A Venezia prosegue, fino a domenica 4 gennaio 2026, “La strana vita delle cose” monografica che Pinault Collection dedica quest’anno a Tatiana Trouvé. Curata da Caroline Bourgeois e James Lingwood, in collaborazione con l’artista franco-italiana che ha costruito, sui tre piani di Palazzo Grassi, un vasto labirinto di spazi fisici e irreali abitati da installazioni, sculture e disegni per la sua mostra a oggi più ambiziosa, dove si intrecciano mondi interiori ed esteriori e dove ricordi, sogni e immaginazione convergono, con un nucleo di oltre venti opere proviene direttamente dalla Pinault Collection.

Gran parte delle opere – tra cui la grande scultura site-specific per l’atrio – sono state realizzate appositamente per dialogare con gli spazi del palazzo e la sua posizione sul Canal Grande. Pertanto, il visitatore si troverà ad ammirare numerose nuove sculture, insieme a opere della serie The Guardians, a una selezione di grandi disegni della serie Les Dessouvenus e a settanta opere su carta dal suo studio mai esposti prima. In alcune delle sculture e delle opere su carta più recenti, è evidente la traccia che hanno lasciato nell’artista alcuni eventi drammatici, come le rivolte civili nelle strade vicino al suo studio a Montreuil in Francia nell’estate 2023 o il trauma della pandemia del 2020, riportata sulle prime pagine di giornali dal mondo su cui Tatiana Trouvé disegna durante le settimane di isolamento.

L’ecosistema creato da Tatiana Trouvé attinge a una grande riserva di immagini, scritti e ricordi; a un ampio repertorio di tecniche che comprendono la colata e la fusione, la sbiancatura e il disegno, l’intaglio e la filettatura; e a una straordinaria gamma di materiali, dall’asfalto al marmo, dal bronzo alla canapa, dal vetro agli specchi. L’artista li applica a una straordinaria varietà di oggetti, tra cui rocce e fiori, valigie e scarpe, lucchetti e chiavi, radio e registratori, coperte e libri, per costruire, nelle sue sculture e nei suoi disegni, mondi che sono allo stesso tempo disorientanti e ipnotici, inquietanti e affascinanti.

Nel lavoro di Tatiana Trouvé sono presenti anche richiami di culture distanti e strumenti di conoscenza alternativi come le carte nautiche o astronomiche, un patrimonio di oggetti e simboli raccolti durante i suoi viaggi. Nel corso della mostra, oggetti e immagini transitano tra la bidimensionalità e la tridimensionalità, apparendo e riapparendo in scenari diversi. Il lavoro sfida l’idea che il tempo trascorra in modo lineare e che lo spazio sia unitario. Al contrario, le sue sculture e le opere su carta evocano temporalità e spazi mentali diversi, viaggiando in avanti e all’indietro tra un passato pre-umano, un presente instabile e un futuro ipotetico.