“Tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla!”
(17 febbraio 1600, Campo de’ Fiori, Roma)

Filosofo, scienziato, poeta, uomo libero in un’epoca che non tollerava la libertà di pensiero, è con le parole in corsivo, che sfidò i suoi giudici nell’ultimo atto di una vita vissuta sempre fuori del tempo suo.
Teorizzò l’infinità dell’universo e la pluralità dei mondi quando la scienza ufficiale si aggrappava ancora al geocentrismo.
Cercò una sintesi tra fede e ragione anticipando di secoli i dibattiti moderni.
Pagò con il rogo la sua ostinata fedeltà alla verità.
Dalla natia Nola ai conventi domenicani, dalle università europee alle corti di Francia e d’Inghilterra, fino alle prigioni dell’Inquisizione romana, in “L’infinito universo e il rogo. Breve storia di Giordano Bruno” – Mauro Pagliai Editore – Mara De Paulis ricostruisce, con sapiente maestria narrativa, l’esistenza tormentata, quanto luminosa, di uno dei più grandi pensatori del Rinascimento.
Si tratta di un libretto di una sessantina di pagine, ma vale la pena leggerlo con attenzione, in questo preciso momento storico con spaventose similitudini a quello di Bruno.