; la Duchesse de Crakentorp, soprano, un cammeo di Barbara Frittoli; le caporal, il basso Emidio Guidotti, un paysan, il tenore Aldo Sartori, allievo dell’Accademia Teatro alla Scala e un notaire, l’attore Federico Vazzola. FOTO4

La regia e i costumi sono di Laurent Pelly ripresa da Christian Räth, una regia già ampiamente collaudata e sempre molto piacevole da vedere, le coreografie di Laura Scozzi si incastrano perfettamente nell’ambito frizzante della regia e le luci di Joël Adam sono ottimamente gestite e misurate.
Perfezionano l’allestimento le scene di Chantal Thomas e i dialoghi di Agathe Mélinand.
Il maestro Evelino Pidó ha diretto in maniera precisa la bravissima Orchestra del Teatro alla Scala e il coro, sempre del Teatro alla Scala, è stato impeccabile e molto divertente, soprattutto quando si esibiva come “genitore” della protagonista. FOTO5

Una produzione che continua ad avere il meritato successo negli anni e che qui a Milano ha visto un teatro al completo la sera del 4 novembre, per un pubblico esaltato in vari momenti dell’opera, con applausi assordanti alla fine per tutti gli interpreti.