“Sento che il nostro problema oggi è soltanto uno: unirci.
Radunare quello che resta di noi dopo il disastro, riempire i nostri cuori di propositi nobili.
”
Marc Chagall
(dal discorso al ricevimento del Comitato degli Scrittori e Artisti Ebrei a New York
organizzato in suo onore, 27 maggio 1947)

Nel Palazzo dei Diamanti prosegue, fino a domenica 8 febbraio 2026, Chagall, testimone del suo tempo un viaggio che, attrverso sale immersive e duecento opere esposte – tra dipinti, disegni, incisioni, alcuni dei quali presentati in Italia per la prima volta – rivela come l’artista, noto per le figure fluttuanti e le colorate atmosfere incantate, abbia saputo mantenere viva la memoria della sua terra natale, della tradizione e degli affetti, proiettandoli sempre verso nuovi orizzonti espressivi.

Appare inusuale che un pittore del Novecento, Marc Chagall (Vitebsk, 1887 / Saint-Paul de Vence, 1985) oggi celebrato in ogni angolo del mondo, sia stato capace di resitere a ogni tentazione ideologica o politica e, come osserva Vittorio Sgarbi nel saggio in catalogo «Chagall ha vissuto gli stessi sconvolgimenti che Picasso ha osservato con occhi turbati e che Mondrian, nella sua utopia della ragione, ha ignorato.

Tutti testimoni di quei tempi contraddittori, nei quali ogni decade ha prodotto una nuova era, in letteratura, nell’arte, nella vita sociale. Futurismo, Cubismo, Surrealismo; Metafisica e Cavaliere Azzurro; Realismo e Astrattismo, Informale e Pop Art: tutto ciò è avvenuto davanti agli occhi di Chagall, gli è passato accanto senza lasciare in lui la minima traccia».

La mostra – prodotta e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e Arthemisia, in collaborazione con il Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, da una idea di Paul Schneiter e a cura di Francesca Villanti con Paul Schneiter – fa risaltare l’umanità di un artista plurale, visionario, testimone del suo tempo, cantore della bellezza e custode della memoria.

Volti scissi, profili che si moltiplicano, ritratti che si specchiano: attraverso il tema del doppio rivela la sua capacità di cogliere la dualità dell’esistenza umana. Trascendendo il visibile, amanti volanti, animali parlanti, bouquet esplosivi, diventano metafore universali.

Attraverso il suo sguardo poetico, egli trasforma l’esperienza personale in riflessione condivisa, palesando come, dietro l’apparente semplicità delle sue creazioni, si celino i grandi temi umani: identità, spiritualità, gioia di vivere, esilio e la sua opera celebra quelle verità emotive che rendono tangibili i sentimenti più profondi.

In questo momento di frammentazione, sembra proprio che ci voglia ricordare come l’arte possa essere ponte tra mondi diversi, sintesi di tradizioni apparentemente inconciliabili, specchio fedele delle aspirazioni e delle contraddizioni umane, elevando lo spirito verso una bellezza capace di trovare, anche negli orrori del tempo, barlumi di pace e comprensione.

Dettagli

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa Arthemisia)

alcuni scatti dell’allestimento espositivo ferrarese
foto © 2025 Artheisia

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Palazzo dei Diamanti - Corso Ercole I d'Este, 21 - Ferrara
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 08 Febbraio, 2026