In occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, nella Sala delle Ciminiere prosegue, fino a domenica 7 settembre, “Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo” una grande collettiva formata da un centinaio di opere e documenti d’archivio di oltre settanta artisti, accompagnata da un catalogo edito da Allemandi.

Già nel mondo antico con Socrate, l’ironia è “l’arte di fare domande”, strumento del tutto unico per arrivare a uno sguardo più lucido e disincantato sulla realtà in quanto capace di svelarne anomalie e contraddizioni. Inoltre, attraverso giochi umoristici, parodie e battute di spirito l’ironia diventa anche antidoto, alternativa arguta per proteggere l’essere umano da ciò che lo affligge.
Ironico, il titolo della mostra, richiama l’apparente semplicità del fenomeno svelandone l’intrinseca complessità. Una contraddizione che diventa gioco a tutti gli effetti e che invita il pubblico a interrogarsi sulla natura del linguaggio, sui luoghi comuni che lo accompagnano e, allo stesso tempo, sul modo in cui questi influenzano la nostra osservazione e interpretazione del mondo che ci circonda.
Curata da Lorenzo Balbi e Caterina Molteni, in un arco temporale dagli anni Cinquanta a oggi, la mostra ripercorre la storia dell’arte italiana attraverso il tema dell’ironia con il potere immaginativo di Bruno Munari, l’irriverenza di Piero Manzoni, la vertigine del paradosso di Gino De Dominicis. L’ironia intrecciata con la sfera politica di Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto, la sfida agli stereotipi femminili di Tomaso Binga e Mirella Bentivoglio, la sperimentazione linguistica del nonsense di Adriano Spatola e Giulia Niccolai.
Ancora, l’accostamento contraddittorio tra soggetti e situazioni sfrutta l’ironia per svelare le incongruenze del presente di Maurizio Cattelan, Paola Pivi e Francesco Vezzoli, oppure le opere di Chiara Fumai e Italo Zuffi che smascherano le regole non scritte del sistema dell’arte per arrivare al duo artistico Eva e Franco Mattes che, attingendo al linguaggio dei meme diffusi in modo massivo sul web, rivelano una forma umoristica che caratterizza oggi la rete.
Artiste e artisti italiani di più generazioni hanno condiviso una strategia estetica ed esistenziale anti-tragica che abbraccia lo “scherzo cosmico” della realtà. Questo contesto critico e immaginativo è raccontato in mostra dallo sviluppo di macro-aree tematiche, utili nell’illustrare le diverse declinazioni dell’ironia e la trans-storicità del fenomeno: il paradosso, il suo legame con il gioco, l’ironia come arma femminista di critica al predominio patriarcale e all’ordine sociale italiano, la sua relazione con la mobilitazione politica, l’ironia come forma di critica istituzionale e infine come umorismo nero.