La 42ᵃ edizione del Rossini Opera Festival – andata in scena dal 9 al 22 agosto – è stata interamente dedicata al regista recentemente scomparso, Graham Vick che, nel corso degli anni, ha firmato spettacoli indimenticabili. Il ricco calendario 2021 ha proposto eventi andati subito esauriti portando a Pesaro melomani da tutto il mondo nonostante la restrizione pandemica. Le tre opere sono state: Moïse et Pharaon, Il signor Bruschino ed Elisabetta Regina d’Inghilterra.

Moïse et Pharaon, ou Le passage de la Mer Rouge è un grand opéra in quattro atti su libretto di Luigi Balocchi ed Etienne de Jouy messa in musica dal Maestro ed ebbe la sua prima a Parigi il 26 marzo 1827.
Ricordando l’edizione 1997, quando la genialità di Vick ci regalò uno degli allestimenti più belli in assoluto prodotti dal Festival: allora un sogno divenuto realtà con cast di livello altissimo e direttore il venticinquenne Vladimir Jurosky con il Coro da camera di Praga che, per molti anni, è stato ospite al ROF.

L’edizione 2021 prevedeva quattro date (la generale e l’antegenerale per cercare di accontentare il maggior numero delle numerosissime richieste) e ha affidato regia, scene e costumi a Pierluigi Pizzi affiancato da Massimo Gasparon per le luci.
Con lo stile tipico del regista, uno spettacolo elegantissimo, anche nei costumi, che presentava un impianto geometrico lineare fisso e proiezioni che lo hanno reso veramente speciale. Dominavano i colori giallo, azzurro, bianco e nero per avvolgere e trascinare in una sorta di tableau vivant e il Coro, sistemato ai lati, appariva sacrale.

I previsti balletti, affidati alle coreografie di George Iancu, non hanno fatto rimpiangere i costosissimi da grand opéra pensati due secoli or sono.
La parte musicale, affidata a Giacomo Sagripanti, già dall’ouverture denota l’eccellente lettura della non facile partitura e il Direttore, coadiuvato da un’Orchestra di grande livello, quella Sinfonica Nazionale della Rai che da qualche anno ci ha abituato a ottime performance come quella espressa dal Coro del Teatro Ventridio Basso ben diretto dal maestro Giovanni Farina.

Non da meno il cast delle voci composto dal basso Roberto Tagliavini che magistralmente interpreta il ruolo del protagonista e, nei panni di Pharaon il basso Erwin Schrott appare in vero stato di grazia con il risultato di assistere a uno scontro fra titani.
Amenophis, del tenore Andrew Owens, ha offerto una corretta interpretazione del personaggio innamorato anche se il volume della voce era un po’ limitato.
Il soprano Eleonora Buratto ha dato ad Anai una voce che comunque fa la differenza e lo dimostra sul palcoscenico.

Vocalmente perfetto, il tenore Alexey Tatarintsevsi ha rivelato Eliezer la sorpresa dello spettacolo.
Discorso a parte lo dobbiamo per il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya che ha dato a Sinaide un registro da capogiro permettendole di essere l’autentica rivelazione del Festival (attendiamo conferma a novembre a Firenze nel ruolo di Mrs. Meg Page e successivamente al Festival del Maggio Musicale 2022 in Roméo et Juliette).

Abituati ad ascoltarla nel barocco, il mezzosoprano Monica Bacelli è stata una bravissima Marie.
Bravi anche i due comprimari, Aufide (tenore) di Matteo Roma e Osiride/ Voix Misterieuse (basso) di Nicolò Donnini .
Alla fine, dopo quasi quattro ore, applausi e standing ovation per uno spettacolo di valore.