
Avete presente quella sensazione che vi coglie di solito proprio in questo periodo, quando le ferie, seppur finite da poco, sembrano già lontanissime, la voglia di fuggire da tutto già altissima, ma la possibilità di mollare tutto e partire di nuovo decisamente scarsa?
Un buon libro è sempre una soluzione, soprattutto se il libro in questione ha il potere di portarci immediatamente a spasso tra le strade della ville lumière. In Ricordi di Parigi, Botteghe e atelier di una volta, dell’artista e designer Marin Montagut (Ippocampo Edizioni, appena uscito in libreria) si scoprono pagina dopo pagine atelier e botteghe storiche della capitale, gli indirizzi di quegli artigiani che da decenni (molte di queste botteghe sono attive dalla fine dell’Ottocento) contribuiscono a rendere l’atmosfera della capitale francese così speciale e magica.
E in effetti la bellezza accompagna da sempre l’autore, come racconta lui stesso: “grazie ai miei genitori antiquari e a una nonna pittrice, la mia infanzia e adolescenza a Tolosa sono state segnate dall’osservazione delle cose belle. Nulla fuggiva al mio sguardo e ogni oggetto raccontava una storia”. Ecco allora la bottega dei pastelli dove tutto è rimasto come centocinquant’anni fa, il museo di mineralogia e la libreria Jousseaume dove viene voglia di trascorrere giornate intere, e ancora l’atelier che produce fibbie di ogni tipo e il luogo prefetto in cui cercare un nastro di gros grain: e perdersi tra mobili antichi, tisane, colori, lenticchie e filati è un vero piacere per gli occhi.
Perché la storia di una città non è fatta solo di monumenti e musei, ma anche di oggetti e delle persone che li creano: questo libro non è allora un semplice elenco di indirizzi da tenere a mente per uno shopping diverso dal solito, ma è un modo di vedere la città con occhi – ancora – diversi.